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Don Di Noto: “Una lotta difficilissima ma istituzioni e vescovi non ci hanno abbandonato”

Per la XIX Giornata Bambini Vittime di Violenza, il fondatore di Meter ha ricevuto messaggi di sostegno da numerosi presuli italiani e da rappresentanti politici

Messaggi da parte di autorità religiose e istituzioni sono giunti in occasione della XIX edizione della Giornata Bambini Vittime della Violenza, dell’indifferenza e dello sfruttamento (GBV) che l’Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org) celebra sin dal 1995.

La GBV si è aperta ieri, 25 aprile, e si concluderà, come sempre, la prima domenica di maggio, ossia il 3. In quel giorno Meter sarà presente anche in Piazza San Pietro, pronta ad accogliere le parole di papa Francesco dopo il Regina Coeli.

Stamattina, alle ore 10, ad Avola (Siracusa), in una solenne celebrazione presso la Parrocchia Madonna del Carmine, sono stati letti e resi noti i messaggi istituzionali.

A Meter hanno scritto molti vescovi italiani. Un plauso arriva anche da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che a don Di Noto scrive: “Grazie anche e soprattutto per quello che stai facendo. Prega per me”.

C’è poi il presidente del Senato Piero Grasso, che non ha fatto mancare la sua voce parlando dell’“opera luminosa” di Meter. “Grazie per l’impegno a favore dei bambini” è quello che scrive monsignor Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale.

Anche il cardinale Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona-Osimo, scrive: “Le sono vicino con la mia preghiera e con l’affetto (…). Dio la benedica!”. Il Vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò ha rilanciato l’iniziativa della GBV attraverso gli organismi Pastorali (Caritas diocesana e parrocchie) come un momento forte e intenso dalla parte dei piccoli violati che subiscono violenze disumane.

Da parte sua il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha scritto: “Sono persuaso che l’innocenza e la semplicità dei bambini sono valori preziosi anche per tutti noi, per cui bisogna impegnarsi a difenderli e custodirli”. E ancora: “Gesù, che ci invita a farci piccoli per entrare nel suo Regno, ci aiuti a coltivare nei nostri bambini il seme della genuinità, arginando tutte quelle situazioni, anche di violenza e di disagio, che non contribuiscono alla crescita umana e spirituale dei nostri fanciulli”.

L’Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del S. Cuore, monsignor Claudio Giuliodori, scrive citando le parole di Papa Francesco: “Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro (…). Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?”.

Tra i presuli, si segnala anche monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto, per il quale: “In modo particolare la comunità cristiana non può e non deve ignorare quanto male si rechi agli innocenti, considerati da Gesù come il paradigma del Regno di Dio”.

“I bambini sono sacri in ogni continente – ha proseguito monsignor Santoro – in ogni condizione sociale, nei Paesi emergenti e in quelli dell’opulenza, per cui dovunque deve crescere la coscienza di una doverosa presenza accanto ad essi, non solo per difenderli dal male, ma anche per promuovere la loro vita”.

Hanno inviato messaggi in occasione della GBV, anche: mons. Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina; monsignor Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica; mons. Paolo Urso, vescovo di Ragusa; mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli; mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto; mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla; mons. Giovanni Santucci, vescovo di Massa-Carrara.

Nel suo intervento don Di Noto ha ricordato il “dovere di non essere indifferenti” e ha sottolineato il “grande rischio di non condividere e non piangere con chi è vittima, con chi ha bisogno di ascolto, accoglienza ed essere liberato da queste nuove forme di schiavitù”.

Nella prosecuzione della “lotta difficilissima” alla piaga della violenza sui minori, il fondatore di Meter si è detto rincuorato del fatto che né le istituzioni italiane, né i vescovi “ci hanno abbandonati”.

“È con loro e con l’aiuto e la fede in Dio, che continueremo fino alla fine a denunziare la vergogna dell’indifferenza, della violenza e dello sfruttamento”, ha poi concluso.

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