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È l’uomo che prepara nel bene o nel male il suo futuro

Il Signore è amore, solo amore, il resto è del demonio

L’uomo con le sue opere e con il suo comportamento predispone il suo domani e incide profondamente su quello di chi gli sta accanto. Un avvenire che non è solo materiale, ma è anche spirituale, perché legato all’eternità e all’altra vita, oggi cancellate. L’inferno, il purgatorio e il Paradiso sono stati “sfrattati”. L’uomo si è creata una “sicurezza” senza precedenti. Il ricco Epulone dei nostri giorni può, a tal punto, continuare a disdegnare il povero affamato che fugge dalle guerra o dall’estremismo religioso. Nello stesso tempo si fa di tutto per assicurare il peccatore di turno di una misericordia divina sempre a portata di mano, al di là se si osservi o meno la Parola. La Chiesa, lo ripeterò fino all’inverosimile, non è una associazione tra uomini bisognevole di un notaio per la sua registrazione. Il suo atto costitutivo, così come lo statuto, sono nel vangelo; registrati in cielo e controfirmati dal Padre! Il male che si fa alla Chiesa lo si fa all’Umanità, ad ogni singolo uomo. Siamo noi che prepariamo il nostro futuro. Più esso è malefico, più alta è la perfidia umana messa in campo. Il Signore è amore, solo amore, il resto è del demonio. A noi la scelta nella vita privata e in quella pubblica. Una verità che vale anche per chi abbia con il suo comportamento ferito il volto di Cristo, consegnando la propria vita o la stessa Casa di Pietro, di seguito a quanto è successo in questi giorni, agli attacchi di un mondo affascinato da nuovi vitelli d’oro, pronto a dimostrare l’assenza della verità di Dio. Nessuno sa quando verrà la fine del mondo, ma ognuno dovrebbe sapere che sì è personalmente responsabili della fine della propria salvezza e redenzione. Leggiamo in Marco: “Quanto però a quel giorno o a quellora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre. Così un passaggio del teologo mons. Di Bruno: Anche il giudizio di Dio sulla storia sovente avviene senza alcun preavviso. Spesso però il Signore i suoi segni li dona, ma luomo è troppo distratto, disattento, drogato spiritualmente, alcolizzato nel cuore, per leggere secondo verità quanto sta accadendo. Ogni giorno la storia ci presenta questi giudizi senza che noi vi poniamo attenzione. È sempre dannato chi ferisce il prossimo a qualsiasi livello, non certo chi subisce l’oltraggio dell’offesa. Chi fa la volontà di Dio non rimane mai isolato.

Condivido a proposito il pensiero espresso sulla pagina Facebook della Chiesa Cattolica, dove si sottolinea il triste tentativo, a causa dei documenti trafugati in Vaticano, di far passare Papa Francesco come uomo solo nella sua battaglia d’innovazione all’interno e fuori le mura dello Stato Pontificio. Concordo quando si scrive che tutto questo è un approccio coerente con la narrazione che diversi importanti quotidiani italiani o filoni di pensiero, ormai costituitisi in cartello, stanno facendo da tempo. Chiaro e puntuale il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana: Il Papa non è assolutamente solo è circondato e sostenuto cordialmente, affettuosamente, lealmente da tutti i vescovi. Per questo non ho nessuna preoccupazione circa questa immagine di divisione che si vuole accreditare presso lopinione pubblica per creare ulteriore disorientamento. La manovra laicista di salvare il Papa e affossare tutto il resto è una operazione dannosa che serve di fatto a dare un colpo mortale, prima allo stesso Pontefice e poi a tutto l’architrave che regge la verità necessaria alla redenzione del mondo da molti invisa. È questo un atteggiamento diretto a costruire un certo futuro, fuori dall’insegnamento evangelico. In prima fila troviamo coloro che in questi ultimi tempi hanno fatto del Diritto Naturale una pallina da ping pong. Seguono i detrattori della famiglia tra uomo e donna; chi pensa che la misericordia di Dio sia l’acqua che purifica comunque, ma anche coloro che vedono le regole come recinti per la libertà. Spiccano gli assertori della sovranità personale nel cambiare sesso o quelli pronti ad affossare un qualsiasi principio di verità non negoziabile, messo in minoranza dal solito sondaggio a pagamento, come ci ha ricordato in questi giorni da Trieste mons. Crepaldi.

Papa Francesco all’Angelus di domenica scorsa è stato chiaro nel dire che lui andrà avanti senza tentennamenti nel cambiamento annunciato, assieme ai suoi collaboratori, ma soprattutto con la vicinanza del popolo di Dio. È vero il Santo Padre non è solo. Intanto la sua opera è il riverbero dello Spirito Santo soffiato in lui il giorno della sua elezione a capo della Chiesa di Cristo. Ma c’è poi quel fiume di fedeli, laici e religiosi, donne e uomini, che vivono della Parola del Signore, senza far rumore e senza riempire le pagine dei giornali. Penso ai tanti movimenti con i loro ispiratori o le loro ispiratrici; ai gruppi di preghiera; a coloro che hanno scelto di “consegnarsi” al Figlio dell’Uomo, vivendo la loro vita sempre pronti ad ascoltare di ognuno le sofferenze; i pianti; le gioie; i desideri di redenzione; i pentimenti; le solitudini; i drammi legati al peccato; le richieste di entrare in un cammino di luce, lasciandosi alle spalle un vissuto spesso drammatico. Sulla sfondo la misericordia di Dio e di Maria, Madre della Redenzione. Ci sono milioni di giovani, luce dei raduni mondiali della gioventù cattolica con il Papa, semi fecondi e condottieri di speranza per una società della pace e della dignità di ogni persona. Tanti i nuovi “apostoli”: operatori della comunicazione, missionari, volontari, suore e sacerdoti che hanno cura degli ultimi in ogni città, ma anche negli angoli più sperduti del mondo. Da non dimenticare poi le migliaia e migliaia di persone che non sono ancora sulla strada di Cristo, ma che grazie a questo Papa stanno iniziando ad interrogare il loro cuore. L’augurio è che l’uomo prenda coscienza del suo libero arbitrio e dell’Amore Misericordioso del Signore, capace di salvare il futuro di chiunque abbia scelto la testimonianza della Parola. Il bene o il male sono definiti da Dio fin dal primo istante della vita dell’uomo sulla terra. La scelta del bene e del male è comunque affidata alla volontà dell’uomo, sapendo però che dal bene viene la vita, dal male la morte. Se ne mangi, muori”.

Chi volesse contattare lautore può scrivere al seguente indirizzo email: egidiochiarella@gmail.com. Sito personale:www.egidiochiarella.it. Per seguire la sua rubrica su Tele Padre Pio: https://www.facebook.com/troppaterraepococielo

About Egidio Chiarella

Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, ha fatto parte dell'Ufficio Legislativo e rapporti con il Parlamento del Ministero dell'Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo "La nuova primavera dei giovani" e del saggio “Sui Sentieri del vecchio Gesù”, nato su ZENIT e base ideale per incontri e dibattiti in ambienti laici e religiosi. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Costantino Di Bruno. Conduce su Tele Padre Pio la rubrica culturale - religiosa "Troppa terra e poco cielo".

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