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“Difendete il matrimonio”. L’invito del Papa ai Cavalieri di Colombo

Nella lettera inviata in occasione del congresso dell’ordine, il Pontefice sottolinea che è necessaria una mobilitazione quando vengono posti “i diritti personali al di sopra del bene comune”

“Potenti forze culturali” stanno mettendo “sotto attacco” il matrimonio “tra un uomo e una donna”. Di qui l’invito a difendere questa “istituzione naturale”, elevata dal Signore “alla dignità di sacramento”. Lo ha scritto papa Francesco nel messaggio inviato, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, al congresso dei Cavalieri di Colombo, che si è aperta a Philadelphia, negli Stati Uniti, dove Francesco si recherà a fine settembre a conclusione dell’incontro mondiale delle famiglie.

“Mentre si prepara a visitare Philadelphia il mese prossimo per l’ottavo incontro mondiale delle famiglie – scrive il card. Parolin -, il santo Padre esprime profondo apprezzamento per la costante pubblica testimonianza che il vostro ordine ha portato alla nostra comprensione Cristiana del matrimonio e della famiglia”. Francesco ricorda dunque che “elevato dal Salvatore alla dignità di sacramento, il matrimonio è, nel piano del Creatore, una istituzione naturale, un patto di amore e fedeltà tra un uomo e una donna, testo alla loro perfezione e santificazione, a al futuro della nostra famiglia umana”.

E “oggi, mentre l’istituzione del matrimonio è sotto attacco da potenti forze culturali, i fedeli sono chiamati a testimoniare questa basilare fede biblica e legge naturale, che è essenziale all’ordine saggio e giusto della società”, si legge ancora nel testo. Che prosegue: “Nell’affrontare le sfide morali, sociali e politiche del tempo presente, è richiesta loro grande saggezza e perseveranza, ‘la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù’ (apocalisse, 14.12)”.

“Dotati dal Creatore con vita e libertà” (il tema della convenzione di quest’anno) porta quindi l’attenzione “al dovere dei cattolici americani, proprio come cittadini responsabili, per contribuire ad una difesa ragionevole di quelle libertà sulle quali la loro nazione è stata fondata”. Del resto – riflette il Papa – “la pietra d’angolo di queste libertà è la libertà religiosa, intesa non semplicemente come libertà del culto che uno sceglie, ma anche, per le persone e le istituzioni, la libertà di parlare e agire in accordo con ciò che stabilisce la loro coscienza. Nella misura in cui questa libertà è minacciata, da invasive politiche pubbliche o dalla crescente influenza di una cultura che pone presunti diritti personali al di sopra del bene comune, c’è bisogno di una mobilitazione delle coscienze da parte di tutti quei cittadini che, a prescindere dal partito o dal credo, sono preoccupati per il benessere complessivo della società”.

Il card. Parolin scrive a nome del Pontefice che “è speranza del Santo padre che il programma di catechesi e preghiera che i Cavalieri hanno inaugurato in vista del prossimo sinodo sulla famiglia e dell’incontro mondiale delle famiglie contribuirà in modo significativo a questa testimonianza profetica”. E ancora: “La protezione della libertà religiosa deve impegnare le coscienze dei credenti a livello globale in risposta agli attacchi contro le comunità minoritarie, per lo più cristiani, in varie parti del mondo. Sua Santità è profondamente grato per gli sforzi dei Cavalieri nell’attirare l’attenzione pubblica alla grave tragedia umanitarie”.

Tra queste tragedie, si fa riferimento a quelle delle famiglie dei rifugiati, aiutate dai Cavalieri di Colombo “tramite il nuovo fondo per il sostegno dei rifugiati cristiani”. Il Santo Padre – scrive il card. Parolini – “fa appello ancora una volta al vostro ordine per una preghiera costante, nelle famiglie, nelle parrocchie e nei concili locali, per questi fratelli e sorelle colpiti da violenza fanatica e intolleranza, e per un generale riconoscimento di questi diritti umani fondamentali che non vengono garantiti dallo Stato, ma dalla mano del Creatore, che tutti i credenti invocano come Dio della pace”.

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