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Dispensario Santa Marta: “un’oasi di carità” nel cuore del Vaticano. Ora anche sul web

Presentato ieri il nuovo sito della struttura gestita dalle vincenziane che, da 90 anni, assistono 500 bambini e le loro famiglie, senza distinzione di razza o religione

Sono 90 anni che il Dispensario Santa Marta offre assistenza, spirituale e medica, a bambini e neonati di famiglie in difficoltà, palesando quella tenerezza che – come sottolinea sempre Francesco – la Chiesa ha verso i piccoli, i deboli, i bisognosi. A partire da ieri, mercoledì 4 novembre, il servizio di carità che la struttura svolge da circa un secolo per circa 500 bambini e le loro famiglie, senza distinzione di razza o religione, approda anche su internet con il sito www.dispensariosantamarta.va

Il portale – che entro fine anno sarà disponibile anche in spagnolo, inglese e francese – è stato presentato ieri alla stampa nella sede di via della Stazione Vaticana, a due passi dall’ingresso del Perugino e della Casa Santa Marta, dove il Pontefice ha scelto di risiedere.

Un’iniziativa che vuole soprattuto allargare il raggio d’azione del Dispensario, facendolo conoscere al grande pubblico attraverso la vasta diffusione del web, magari raggiungendo quelle madri sole o quelle famiglie immigrate che sono prive della Tessera del Servizio Sanitario Nazionale e non sanno dove trovare cure e accoglienza.

Il sito – realizzato grazie all’Ufficio Internet del Vaticano – si presenta quindi come un grande diario che racconta la storia di questa struttura voluta da Pio XI e illustra l’attività svolta quotidianamente dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, in collaborazione con una cinquantina di volontari laici e medici specialisti che mettono a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità.  

“Un’oasi della carità all’ombra della cupola di San Pietro” l’ha definita ieri mons. Lucio Adrian Ruiz, capo ufficio del servizio Internet Vaticano e segretario per la Segreteria per la Comunicazione. Essa ora può avvalersi delle potenzialità di internet che “come ha detto Papa Francesco è un dono di Dio, e non è una semplice rete di fili ma di persone”. 

L’obiettivo, ha spiegato Ruiz, è quindi di “realizzare una rete di persone che va crescendo giorno dopo giorno per poter aiutare il prossimo”. Dal sito è possibile trarre infatti tutte le informazioni sui servizi offerti dal Dispensario – come ha spiegato la volontaria e coordinatrice web, Valentina Giacometti – inclusa una mappa per capire come raggiungere la struttura o il numero per chiederne l’aiuto. Uno spazio è dedicato anche alla condivisione di esperienze all’interno del Dispensario, dove già adesso si possono ritrovare storie commoventi di disagi e abbandono, risanate da affetto, cure e assistenza. 

“Con questo sito internet vogliamo fare in modo che le persone bisognose ci conoscano di più e vengano informate sulle attività e i servizi che il Dispensario offre”, ha rimarcato infatti la responsabile suor Antonietta Collacchi. La religiosa ha offerto pure uno scorcio della bella e impegnativa attività che lei e le consorelle svolgono giorno dopo giorno, divise tra pannolini, culle, medicine, giocattoli e biberon. 

Attività, peraltro apprezzata e benedetta dai Papi: Francesco, che ha incontrato i piccoli ospiti e i loro ‘angeli’ nel dicembre del 2013, e Benedetto XVI, che ha visitato il Dispensario nel 2008, proclamandolo anche Fondazione, con statuti propri (il presidente è attualmente mons. Konrad Krajewski, Elemosinierie pontificio).

“Nonostante i nostri 90 anni di storia ci sentiamo sempre giovani nel servizio ai bambini”, ha affermato suor Antonietta, senza dimenticare le “difficoltà” a cui “facciamo fronte quotidianamente”. “Ma la strada da seguire è questa e non ci preoccupiamo, perché confidiamo nella Provvidenza”, ha assicurato. 

Lo dimostra il fatto che, come se non bastasse, le instancabili vincenziane hanno dato vita anche ad una nuova iniziativa dal nome “C’è una culla per te”, che trova spazio nei nuovi locali messi a disposizione del Governatorato vaticano, inaugurati nel maggio scorso. Il progetto prevede una serie di nuovi servizi a sostegno della maternità, che vanno dalle vaccinazioni ai corsi sull’alimentazione, dalla preparazione al parto alla ginnastica, fino all’insegnamento delle norme igienico-sanitarie o addirittura della medicazione del cordone ombelicale e allo svezzamento e l’allattamento materno e artificiale.  

Insomma, se il fondatore San Vincenzo de’ Paoli raccomandava di “non passare accanto a nessuno con il volto indifferente, il cuore chiuso o il passo affrettato”, c’è da dire che le sue Figlie questo mandato lo stanno compiendo benissimo.

About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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