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Di fronte alla crisi, i Vescovi spagnoli donano 3 milioni di euro alla Caritas

Per affrontare i problemi dell’emergenza

MADRID, venerdì, 25 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Monsignor Juan Antonio Martínez Camino, segretario generale della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) e Vescovo ausiliare di Madrid, ha consegnato questo lunedì al presidente di Caritas Spagna, Rafael del Río, una donazione di 3 milioni di euro, corrispondente all’1,5% del Fondo Comune Interdiocesano della CEE, che i Vescovi hanno deciso di offrire alla Caritas durante l’Assemblea Plenaria svoltasi alla fine di novembre per far fronte ai programmi di aiuto alla crisi.

Per il secondo anno consecutivo, la Conferenza Episcopale compie questo gesto di impegno nei confronti delle vittime della crisi, che si materializza attraverso gli ambiti diocesani e parrocchiali della Caritas.

Nel corso della conferenza stampa convocata per procedere alla consegna della donazione, monsignor Martínez Camino ha rivolto un appello “a tutti i cattolici e a tutti i cittadini a continuare a collaborare con la Caritas nelle azioni di risposta alle vittime della crisi” e ha ribadito che “la Caritas è la Chiesa e la Chiesa è la Caritas”, nella misura in cui “la carità, insieme alla profezia e alla celebrazione della parola, rappresenta una dimensione essenziale della vita della Chiesa”.

Insieme alla consegna della donazione della CEE, durante la conferenza stampa il nuovo segretario generale di Caritas Spagna, Sebastián Mora, ha presentato il IV Rapporto dell’Osservatorio della Realtà Sociale della Caritas, in cui si analizza la risposta dei servizi sociali pubblici alla crisi.

Mora ha posto al centro del suo discorso Gesù Cristo, “che ci fa volgere lo sguardo, i sentimenti e l’impegno verso i più poveri ed esclusi, che sono gli unici protagonisti di questa conferenza stampa e che, per situazioni di ingiustizia, sono vittime di un modello sociale che non genera un autentico sviluppo umano”.

Il Rapporto mostra anche che il numero di persone assistite dalla rete statale Caritas di Servizi di Accoglienza e Assistenza è aumentato da 400.000 a 600.000 dal 2007 al 2008, e che probabilmente raggiungerà le 800.000 persone nel 2009.

I dati rivelano anche che, in generale, i servizi sociali pubblici non fanno fronte a molte delle necessità di base delle persone più colpite dalla crisi, o perché non sono incluse nelle prestazioni di base che offrono o perché i criteri di accesso a queste prestazioni sono diventati più rigidi e differiscono molto in base alle regioni.

Per questo, la Caritas deve assumere spesso il compito di far fronte alle necessità più urgenti di persone e famiglie.

Il Rapporto dell’Osservatorio raccoglie anche dieci proposte concrete per correggere l’attuale mancanza di risposte davanti alla crisi, che vanno dall’incremento dello sforzo nel campo della difesa sociale alla revisione dell’azione sociale, passando per l’aumento delle risorse umane ed economiche per garantire la copertura di queste necessità.

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