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“Da queste morti, nasca una maggiore responsabilità civica”

Il cardinale Scola ha presieduto in Duomo i funerali di due delle vittime della strage al Tribunale di Milano

«Da queste morti deve nascere una maggior responsabilità di sistematica educazione civica, morale, religiosa, instancabilmente perseguita da tutte le agenzie educative, dalla famiglia, alla scuola fino alle Istituzioni. Non lasciamo che sulle figure di questi nostri cari si stenda la coltre soffocante dell’oblìo. Mantenere desta la loro memoria è garanzia di fecondità».

Lo ha detto oggi, il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, presiedendo in Duomo i funerali di Stato del magistrato Ferdinando Ciampi e dell’avvocato Lorenzo Claris Appiani, uccisi nel Tribunale di Milano, insieme a Giorgio Erba, giovedì 9 aprile.

La cerimonia, concelebrata dal Consiglio Episcopale Milanese e dal Capitolo del Duomo, si è svolta alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e delle massime autorità dello Stato in una Cattedrale gremita di parenti, amici, colleghi delle vittime di tanti cittadini.

«Questa tragedia ci lascia ancor più sconcertati perché si è consumata in un luogo emblematico, un pilastro costitutivo della vita civile del Paese. Essa ci appare come una tremenda espressione di un male inaccettabile. Come porvi rimedio? Come stare di fronte alle bare di questi nostri fratelli a cui la vita è stata rubata in modo tanto atroce e sconvolgente?», si è domandato il Cardinale.

«L’amore può vincere realmente la morte, anche questa orribile morte. Ce lo insegnano i familiari delle vittime. Vittime che sono testimoni giusti, perché quotidiani e discreti servitori del bene comune», ha sottolineato l’Arcivescovo.

Riferendosi alle polemiche seguite alla strage avvenuta nelle aule del Palazzo di Giustizia di Milano che è costata la vita a tre persone e ne ha ferite altre due, il cardinale Scola ha esortato a non fermarsi  «alla comprensibile paura, alla giusta elaborazione di più rigorosi sistemi di sicurezza, a dialettiche, talora strumentali, tra le parti» ma ha esortato affinché da questa «sconvolgente circostanza» possa nascere una maggiore «amicizia civica, un incisivo criterio di edificazione di Milano e del nostro Paese in profonda trasformazione».

Infine un’invocazione: «Le vittime innocenti di questo sciagurato pluriomicida ci chiedono almeno di pregare perché Claudio Giardiello, attraverso la giusta pena espiatoria, prenda consapevolezza del terribile male che ha compiuto fino a chiederne perdono a Dio e agli uomini che ha così brutalmente colpito».

I funerali della terza vittima, Giorgio Erba, per decisione della famiglia, si sono tenuti questa mattina alle ore 10.45 nel Duomo di Monza e sono stati presieduti dal Vicario episcopale del cardinale Scola per la zona di Monza, monsignor Patrizio Garascia.

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