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"Il Treno dei Bambini” promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura (8 giugno 2019) - Foto © Servizio Fotografico - Vatican Media

“È buono vivere per avere i soldi, soltanto?”

Parole del Santo Padre ai piccoli che partecipano all’iniziativa “Il Treno dei Bambini” promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura (8 giugno 2019)

Ieri mattina [l8 giugno 2019], nel Cortile di San Damaso in Vaticano, il Santo Padre Francesco ha incontrato i bambini partecipanti alla settima edizione de “Il Treno dei Bambini”, l’iniziativa promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura nell’ambito del “Cortile dei Gentili”, in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane, in cui ogni anno partecipano bambini da tutta Italia, costretti ad affrontare situazioni di difficoltà sociale. Quest’anno all’iniziativa, dal titolo “Un ponte d’oro in un mare di luce”, partecipano anche il Gruppo Onorato Armatori (Moby e Tirrenia) che hanno portato in nave dalla Sardegna bambini colpiti dall’alluvione del 2013 e la Scuola Vela Mascalzone Latino, con un gruppo di bambini dei quartieri popolari della città di Napoli. Inoltre, hanno partecipato gli studenti di tre scuole di Genova, colpite dal crollo del Ponte Morandi. Pubblichiamo di seguito la trascrizione del dialogo che il Papa ha tenuto ieri con i bambini:

Incontro del Santo Padre con i bambini

Bambina: Noi siamo di Genova, e avevamo delle curiosità. La prima è: dato che siamo una classe che fa molte gite, laboratori e ci divertiamo tanto insieme, volevamo sapere: come era Lei a scuola? Come andava a scuola? E poi, la seconda domanda invece era: ma Lei ha deciso di seguire il cammino verso Gesù scegliendolo da sé oppure l’hanno deciso i suoi genitori e poi da lì Lei ha voluto continuarlo? E la terza domanda è: qual è il viaggio che più Le è rimasto impresso?

Papa Francesco: La prima domanda: come ero io a scuola. Questo dovreste domandarlo ai miei educatori, ai maestri, perché io direi: “ero buono, sempre!”. Ognuno di voi, qualunque cosa, dice: “No, io sono buono, la colpa è dell’altro”. O no? Fate questo?

Bambini: “No… Sì…”.

Papa Francesco: Fate questo… Vi lavate sempre le mani, eh? E anch’io direi lo stesso… Ma io… non so com’ero. Non mi piaceva studiare… A voi piace studiare?

Bambini: No… Sì…

Papa Francesco: Siamo uguali… Ma ho dovuto imparare, a studiare. E si impara. E poi lo studio, nella vita, ti apre delle porte e ti aiuta ad andare avanti, ti aiuta tanto ad andare avanti. Poi, una cosa importante, questo sì, me lo ha insegnato una maestra molto buona: mai, mai odiare un compagno o una compagna di scuola. Mai. È vero che qualcuno è un po’ antipatico, un po’ così… sì o no? Tra voi c’è qualcuno antipatico?

Bambini: No… Sì…

Papa Francesco: E cosa fate, quando c’è qualcuno antipatico? Vi dirò io cosa fate: lo stesso che facevo io. Primo, andare a sparlare di lui con un altro. Voi fate questo?

Bambini: Sì.

Papa Francesco: Eh! “Togliere la pelle” all’altro. E questo si deve fare, o no?

Bambini: No!

Papa Francesco: No. E sai perché? Perché lo stesso farà lui a te, e non è bello. Non si fa. Mai sparlare degli altri. Capito? Lo diciamo insieme? Mai sparlare degli altri. Un’altra volta:

Bambini: Mai sparlare degli altri!

Papa Francesco: “Ma, Padre, a me piace dire qualcosina contro qualcuno che non va bene…”. È buono questo, o no?

Bambini: No!

Papa Francesco: E cosa devo fare quando ho voglia di sparlare? Io ho una ricetta infallibile, una ricetta per non sparlare degli altri. Volete che ve la dica?

Bambini: Sì!

Papa Francesco: State attenti: quando ti viene voglia di sparlare degli altri, morditi la lingua. Forte forte! E così la lingua si gonfia e non potrai parlare. Capito? Mai sparlare degli altri. E poi, mi piaceva giocare a calcio con i compagni, e mi piaceva fare le stesse cose che fate voi. Ma quella maestra mi ha insegnato quella lezione che è per tutta la vita: mai sparlare degli altri. Ci sono tante strade per andare insieme, perché litigare? Le grandi guerre che ci sono adesso, che la gente si ammazza nelle guerre, incominciano così, con il piccolo odio nelle piccole cose. Questa è una cosa che mi ha insegnato la maestra.

Poi, l’altra domanda, era come ho incominciato questo cammino di sacerdozio, come sono entrato in seminario. È una cosa che è venuta da sola, nessuno me l’aveva detto, di fare questo. È una cosa che è venuta da sola, e il Signore mi ha fatto sentire che questa era la mia strada. Io avevo studiato chimica, lavoravo in un laboratorio; ho sentito questo e sono andato avanti. È il Signore che parla al cuore. Vi faccio una domanda: quando voi sentite la voglia di fare qualcosa di buono, chi è che ti ispira questo, dentro?… Forte!…

Bambini: Dio.

Papa Francesco: Dio, il Signore! Dio che ti ispira a fare il bene. Quando voi avete la voglia di fare qualcosa brutta, chi ti ispira dentro?

Bambini: Il diavolo.

Papa Francesco: Il diavolo. Conoscere e distinguere le voci: la voce di Dio, la voce di Gesù, la voce dell’Angelo Custode, che è una, e la voce del diavolo, che è un’altra. Saper distinguere. Dio ti dirà, a ognuno di voi, cosa dovrete fare nella vita. Lo dirà: lui lo dirà sempre, perché il Signore mai ci lascia da soli. Ma bisogna saper distinguere, per non sbagliare. Capito?

E non ricordo qual era l’altra domanda… Il viaggio più bello. Mah, vi farò una confidenza: a me non piace viaggiare. È vero! È vero! E a me è successo quello che succede ai bambini capricciosi: non ti piace la minestra? Due piatti! Non ti piacciono i viaggi? Farai dei giri… È vero che nei viaggi tu trovi sempre la gente, la gente buona e impari tanto, nei viaggi. Ma a me non piace viaggiare, per mia natura. E quale è stato il viaggio più bello? Mah… Direi che l’ultimo che ho fatto mi ha riempito tanto – quello in Romania – di bellezza, mi è piaciuto tanto… E poi ricordo quei due viaggi che ho fatto nella vostra terra, sia a Cagliari sia a Genova: c’è gente buona! A Genova, gli operai mi hanno regalato quel pastorale che ancora uso: a volte uso quello di acciaio che mi hanno regalato. In Sardegna c’è la Madonna che è la Patrona della mia città… Voi conoscete la storia, perché la capitale dell’Argentina si chiama “Buenos Aires”, “Buon’aria”? La conoscete?

Bambini: Sì… No…

Papa Francesco: Volete che la racconti?

Bambini: Sì!

Papa Francesco: Quando è arrivato il primo conquistatore spagnolo ha fondato la città, che adesso è Buenos Aires, quella città, e la chiamò “Città della Santissima Trinità”. Ma i marinai erano tutti sardi e volevano chiamarla “Città della Madonna di Buon’aria”, in spagnolo “buenos aires”, e litigavano, i soldati con i marinai. E siccome i marinai non hanno avuto la possibilità di convincerli, hanno fatto lo sciopero. E alla fine hanno negoziato, e l’attuale città – che tutti chiamano “Buenos Aires”, “Buon’aria” – ha come nome vero, nome ufficiale: Città della Santissima Trinità e Porto di Santa Maria di Buon’aria. Sono rimaste le due ultime parole. Ma la mia città viene dalla Sardegna. È un onore… E io domando a voi: questo viaggio che voi avete fatto, vi è piaciuto o no?

Bambini: Sì!

Papa Francesco: Ma non è finito, ancora…

Bambini: No!

Papa Francesco: E quando tornerete a casa?… Avanti, avanti. Io ringrazio tutte queste persone che hanno reso possibile questo viaggio, sia con il treno sia con la nave. Tanti che rendono possibile che questi bambini possano viaggiare: non dimenticatelo mai, questo.

Bambina: Noi veniamo dalla Sardegna, e volevamo chiedere perché molte volte gli uomini non rispettano la natura causando così grandi problemi.

Bambino: E anche come noi possiamo costruire un ponte immaginario che unisca tutto il mondo?

Papa Francesco: La prima: che la gente non rispetta la natura. Se tu hai un’aranciata in un bottiglia di plastica, o una coca-cola, e la bevi, cosa fai con la bottiglia?

Bambini: La butto nel cestino.

Papa Francesco: Nel cestino. Ma c’è gente che la butta nel mare. Voi che avete il mare, i liguri e i sardi, cosa fa la plastica nel mare?

Bambini: Inquina.

Papa Francesco: Inquina, inquina! Anche i pesci ne mangiano a volte, e muoiono. E questo gesto di buttare la plastica nel mare è un gesto di responsabilità, o no?

Bambini: No!

Papa Francesco: No! E perché fanno questo? Eh, perché mi piace, per comodità… C’è gente che non rispetta la natura. Per esempio, quando si tagliano le foreste: le foreste sono il polmone. Voi sapete che le foreste prendono l’anidride carbonica e la trasformano in ossigeno: sono il polmone del mondo. Deforestare è brutto perché ti toglie la capacità di far rivivere tutto l’universo. E perché fanno questo, le persone? Perché? Perché usano a volte pesticidi che uccidono la gente, per avere un raccolto più buono? Perché fanno queste cose brutte? Chi sa dire questo, perché?

Bambino: Per soldi.

Papa Francesco: Bravo! Vieni, vieni qui. Vieni e spiega.

Bambino: Per soldi.

Papa Francesco: E spiega un po’, perché?

Bambino: Perché la gente certe volte dice agli altri: se mi uccidi questa persona, io in cambio ti do 200 euro.

Papa Francesco: E come si chiamano questi che uccidono la gente per soldi?

Bambino: Assassini.

Papa Francesco: Assassini, e sicari pure, no?

Bambino: Sì.

Papa Francesco: E noi dobbiamo imparare che i soldi bisogna guadagnarli per vivere, i soldi sono per vivere: questo è bello o no? Si fa così, certo, i soldi sono per vivere. Ma vi faccio una domanda: è bello vivere per i soldi?

Bambini: No!

Papa Francesco: I soldi sono per vivere. D’accordo?

Bambini: Sì!

Papa Francesco: Ma è buono vivere per i soldi?

Bambini: No!

Papa Francesco: No. Perché ti rovina il cuore, ti corrompe. Una volta ho sentito un’anziana che mi ha insegnato una cosa che io ripeto tanto: il diavolo entra dalle tasche. E la cupidigia di avere di più rovina tutto. “No, io userò questo pesticida” – “Ma è pericoloso perché porterà le malattie rare” – “Ma io guadagnerò di più”. È buono questo o no?

Bambini: No!

Papa Francesco: No! E dobbiamo aiutare. Sei bravo! Avanti! Grazie tante. Grazie tante di questa visita che mi piace tanto.

Accompagnatrice: Noi vorremmo cantare una canzone dedicata a Lei.

Papa Francesco: Benissimo, sentiamo la canzone. Poi diremo se è bella o brutta. [canzone] Ecco. Adesso, volete venire qui? Venite, senza paura. Prima di tutto, prima di darvi la benedizione, due domande. È buono sparlare degli altri?

Bambini: No!

Papa Francesco: Cosa devo fare quando ho voglia di sparlare di un altro?

Bambini: Devo mordermi la lingua!

Papa Francesco: Avete imparato bene. Secondo: è buono avere i soldi per vivere?

Bambini: No!

Papa Francesco: No? È buono avere dei soldi per vivere?

Bambini: Si!

Papa Francesco: È buono vivere per avere i soldi, soltanto?

Bambini: No!

Papa Francesco: Bravi, benissimo! Adesso preghiamo la Madonna, tutti insieme: Ave o Maria…
[Benedizione] E una buona giornata a voi! Grazie!

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