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Ddl Cirinnà: critiche all’emendamento del Pd

Il sociologo Massimo Introvigne contesta l’emendamento al testo sulle unioni civili, che lascia il ddl così com’è ma introduce una precisazione solo nominale

Soddisfatti perché la legge è stata “rimandata a settembre“, gli oppositori del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili per gli omosessuali non demordono e promettono “la madre di tutte le battaglie” in autunno. “Sconcerto” esprime il sociologo torinese Massimo Introvigne, presidente nazionale dei Comitati Sì alla famiglia, di fronte all’emendamento di senatori cattolici del Pd, che lascia il disegno di legge com’è ma introduce la precisazione che si tratta di un “istituto giuridico originario”, dunque non di matrimonio.

Intervenendo a margine di un seminario su arte e religione organizzato a Villafranca Lunigiana da Alleanza Cattolica, il sociologo ha usato in esempio di carattere artistico. “Nel 1917 Marcel Duchamp acquistò un comune orinatoio e lo espose in una galleria con il titolo ‘Fontana’. Però il pubblico intelligente capiva che, alla fine, era sempre un orinatoio. Duchamp era un artista di genio e questi sono solo furbetti del quartierino, ma l’operazione è la stessa. Se rimangono la cerimonia ‘nuziale’ in municipio, il riferimento alla disciplina del matrimonio, le adozioni introdotte dall’articolo 5, possiamo chiamare quello che la Cirinnà introduce nell’ordinamento ‘istituto originario’ o con qualunque altro nome, ma nella sostanza resta sempre un matrimonio”.

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