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Dura lotta per la famiglia e la vita nel mondo

di Benedetta Cortese*

ROMA, domenica, 10 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Non c’è tregua nella lotta per la famiglia e la vita nel mondo ed anche l’ultimo periodo del 2009 è stato caratterizzato da molti tenaci tentativi di operare soprattutto tramite la legislazione contro famiglia e vita e da altrettanto tenaci sforzi di mobilitazione a loro protezione.

Cattive notizie dagli Stati Uniti. L’attenzione generale era rivolta alla votazione del Senato americano sulla Legge di riforma sanitaria del Presidente Obama, soprattutto per l’emendamento Harry Reid contenente un compromesso sui finanziamenti all’aborto. La votazione sull’emendamento è stata effettuata il 21 dicembre con l’approvazione, mentre il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, l’intera legge è stata approvata. I vescovi degli Stati Uniti si erano opposti al “Compromesso Reid”, che permette al governo federale di finanziare i piani di assicurazione privata che coprono le spese di aborto.

Tendenze contrastanti in Messico. Il 18 dicembre 2009 il Congresso dello Stato messicano del Chiapas ha approvato la modifica dell’articolo 4 della Costituzione in cui si protegge il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, con esclusione quindi di aborto ed eutanasia. Sono così diventati 18 gli Stati messicani ad aver approvato la blindatura del diritto alla vita: Veracruz, Querétaro, Baja California, Chihuahua, Campeche, Colima, Puebla, Durango, Jalisco, Nayarit, Quintana Roo, Guanajuato, Yucatán, Sonora, Morelos, San Luis Potosí y Oaxaca.

Sempre in Messico, però, il 21 dicembre 2009 l’Assemblea legislativa del Distretto federale di Città del Messico (a maggioranza di sinistra) ha approvato una nuova legge sulle unioni matrimoniali civili tra omosessuali. Costoro potranno godere della comunione dei beni per ottenere crediti bancari, ottenere benefici dall’assistenza sociale e anche adottare bambini. Il Cardinale Rivera, arcivescovo di Città del Messico, ha detto che “non esiste alcun fondamento razionale od etico per assimilare o stabilire analogie, nemmeno lontane, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”.

Il 17 dicembre 2009 la Corte suprema irlandese ha emesso una sentenza che qualcuno ha definito storica. In fedeltà alla propria Costituzione e in contrasto con la Convenzione europea sui diritti dell’uomo ha stabilito i diritti del genitore biologico anche se si tratta di un donatore di sperma. La decisione annulla una precedente sentenza di una corte di livello inferiore la quale, richiamandosi all’articolo 8 della Convenzione europea, aveva negato ad un genitore donatore di seme l’accesso al figlio e la sua custodia. La Corte irlandese ha affermato che una “coppia di fatto” non è una famiglia. La sentenza è doppiamente importante: essa ribadisce il carattere biologico della famiglia e il primato delle Costituzioni nazionali rispetto alla Convenzione europea.

Il 16 dicembre 2009 il governo portoghese ha approvato un disegno di legge che prevede il riconoscimento pubblico del matrimonio tra omosessuali, quantunque senza possibilità di adozione. Il disegno passa ora al dibattito parlamentare. La Conferenza dei vescovi ha dichiarato che una simile legge avrebbe “gravi conseguenze”, perché “la famiglia viene danneggiata quando si prendono decisioni che alterano la sua struttura fondamentale”.

L’opinione pubblica cattolica spagnola si sta mobilitando contro la volontà del governo di insegnare nelle scuole la propria visione della sessualità. La legge spagnola sull’aborto – “Ley de Salud Sexual y Reproductiva y de Interrupción Voluntaria del Embarazo” – contiene anche direttive educative e il governo ha messo a punto un piano per imporre la propria visione della sessualità: moduli di istruzione obbligatoria a tutti i livelli scolastici svolta da “esperti”. Lo scopo dichiarato è “diminuire le gravidanze non desiderate e le malattie trasmesse sessualmente”, ma quello finale è di imporre una visione materialistica della sessualità e della persona umana.

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*Benedetta Cortese fa parte dell’Osservatorio internazionale “Cardinale Van Thuân” sulla dottrina sociale della Chiesa.

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