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Disagi per i prof di religione: per il Miur è tutto sotto controllo

L’on. Faraone, sottosegretario all’Istruzione, ha risposto a un’interrogazione sul caso. I problemi però restano…

A seguito del nostro articolo sui disagi provati dagli insegnanti di religione a causa di ritardi e anomalie negli stipendi di settembre e ottobre, l’on. Antonio Palmieri ha presentato un’interrogazione a Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, che ha risposto per mezzo del sottosegretario Davide Faraone durante una riunione della Commissione Cultura.

L’on. Faraone ha esordito dicendo che dall’anno scolastico 2015/2016, e precisamente dal primo settembre 2015, al fine di semplificare le relative procedure di registrazione, è stato avviato un nuovo sistema informatico di gestione giuridica e retributiva dei contratti temporanei della scuola, compresi i contratti di lavoro degli incaricati per l’insegnamento della religione cattolica”.

Faraone ha poi continuato ricordando che “i contratti degli incaricati di religione vengono, quindi, inseriti nel sistema informativo MIUR dalle istituzioni scolastiche ed inviati, automaticamente, al servizio NoiPA per il pagamento, dopo specifica convalida da parte del dirigente scolastico. Dall’inizio di questo anno scolastico sono stati inviati al MEF 20.366 contratti relativi agli incaricati di religione che hanno superato tutte le opportune verifiche di correttezza.

Pertanto, al sottosegretario del MIUR “non risultano malfunzionamenti, di carattere generale, delle specifiche procedure del sistema informativo”. E tuttavia l’Onorevole ha ammesso che “Naturalmente non può escludersi il verificarsi di errori nell’attività di registrazione dei contratti a sistema. Tali errori posso, a volte, comportare la necessità di annullare l’inserimento o la modifica delle informazioni non corrette, al fine di consentire una nuova trasmissione al MEF per il pagamento. È possibile, quindi, che in taluni casi, considerando la tempistica delle emissioni, si possa verificare uno slittamento del pagamento al mese successivo, mese nel quale è, poi, possibile comunque recuperare anche eventuali discordanze sul numero di giorni disservizio prestati”.

Per quanto riguarda la tempistica dei pagamenti, Faraone ha sottolineato “che nel mese di settembre scorso, in accordo con il MEF, proprio al fine di assicurare il maggior numero possibile di contratti in pagamento, sono state concordate due emissioni straordinarie, precisamente il 18 e il 25 settembre, in aggiunta a quella ordinariamente prevista, che sono state liquidate, rispettivamente, il 29 settembre e il 2 ottobre. Inoltre tutti i contratti che sono stati acquisiti dal sistema NoiPA dopo il 25 settembre sono rientrati nell’emissione del 9 ottobre che verrà liquidata il 18 dello stesso mese”.

Infine l’on. Faraone ha assicurato che il MIUR “dall’avvio della nuova procedura, sta svolgendo un monitoraggio costante dello stato di tutti i contratti inseriti a sistema e è in continuo contatto con le strutture MEF al fine di rimuovere tempestivamente eventuali problemi, anche contattando la singola istituzione scolastica, con l’obiettivo di assicurare la massima celerità del pagamento”.

Nonostante le parole del sottosegretario Faraone, la situazione non sembra così rosea. Sono moltissimi i docenti che continuano a lamentarsi dei disservizi. Ancora alcuni non hanno percepito lo stipendio di settembre e, non visualizzando sul portale NoiPa l’importo di ottobre, hanno poche speranze che le cose vadano meglio questo mese. Altri, più fortunati, sono riusciti ad ottenere l’accredito del mese di settembre, ma, inspiegabilmente, ad ottobre sarà liquidata una cifra significativamente inferiore al mese precedente: si parla di 150-200 euro in meno, in alcuni casi anche più.

Un dato è certo: in questa situazione di confusione sono centinaia le famiglie che stanno subendo danni a causa dei disservizi e che non riescono a far fronte alle spese ordinarie. L’on. Palmieri, nel caso in cui la situazione non sarà risolta entro un mese, farà un’altra interrogazione parlamentare per chiedere lumi ai responsabili del MIUR. Speriamo solo che, trattandosi di insegnanti di religione, non ci sia bisogno di un miracolo…

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Fonte: L’Ancora online

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