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Educare la coscienza: sfida possibile?

Al via lunedì prossimo a Loreto il simposio sulla formazione morale della persona nel sacramento della riconciliazione

Educare la coscienza: sfida possibile? È con questo interrogativo che si presenta il risultato di un Simposio che annualmente si tiene presso il Santuario della Santa Casa di Loreto. Ogni anno l’appuntamento per Penitenzieri, Direttori spirituali, Animatori e Formatori parrocchiali offre la possibilità di un confronto su un tema specifico.

A cominciare dal 2010, sotto la guida dell’Arcivescovo Giovanni Tonucci e il Patrocinio della Penitenzieria Apostolica, nel mese di gennaio si tiene un incontro. Il contenuto di due di questi appuntamenti è già stato affidato alle stampe.

Il primo, dal titolo Divorzi – Nuove nozze – Convivenze. Quale accompagnamento ministeriale e pastorale ha visto la luce nel mese di luglio 2014, e numerose prospettive ivi racchiuse hanno contribuito ad arricchire la discussione avvenuta durante il Sinodo dei vescovi tenuto nell’ottobre scorso.

Nella stessa collana Sapientia ineffabilis edita dalla IF Press di Roma, appare ora (gennaio 2015) il sesto volume dal titolo: Educare la coscienza: sfida possibile? Dai ‘luoghi’ privilegiati ai contesti più variegati: la missione del formatore.

Di fronte a due volumi dal contenuto di estrema attualità e alla novità delle prospettive offerte, abbiamo posto alcuni interrogativi al prof. Manlio Sodi che di questi simposi è il coordinatore e l’animatore.

Professore, qual è l’intento che vi ha orientati nell’intraprendere una iniziativa di questo genere? E perché presso il santuario di Loreto?

Educatori, confessori, psicologi, direttori spirituali… sono persone che si trovano a doversi confrontare con le problematiche sollecitate in questo nostro tempo da situazioni di vario genere. Si trattava pertanto di prendere un’iniziativa che da un anno all’altro potesse offrire lo spazio per un dibattito sollecitato da persone competenti, e individuare le modalità più consone per dare risposte omogenee e costruttive. Il Santuario di Loreto è un luogo prezioso per affrontare simili problematiche dal momento che tanti fedeli ricercano proprio la via del santuario per trovare la pace del cuore e una linea sicura per l’agire morale.

Quali sono stati i temi dei primi cinque simposi?

La successione degli argomenti non è stata precostituita ma è stata la risultante di attese sollecitate dagli stessi partecipanti. In questa linea, dopo aver evidenziato le competenze pastorali e le attese per una vita in Cristo, richieste per un’adeguata e fruttuosa celebrazione del sacramento della Riconciliazione (I, 2010), ci si è soffermati su alcune problematiche proprie della vita matrimoniale (II, 2011); temi relativi a psicopatologie e manifestazioni demoniache hanno sollecitato una notevole partecipazione (III, 2012). Il passaggio ulteriore sempre in ordine all’educazione della coscienza (IV, 2013) ha avuto il suo risvolto nella pubblicazione fresca di stampa. Il tema dei divorzi, nuove nozze e convivenze ha richiamato l’attenzione alle numerose sfide che la pastorale deve affrontare (V, 2014). Il volume apparso poco tempo fa raccoglie quanto approfondito durante e dopo il simposio.

Sulla formazione morale della persona si muove anche il prossimo Simposio?

Il 19 e il 20 gennaio si realizzerà il sesto simposio dal titolo: La formazione morale della persona nel sacramento della Riconciliazione. È un’ulteriore sfida che si pone sia per i relatori che ovviamente per coloro che vi partecipano. Il programma contempla sei interventi: dall’educazione alla misericordia al contributo della psicologia circa lo sviluppo morale della persona; dall’educazione della coscienza morale al confronto con coscienza, verità e legge nel contesto del sacramento della riconciliazione; dalla liturgia come luogo formativo, all’educazione al bene comune sempre attraverso il contesto sacramentale. Un percorso, dunque, finalizzato a prospettive specifiche che mentre si pone in linea con i precedenti simposi, già predispone ad una maggiore attenzione ai lavori del prossimo Sinodo dei Vescovi sulla famiglia.

Chi sono i destinatari di simili problematiche?

La partecipazione al Simposio è aperta a tutti coloro che lo desiderano. In prima persona sono chiamati in causa i Penitenzieri e i Presbiteri, ma la problematica è tale per cui tutti coloro che intendono ricevere un’adeguata qualificazione o un necessario supporto al lavoro di formazione quale si attua in parrocchia possono trovare occasione per un confronto, per un dibattito… In una parola: per operare in sintonia con la Chiesa in modo da rispondere alle interpellanze che da ogni parte oggi più che in passato si muovono alla sfida educativa della comunità di fede. E anche questo è un rispondere in modo concreto al progetto pastorale della CEI circa l’Educare alla vita buona del Vangelo.

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