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“Dalla scuola passa la bellezza della vita”

Il saluto del cardinale Bagnasco a papa Francesco durante l’incontro con la scuola italiana

Riportiamo di seguito il discorso di saluto a papa Francesco del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione dell’incontro del Santo Padre con la scuola italiana.

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Padre Santo,

l’abbraccio del Bernini si trasforma oggi in una immensa Aula che si prolunga fino a Castel Sant’Angelo per accogliere tutte le persone che festeggiano con noi ed evocare tutte le scuole che sono in Italia. Dalla scuola passa la bellezza della vita a cui vogliamo sempre di nuovo educare le generazioni che si succedono, che ricevono per poi poter donare a loro volta,  ringiovanendo la famiglia che è il cuore pulsante del nostro Paese. Come Lei non si stanca di insegnarci, infatti, l’esistenza è un cammino e occorre mettersi in marcia, perché l’uomo non è un essere stanziale ma in movimento, continuamente chiamato a superare se stesso. Senza corrispondere a questa chiamata interiore, che definisce il fascino e l’esigenza della libertà umana, l’uomo non si compie e rischia di starsene immobile, rinchiudendosi progressivamente in se stesso, spegnendosi alla vita.

La scuola fa entrare dentro una esperienza che allarga i confini mentali della propria famiglia e apre ad un contatto molteplice che arricchisce e affina la sensibilità umana, predisponendola ad assumere le responsabilità dell’età adulta. Ogni scuola è perciò un atto di speranza che si rinnova ogni mattina grazie ai suoi protagonisti, nonostante i problemi e le inadeguatezze che tutti conosciamo. Sappiamo, per esperienza diretta e – anche per quanto alunni, docenti e genitori possono testimoniare – che i problemi della scuola sono grandi e strutturali. Talvolta si fatica a riaccendere la speranza di poter educare! Non vogliamo negare le difficoltà. Ciò nonostante, siamo qui in tanti e da ogni città, perché sentiamo che della scuola non può fare a meno una società che abbia voglia di riprendere in mano la direzione di marcia. Confidiamo anzitutto in un fatto: la prima risorsa sono le persone, la loro qualità critica, la loro statura morale, la loro apertura ideale. Per questo alcune Sue domande risuonano forte in questa circostanza. “Come far sì che i nostri alunni cerchino e trovino la Verità nella Bontà e nella Bellezza? Come fondare la speranza in quel bene che la conoscenza della verità ci procura, sapendo che ci sono verità che interpellano l’uomo intero, non solo l’intelletto? Come insegnare a percepire la bellezza, a fare autentiche esperienze estetiche, di quelle che lasciano il segno rivelandoci il senso della nostra vita? Come insegnare ad accogliere senza paura la bontà che l’essere distribuisce a piene mani e a scoprire l’amore nella sua gratuità?” (J. M. Bergoglio, La bellezza educherà il mondo, Bologna, 2014, 20-21).  

La Chiesa italiana, nel suo cammino decennale, ha scelto l’educazione come la chiave di volta del suo impegno di evangelizzazione in una società che ha mutato pelle, ma non ha cambiato il cuore. Avvertiamo come Pastori l’esigenza di coltivare il cuore delle generazioni attraverso una paziente opera educativa, che rimetta al centro quella cultura dell’incontro che, a differenza di quella dello scarto, tende a valorizzare quanto c’è in ogni persona di vero, di bello e di buono. Il nostro impegno è a considerare la scuola come un tassello decisivo nella costruzione della città dell’uomo, e come una condizione necessaria per aprirsi alla realtà tutta intera.

Non possiamo dimenticare che, nella storia anche recente del nostro Paese, non sono mancate figure di educatori e di educatrici che hanno dato un contributo indispensabile alla scuola, in termini di innovazione pedagogica, di apertura al confronto culturale e di crescita della coscienza sociale. Tale presenza continua ancora oggi in forme diverse e chiede di rafforzare energie e motivazioni in tutte le scuole, sia quelle statali che in quelle paritarie. La libertà dei genitori verso i propri figli, rappresenta infatti un diritto sancito dal nostro Paese, ma anche un dovere da garantire e da promuovere da parte dello Stato e dei singoli cittadini.

Padre Santo, grazie di averci accolto oggi! Con Lei vogliamo riapprendere la lezione evangelica del crescere in età, sapienza e grazia, come il nostro Maestro ci ha mostrato. Vogliamo – grazie alla Sua parola  che attendiamo come luce benefica – rinnovare il nostro desiderio di educare per vivere, di educare per vivere insieme, nella pienezza della nostra umanità che in Gesù Cristo, Figlio di Dio, risplende.

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