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Egitto: il Presidente al-Sisi partecipa alla veglia del Natale copto

La celebrazione è stata presieduta ieri sera dal patriarca copto ortodosso Tawadros II, nella cattedrale di San Marco al Cairo

Era presente anche il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi alla liturgia della veglia del Natale copto, celebrata ieri sera, martedì 6 gennaio, nella cattedrale di San Marco al Cairo dal Patriarca copto ortodosso Tawadros II. “La partecipazione personale del presidente egiziano alla veglia del Natale copto costituisce un evento nuovo nella storia dell’Egitto”, ha dichiarato all’agenzia Fides il vescovo copto cattolico di Guizeh Anba Antonios Aziz Mina.

In passato, ha proseguito il presule, “i presidenti si limitavano a inviare dei loro rappresentanti. Alcuni dei presidenti egiziani – compresi Hosni Mubarak e l’islamista Mohamed Morsi – presentavano le proprie felicitazioni natalizie al Patriarca con delle telefonate di cortesia, mentre altri – come Gamal Abd el-Nasser e l’ex Presidente ad interim Adli Mansour – avevano fatto delle visite di cortesia al Patriarca nei giorni precedenti il Natale copto”. 

Durante la celebrazione, trasmessa dalla televisione di Stato, al-Sisi ha tenuto anche un breve discorso, affiancato dal Patriarca Tawadros. “Il presidente – ha riferito ancora a Fides Anba Antonios – ha insistito su due concetti molto importanti: ha detto che l’Egitto per millenni è stato un faro di civiltà per tutta l’umanità, e il mondo di oggi attende ancora che l’Egitto torni a riappropriarsi della sua storia di civiltà per riprendere a esercitare un ruolo rilevante nella comunità internazionale”.

“Inoltre – ha aggiunto il vescovo copto cattolico di Guizeh – al-Sisi ha ribadito che quando si parla del popolo egiziano, bisogna sempre evitare ulteriori specificazioni divisive e non bisogna mai chiedere o farsi chiedere ‘che tipo di egiziano sei?’. Un modo per dire che quello che conta è la comune e condivisa cittadinanza, al di là delle differenze culturali e religiose”.

Qualche giorno fa, in un intervento davanti agli alti rappresentanti e al corpo docente dell’Università di al-Azhar, massimo centro teologico mondiale dell’islam sunnita, il Capo di Stato aveva sollecitato le guide religiose dell’islam a “uscire da se stesse” e favorire una “rivoluzione religiosa” per sradicare il fanatismo e rimpiazzarlo con una “visione più illuminata del mondo”, se non vogliono assumersi “davanti a Dio” la responsabilità di aver condotto la comunità islamica su cammini di rovina.

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