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“Dignità della persona anziana e qualità della cura”. Convegno Cei a Roma

Il convegno, promosso in occasione della Giornata Mondiale contro l’abuso sull’anziano, si svolgerà il prossimo 22 giugno presso il Centro Congressi Cei

In occasione della Giornata Mondiale contro l’abuso sull’anziano indetta per il 15 giugno, l’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) – congiuntamente al Gruppo di Studio “La cura nella fase terminale della Vita” della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – promuove il Convegno “Dignità della persona anziana e qualità della cura. Una sfida ad abuso e contenzione”. Il Convegno si svolgerà il 22 giugno a Roma, presso il Centro Congressi della Cei, dalle 9 alle 18.30.

Si parla di vittime dimenticate, riferendosi alla violenza e all’abuso sulle persone anziane: un problema pervasivo in tutti i paesi europei e destinato a crescere, considerando il rapido aumento della componente anziana della popolazione.

Secondo i dati dell’OMS, circa il 30% degli 8500 omicidi di persone ultrasessantenni che avvengono annualmente in Europa sarebbe da porre in relazione a maltrattamenti. Si stima inoltre che ogni anno almeno 4 milioni di persone anziane subiscano maltrattamenti fisici, 29 milioni maltrattamenti psicologici, 1 milione abusi di natura sessuale, 6 milioni abusi di tipo economico.

“Un problema tuttora misconosciuto anche in ambito assistenziale – sostiene don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana – dove non riceve l’attenzione necessaria da parte degli operatori sanitari e pastorali, problema spesso collegato a scadente qualità dell’assistenza e a carenze nella formazione dei caregiver”.

“La discriminazione degli anziani, la tolleranza della violenza, la mancata coesione fra generazioni e le disuguaglianze di genere creano in qualche misura i presupposti per abusi e maltrattamenti sugli anziani”, spiega Nicola Ferrara, presidente SIGG.

Inoltre il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento del numero di anni trascorsi in una condizione di dipendenza, ma soprattutto la riduzione dell’ampiezza e della forza delle reti familiari, accentuata dalla crisi economica, sono tutti fattori che incrementano la fragilità degli anziani e quindi il pericolo di essere vittime di abusi di ogni genere.

Nonostante gli interventi in ambito di prevenzione con programmi formativi specifici attuati finora, le evidenze di efficacia sono ancora insufficienti. Permane spesso una mancata capacità di riconoscimento dell’abuso da parte degli operatori professionali e pastorali.

Il convegno si propone di condividere una coscienza dei diritti e delle responsabilità che riesca a tradursi in un atteggiamento attivo di rispetto per le persone fragili, nei luoghi della cura, che consideri le dimensioni fisiche, psicologiche, spirituali.

 

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