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Amazzonia, Ecuador / Wikimedia Commons - Leosanchez2011, CC BY-SA 3.0

Ecuador: il Papa incoraggia la Chiesa ad organizzare un sinodo sull’Amazzonia

Vescovi ricevuti lunedì in Vaticano in occasione della loro visita “ad limina”

In occasione della loro visita “ad limina Apostolorum” in Vaticano, il papa Francesco ha incoraggiato lunedì 25 settembre 2017 i vescovi dell’Ecuador a realizzare un Sinodo sulla Chiesa in Amazzonia.

Lo ha dichiarato il segretario generale della Conferenza episcopale del Paese andino, mons. René Coba Galarza, in un’intervista rilasciata al programma in lingua spagnola della Radio Vaticana, nella quale l’ordinario castrense ha descritto l’incontro con il romano Pontefice.

“Sono state tre ore di incontro con il padre, con il maestro, con il pastore”, ha detto il presule, che ha parlato di una “continuazione” dell’incontro avvenuto in occasione del viaggio apostolico di papa Francesco in Ecuador (2015).

“Siamo una Chiesa latinoamericana, il CELAM è il grande motore che anima il lavoro pastorale”, ha continuato mons. Coba Galarza, che ha evocato sia la missione porta a porta che quella continentale.

“Bisogna mostrare che siamo cristiani in chiesa, nella parrocchia, ma soprattutto nella struttura sociale. Mostrare che siamo cristiani per lo stile di vita che conduciamo”, ha detto il vescovo castrense.

Durante l’incontro si è parlato anche del progetto di realizzare un sinodo sulla Chiesa in Amazzonia, un tema che sta molto a cuore del Pontefice ed è già stato affrontato in occasione del viaggio pontificio in Ecuador. La regione amazzonica del Paese andino rappresenta infatti quasi la metà — il 48% –, di tutto il territorio amazzonico.

“Abbiamo vari fratelli vescovi, particolarmente nei vicariati apostolici, che vivono questa realtà concreta e sentono tutta la sofferenza” della popolazione indigena della regione, ha detto Coba Galarza, che ha ricordato l’impegno della Chiesa del suo Paese nella “Rete Ecclesiale Pan-amazzonica” (REPAM).

Anche se i vescovi sono adesso soprattutto “preoccupati e afflitti” per i recenti disastri naturali — terremoti, inondazioni, uragani — che hanno devastato il loro Paese, mantengono però il loro impegno nella regione amazzonica riguardo alla questione del cosiddetto “estrattivismo” o sfruttamento minerario, e in particolare il suo impatto sull’ambiente e sulla popolazione indigena, ha detto il presule.

Per quanto riguarda la presenza di 13 nazionalità indigene sul territorio nazionale dell’Ecuador, ciascuna con la propria lingua e cultura, il Pontefice ha insistito in particolare “sul rispetto che occorre avere per l’identità di questi popoli e la vicinanza che dobbiamo avere attraverso un lavoro di inculturazione del Vangelo”, così ha dichiarato Coba Galarza. (pdm)

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