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Educatori irlandesi: non ci sono scuole neutre rispetto ai valori

DUBLINO, mercoledì, 13 aprile 2011 (ZENIT.org).- Una partnership di educatori cattolici irlandesi afferma che non ci sono scuole neutre rispetto ai valori, e i genitori devono quindi scegliere quale ethos e quale visione particolare vogliono che apprendano i propri figli.

E’ uno dei punti affermati mercoledì dalla Catholic Schools Partnership, istituita il 28 gennaio 2010 dalla Conferenza dei Vescovi Cattolici Irlandesi e dalla Conferenza dei Religiosi d’Irlanda per sostenere l’educazione cattolica nel Paese.

La Partnership, che include membri di varie istituzioni educative della Nazione, ha svolto una conferenza stampa per la presentazione di una dichiarazione “come parte di un processo di consultazione in corso sul futuro delle scuole cattoliche nella Repubblica d’Irlanda”, chiedendo risposte a questo testo, su cui rifletterà nella discussione sulla “natura, lo scopo e il futuro delle scuole cattoliche”.

“Non esiste un’educazione neutra rispetto ai valori”, afferma il documento.

“Tutte le scuole, istituite dallo Stato o da un gruppo volontario, sposano necessariamente e implicitamente una visione della persona umana e danno espressione a un ethos particolare con le loro scelte, azioni e priorità”.

Il testo riconosce che “alcune persone pensano che le scuole dovrebbero adottare un atteggiamento neutro in relazione alla religione”, sostenendo che “il credo religioso è una questione puramente privata e non dovrebbe avere alcun ruolo nella sfera pubblica dell’istruzione”.

“Ad ogni modo, anche quanti vorrebbero escludere la religione dalla scuola sposano un proprio ethos”, osserva la Partnership. “Vogliono impartire una visione del mondo, una filosofia di vita, tanto quanto le persone di fede”.

Oltre a ciò, “implicano una comprensione della natura della religione che è filosoficamente errata e ingiustificata”.

Convinzioni particolari

“Alcune scuole nelle loro strutture e nei curricula abbracciano un particolare credo”, sottolineano gli educatori. “Altre presentano tutte le religioni e l’umanesimo ateo come risposte ugualmente valide alla domanda su Dio; altre ancora chiedono che queste convinzioni vengano lasciate a casa e non influenzino la vita della scuola; altre, infine, bandiscono ogni menzione di Dio”.

“Ma la domanda su Dio non scomparirà”, dichiarano.

“Le scuole cattoliche sono impegnate nel più profondo rispetto sia per la fede che per la ragione, e come tali contribuiscono in modo significativo alla formazione di cittadini maturi e razionali della nostra società democratica”, afferma il documento.

“Una delle caratteristiche più notevoli dell’educazione cattolica è il rispetto per la fede e la ragione”, aggiunge. “Ciò aiuta a spiegare perché queste scuole sono tanto popolari nel mondo”.

“La Chiesa continua ad essere coinvolta nell’educazione perché ciò rappresenta una parte centrale della sua missione e perché ci sono genitori che desiderano che i propri figli siano educati in un contesto che rispetti sia la fede che la ragione”, indica la Partnership.

Contributo dinamico

“Speriamo che le persone educate in un contesto di questo tipo sappiano offrire un contributo dinamico alla nostra società democratica, alla vita della Chiesa e al dialogo di fede e cultura”, proseguono i membri della Partnership.

Le scuole cattoliche in Irlanda, osserva il documento, “sono l’espressione vivente di una lunga e varia tradizione educativa ispirata dalla vita di Cristo”.

“Tali scuole sottolineano la dignità della persona umana come figlia di Dio chiamata a collaborare con gli altri per creare una comunità inclusiva al servizio del bene comune, in cui la conoscenza sia cercata e rispettata, e la fede promossa”.

“Radicata in una comprensione della persona umana come figlia di Dio, redenta da Cristo e destinata a condividere per sempre la vita di Dio stesso”, l’educazione “è un processo che dura tutta la vita, di crescita umana e sviluppo in risposta alla chiamata di Dio”.

“Inizia a casa, continua nella scuola e matura attraverso il coinvolgimento nella comunità cattolica nella parrocchia”.

Il documento conclude sottolineando che “queste tre dimensioni di famiglia, scuola e parrocchia devono collaborare se l’educazione cattolica vuole davvero raggiungere il suo obiettivo di formare persone umane mature a immagine e somiglianza di Cristo”.

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