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Due nuovi consultori per la Congregazione delle Cause dei Santi

Padre Priamo Etzi e padre Stéphane Oppes, entrambi francescani

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 26 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha nominato due consultori francescani della Congregazione delle Cause dei Santi, secondo quanto rende noto la Sala Stampa della Santa Sede.

Sono i sacerdoti Priamo Etzi, O.F.M., Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università “Antonianum” di Roma, e Stéphane Oppes, O.F.M., Docente presso la Facoltà di Filosofia della medesima Università.

La Congregazione ha 34 membri – Cardinali, Arcivescovi e Vescovi –, un promotore della fede (Prelato Teologo), 5 relatori e 83 consultori.

La Congregazione ha avuto origine il 22 gennaio 1588, quando Sisto V ha creato la Sacra Congregazione dei Riti e le ha affidato il compito di regolare l’esercizio del culto divino e di studiare le cause dei Santi.

Paolo VI, con la Costituzione Apostolica “Sacra Rituum Congregatio” dell’8 maggio 1969, ha diviso la Congregazione dei Riti creando due Congregazioni, una per il Culto Divino e l’altra per le Cause dei Santi.

Giovanni Paolo II, con la Costituzione Apostolica “Pastor bonus” del 28 giugno 1988, le ha dato la fisionomia che ha oggi.

Secondo quanto stabilisce l’articolo 72 della Costituzione, la Congregazione “assiste con speciali norme e con opportuni suggerimenti i Vescovi diocesani, a cui compete l’istruzione della causa”.

Oltre a questo, “esamina le cause già istruite, controllando se tutto sia stato compiuto secondo la norma della legge. Indaga a fondo sulle cause così esaminate, al fine di decidere se risulti tutto quanto richiesto perché siano sottoposti i voti favorevoli al Sommo Pontefice, secondo i gradi prestabiliti delle cause”.

L’articolo 73 stabilisce che spetta alla Congregazione “giudicare circa il titolo di dottore da attribuire ai santi, dopo aver ottenuto il voto della Congregazione della Dottrina della Fede per quanto riguarda l’eminente dottrina”.

La Costituzione stabilisce inoltre che “tocca, ancora, ad essa di decidere intorno a tutto ciò che riguarda la dichiarazione di autenticità delle sacre reliquie e la loro conservazione”.

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