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Papa & Mons. Carrascosa Coso / © PHOTO.VA - OSSERVATORE ROMANO

Ecuador: il nunzio “quasi fondatore” di ZENIT

Mons. Andrés Carrascosa Coso è stato nominato ieri nunzio apostolico a Quito

Papa Francesco ha nominato ieri, giovedì 22 giugno 2017, mons. Andrés Carrascosa Coso nunzio apostolico a Quito, in Ecuador. In un’intervista telefonica con la nostra agenzia, l’arcivescovo spagnolo si è definito il “nunzio più felice del pianeta” e “quasi un fondatore di ZENIT, uno dei primi che si è iscritto e l’ho inviata a migliaia di persone”.

Mons. Carrascosa, nato nel dicembre 1955 a Cuenca (comunità autonoma di Castiglia-La Mancia), lascerà quindi la nunziatura a Panamá. “Ho passato otto anni e mezzo a Panamá, non siamo eterni, sapevo che poteva arrivare ogni momento un trasferimento. I panamensi un po’ meno. Mi sono arrivati centinaia di messaggi e questa mattina mi hanno chiamato i due principali telegiornali”.

“L’ho detto persino al Santo Padre, mi considero il nunzio più amato del pianeta. La gente è molto gentile, è un Paese che ha molte possibilità. Ho amato molto questo Paese e la gente lo sente”, ha raccontato il diplomatico vaticano, ordinato sacerdote nel luglio 1980 ed entrato nella Pontificia Accademia Ecclesiastica — la scuola diplomatica del Vaticano a Roma — nel 1981.

Per quanto riguarda la sua permanenza a Panamá, mons. Carrascosa racconta: “In otto anni ci sono state sei nomine di vescovi e un cardinale, il primo da 500 anni! [il card. José Luis Lacunza Maestrojuán, O.A.R., vescovo di David, “creato” nel 2015, ndr]. C’è un episcopato giovane che è amato, e la gente vede che i vescovi e il nunzio si vogliono bene”, ha proseguito.

“Al telegiornale di questa mattina, in diretta, l’arcivescovo parlava, e mi sono arrossito per tanto affetto”, ha aggiunto il presule, che ha conseguito una licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana.

“Ho amato la Chiesa di Panamá e mi sono sentito molto amato da lei, molto vicina al Santo Padre, e lui lo sa e lo sente”, prosegue. Infatti, il Paese centroamericano è stato scelto dal Pontefice per ospitare la Giornata Mondiale della Gioventù 2019.

“Non conosco l’Ecuador”, ha ammesso mons. Carrascosa, “ma quando te lo dicono, tu parti e ci vai. Nel settembre scorso, il Papa ci ha detto che i nunzi devono avere le valigie pronte. Sapevo che stava per arrivare. I miei fratelli [il diplomatico è il sesto figlio del medico Eduardo Carrascosa del Amo e di Trinidad Coso Langa, ndr] pregano da tre anno, affinché io non venissi mandato in Siria… So dei miei amici ecuadoregni che è un Paese dolce, bello, e ho molta voglia di conoscerlo.” (pdm)

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