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“Dalla paura alla fiducia”. Messaggio di Tauran a Religions for Peace

Riuniti a Castel Gandolfo fino al 1° novembre i rappresentanti delle diverse religioni stanno analizzando temi come globalizzazione, islamofobia, xenofobia, individualismo

“Come leader religiosi la nostra sfida urgente, oggi, è trasformare la diffidenza, il sospetto e l’intolleranza in una nuova cultura basata sul rispetto, la comprensione reciproca, la non violenza, la solidarietà e la risoluzione pacifica dei conflitto”. Lo sottolinea il cardinale Jean-Louis Tauran in un messaggio, in inglese, ai partecipanti all’assemblea europea di Religions for Peace, che riunisce seguaci dalle grandi religioni: baha’i, buddismo, cristianesimo, ebraismo, giainismo, induismo, islam, sikh, zoroastrismo e altre tradizioni locali.

Riuniti nella sede di Castel Gandolfo dal 28 ottobre al 1° novembre sul tema «Accogliersi l’un l’altro, dalla paura alla fiducia», i partecipanti all’incontro – informa L’Osservatore Romano – stanno facendo il punto su temi particolarmente attuali per il vecchio continente come la globalizzazione, l’islamofobia, la xenofobia, l’estremizzazione dell’individualismo.

Dopo aver ricordato le celebrazioni promosse dalla Chiesa cattolica nel cinquantesimo anniversario della dichiarazione conciliare Nostra aetate, il presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha elencato alcune sfide specificamente europee, come “la paura di perdere la propria identità che porta al radicalismo e al fondamentalismo, l’intolleranza verso le religioni differenti e le minoranze, le ondate di migrazioni forzate a causa di guerre, regimi dittatoriali e crisi ecologica”.

La domanda è quindi: “come trasformare la paura in fiducia, la discriminazione in rispetto, l’inimicizia in amicizia, la polarizzazione in solidarietà, gli stili di vita egoisti in altruisti, il confronto in incontro?”. La risposta – ha detto il porporato – è che “la vera missione della religione è la pace, perché la religione e la pace vanno di pari passo”.

Al contempo, però, ha sottolineato – “nessun vero leader religioso può ignorare che esiste una cultura di disumanizzazione e di violenza o predicarla e sostenerla”, mentre “la preghiera, le pratiche spirituali, e le azioni per la giustizia e la pace possono risvegliare i cuori per superare le visioni polarizzate”. In tal senso il cardinale Tauran ha esortato a cercare “di lavorare insieme attraverso il dialogo e la cooperazione”.

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