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Certosa di Pavia, dettaglio della facciata, Cristo deriso / Wikimedia Commons - Carlo Dell'Orto, CC BY-SA 4.0

E lo vestirono da pazzo

L’amore vero porta ad amare fino alla follia. La pazzia dell’amore è l’unica che fa rinsavire il mondo

Tempo fa mi è arrivata una telefonata strana, molto strana. Era il direttore del manicomio: “C’è qui ricoverato uno che dice di essere suo amico…Si chiama Gildo”

Arrivato, mi rivolsi al direttore: “Senta, io prima di incontrare Gildo, vorrei che lei mi riferisse quali sono i segni di pazzia o di squilibrio mentale che Gildo manifesta per essere ricoverato qui.”

Prontamente mi racconta: “Gildo è entrato per visitare un suo amico…ma un nostro paziente, che tutti chiamano ‘Furia’, l’ha pestato a sangue. Non sappiamo perchè, nè riusciamo a capire di chi sia la colpa. Qui non si sa mai a chi dare ragione.

Ma ciò che mi ha lasciato subito perplesso sulla sua salute mentale, è che Gildo si è messo subito a sorridere a chi lo malmenava. E questa reazione non è affatto normale.

Ma ciò che preoccupa ancor di più, è che incontrando Furia, non solo gli ripete il sorriso, ma parlando sia con lui che con noi dimostra di non ricordare per nulla l’episodio increscioso. Praticamente ha perso la memoria.

Poi succede che tra quelli con cui gioca a carte, ce n’è uno ghiotto di caramelle, che lo insulta in continuazione; e Gildo come risposta lo sceglie come compagno di gioco e gli offre caramelle.

Al mattino dice “buon giorno” a tutti con il sorriso di chi sembra contento di stare qui. Lo chiamo di tanto in tanto a darmi referenze sui suoi compagni, ma parla sempre bene di tutti.

Come avrà capito da questi e da altri simili episodi, mi disse, siamo di fronte a un comportamento del tutto fuori del normale. Con questi segni di squilibrio deve essere tenuto sotto controllo”.

“Io lo conosco bene, Gildo, ricordai al direttore. Da tanti anni, direi da sempre, è come me l’ha descritto lei. È la sua normalità questa; per cui non ne guarirà mai, speriamo. Ormai questa è la sua vita; la sua scelta.

Vuol vivere la vita d’un altro “pazzo” che 2000 anni fa ha portato tra gli uomini questo stile di vita “originale”, che rivoluziona la normalità degli uomini: si chiama Gesù.

Anche lui dai suoi parenti era ritenuto “fuori di sè”; ha detto “suo” il comandamento dell’amore reciproco; ha comandato di amare i nemici, di pregare per coloro che ti maltrattano, di perdonare “settanta volte sette”, cioè sempre. Ha detto che l’amore più grande è ‘dare la vita per gli altrì; a chi ti toglie il mantello t’invita a dare anche la tunica, perchè chi dona la vita, trova la vita; chi dona tutto riceve il centuplo. Questo Gesù ha perfino comandato di porgere l’altra guancia a chi ti da uno schiaffo, definendo beati i poveri, i perseguitati, i sofferenti… Gildo ha fatto sua la vita di Gesù”.

“Roba da pazzi! “- commenta il direttore.

“Ha proprio ragione! Di fatto, prima di crocifiggerlo, Gesù, lo hanno trattato da pazzo, vestendolo da pazzo. Lo dicono anche i santi, che l’amore vero porta ad amare fino alla follia. La pazzia dell’amore è l’unica che fa rinsavire il mondo”.

Ciao da p. Andrea

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