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È morto a 67 anni monsignor Zygmunt Zimowski

Il presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute era malato da oltre un anno e mezzo. Il Papa ne ricorda il “generoso ministero” e lo “spirito di fede” nell’infermità

Dopo una lunga malattia, si è spento stamattina, all’età di 67 anni, monsignor Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute. Il presule era ricoverato dallo scorso aprile presso l’ospedale di Dabrowa Tarnowska, in Polonia.

Zygmunt Zimowski era nato a Kupienin, in Polonia, il 7 aprile 1949, ed era stato ordinato sacerdote il 25 maggio 1973, da parte del vescovo di Tarnów, monsignor Jerzy Ablewicz. Dopo l’ordinazione sacerdotale, è stato vicario presso la parrocchia di Santa Elisabetta in Stary Sącz.

Zimowski ha conseguito la Licenza in Teologia Dogmatica presso l’Università Cattolica di Lublino, con una tesi dal titolo Dimensione pneumatologica della Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”, e il Dottorato in Teologia Dogmatica presso la Facoltà Teologica dell’Università Leopold-Franzens di Innsbruck con un tesi in tedesco dal titolo Influenza dei Vescovi delle Chiese orientali sulla teologia di “Lumen Gentium”, scritta sotto la supervisione del rev. prof. Raymund Schwager.

L’1 febbraio 1983, ha iniziato a prestare servizio presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. È stato nominato cappellano di Sua Santità il 14 aprile 1988 e prelato d’onore il 10 luglio 1999.

È stato postulatore dei processi di beatificazione e canonizzazione di Karolina Kózka, del rev. Roman Sitko e di suor Maria Julittae Ritz. Ha insegnato ecclesiologia presso l’Università Cattolica di Lublino e presso l’Università Cardinale Stefan Wyszyński di Varsavia.

È autore di 120 pubblicazioni, 40 lettere pastorali e di alcuni libri, nonché di parecchi articoli. Ha preso parte alla preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, curando in modo particolare l’edizione polacca. Ha inoltre collaborato con la sezione polacca della Radio Vaticana.

Nella Conferenza Episcopale Polacca, monsignor Zimowski ha svolto i seguenti incarichi: presidente della Commissione Episcopale della Dottrina della Fede; membro del Consiglio Permanente; delegato per la Pastorale degli emigranti polacchi; membro della Commissione ecumenica e del Gruppo per i Contatti con il Consiglio ecumenico della Polonia; membro del Gruppo dei Vescovi per la sollecitudine pastorale per Radio Maria e membro della Società Polacca di Mariologia.

Consacrato vescovo nel 2002 dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, Zimowski è stato titolare della diocesi di Radom dal 2002 al 2009.

Il 9 novembre 2008 è stato insignito dal Presidente della Polonia, Lech Kaczyński, della Croce di Cavaliere dell’Ordine della Polonia, consegnatagli per l’impegno nel salvataggio dei luoghi di sepoltura ebraici.

È stato ancora Ratzinger – nel frattempo diventato papa Benedetto XVI – a nominarlo nel 2009 presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute, elevandolo così al rango di arcivescovo. Zimowski succedeva così al cardiale Javier Lozano Barragan, dimessosi per limiti di età.

Ricoverato a Varsavia nel dicembre 2014, per un cancro al pancreas, il presule era tornato a svolgere il suo incarico in Vaticano l’anno successivo. Le sue condizioni di salute sono però precipitate durante i primi mesi del 2016.

In un telegramma di cordoglio indirizzato a monsignor Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute, papa Francesco sottolinea innanzitutto lo “spirito di fede” la “testimonianza cristiana” espressi da Zimowski durante la sua “lunga e dolorosa malattia”.

Rievocandone il “generoso ministero”, svolto prima come vescovo di Radom, poi come capodicastero, il Santo Padre ha innanzato “fervide preghiere” per il defunto presule, “affidandolo alla materna intercessione della Beata Vergine Maria, Regina della Polonia”.

Con tali sentimenti, il Pontefice invoca “per il compianto collaboratore il premio eterno promesso ai fedeli servitori del Vangelo” ed impartisce a monsignor Mupendawatu e a tutti gli officiali e collaboratori del Pontificio Consiglio, come pure ai familiari del capodicastero scomparso, la “confortatrice benedizione apostolica”.

Papa Francesco aveva recentemente telefonato tre volte a monsignor Zimowski, l’ultima delle quali, pochi minuti prima della sua morte.

Anche il papa emerito Benedetto XVI ha espresso in un messaggio cordoglio e preghiere per la scomparsa del presule polacco.

Anche l’Unitalsi ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di monsignor Zimowski, il quale, si legge in una nota, “verrà ricordato in occasione di tutti i pellegrinaggi dell’Unitalsi in partenza per Lourdes con i pellegrini malati e disabili”.

Il presidente nazionale di Unitalsi, Antonio Diella, ha ricordato Zimowski “come un grande estimatore e amico della nostra Associazione. In questi anni ci ha sempre sostenuto ed incoraggiato nella nostra missione accanto alle persone malate e con disabilità”.

[Ha collaborato don Mariusz Frukacz]

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