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American flag - Pixabay

Elezioni Usa: dai vescovi un richiamo all’unità

Mons. Kurtz apre al nuovo presidente: “Collaboreremo con Trump per difendere la vita”. Ma gli ricorda: “Migranti da accogliere”

Un richiamo alla speranza e alla riconciliazione, a seguito della sorprendente vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton alle elezioni presidenziali americane è giunto dal presidente della Conferenza Episcopale Statunitense, monsignor Joseph Kurtz, arcivescovo di Louisville.

Il presule ha diffuso una nota di commento e congratulazioni a Trump e a tutti i parlamentari eletti martedì scorso, nel rinnovo del Congresso e di un terzo del Senato.

“Ora è il momento di concentrarsi sulla responsabilità di governare per il bene comune dei cittadini – ha dichiarato mons. Kurtz -. Non guardiamoci gli uni gli altri alla luce della divisione tra democratici, repubblicani o di altri partiti ma, piuttosto, guardiamo al volto di Cristo nei nostri vicini, specie i sofferenti o quelli con cui potremmo non essere d’accordo”.

L’arcivescovo di Louisville ha poi affermato che sia i cittadini che gli eletti dovrebbero ricordare le parole rivolte da papa Francesco al Congresso americano, il 24 settembre 2015.

“Tutta l’attività politica deve servire e promuovere il bene della persona umana ed essere basata sul suo rispetto”, aveva detto il Papa in quell’occasione.

Secondo Kurtz, le elezioni hanno avuto principalmente ad oggetto tematiche economiche: “Ieri milioni di americani che stanno lottando per avere opportunità economiche per le loro famiglie, hanno votato per ricevere ascolto. La nostra risposta dovrebbe essere semplicemente: ‘vi ascoltiamo’. La responsabilità di aiutare le famiglie a rafforzarsi appartiene a tutti noi”.

Con riferimento, poi, al tema dell’aborto, per il quale, durante la campagna elettorale, Trump e i repubblicani hanno promesso delle restrizioni, il presule ha detto che la conferenza episcopale “si accinge a collaborare con il presidente eletto Trump per proteggere la vita umana dal più vulnerabile inizio alla conclusione naturale”.

L’arcivescovo ha tuttavia accennato anche a quei punti del programma di Trump che non risultano in sintonia con i principi della Chiesa. “Invocheremo politiche che offrano opportunità a tutti, alla gente di tutte le fedi, in tutte le fasi della vita – ha detto -. Siamo fermi nel ribadire il principio che i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati possono essere accolti, senza dover sacrificare la nostra sicurezza. Richiameremo l’attenzione sulle violente persecuzioni che minacciano i nostri fratelli cristiani e le persone di altro credo in tutto il mondo, in particolare in Medio Oriente. E presteremo attenzione all’impegno della nuova amministrazione per la libertà religiosa, assicurando la libertà di modellare le proprie vite intorno alla verità sull’uomo e la donna e sull’unico legame nuziale cui si può dar vita”.

Il leader dei vescovi statunitensi conclude con un richiamo alla speranza: “Ogni elezione porta con sé un nuovo inizio. Alcuni potranno domandarsi in che modo il paese possa riconciliarsi, collaborare ed adempiere la promessa per un’unione più perfetta. Per mezzo della speranza offerta da Cristo, io credo che Dio ci darà la forza di guarire e di unirci”.

Se da un lato, Trump ha riportato una netta prevalenza sulla Clinton, in termini di voti elettorali, il voto popolare sottolinea la profonda divisione nel paese. Con alcune schede ancora da conteggiare, Clinton ha la meglio nel voto popolare per un solo punto percentuale (48% contro il 47%) ed una differenza di appena 250mila voti in più.

“Preghiamo per i leader politici che possano assumersi le responsabilità loro affidate con grazia e coraggio – conclude mons. Kurtz -. E che tutti noi, come cattolici, possiamo aiutarci l’un l’altro ad essere fedeli e gioiosi testimoni dell’amore di Gesù che guarisce”.

 

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