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Czestochowa: più di 70mila pellegrini per celebrare la Madonna Nera

Si apre il Giubileo per il 1050° anniversario del battesimo della nazione polacca

Il primate di Polonia, l’arcivescovo Wojciech Polak, ha esortato alla riscoperta del dono e della grazia del battesimo, in occasione della celebrazione della festa della Madonna Nera di Czestochowa, avvenuta ieri presso il santuario nazionale di Jasna Góra.

Con la partecipazione dei rappresentanti dell’episcopato e di più di  70mila pellegrini, sono stati inaugurati i preparativi nazionali per il 1050° anniversario del battesimo della nazione polacca.

“Il Giubileo del battesimo della Polonia non è solo l’occasione per ricordare con gratitudine questo importante avvenimento nella storia della nostra nazione ma soprattutto l’occasione per rinnovare e rafforzare la nostra fede, per impegnarsi in nuovi scenari e sfide nella missione evangelizzatrice della Chiesa”, ha detto monsignor Polak.

Il Primate polacco ha raccomandato di “non tagliare le radici da cui si cresce”. “Bisogna ricordare che, mentre la storia d’Europa è stata fondata da molte tradizioni e culture, il fondamento più profondo di unità ci ha portato il cristianesimo”, ha sottolineato il Primate di Polonia.

Durante la Santa Messa sono stati ripronunciati i voti della Nazione a Maria, scritti dal cardinale Stefan Wyszyński.

Anche durante la serata di ieri, l’arcivescovo di Czestochowa, Waclaw Depo ha presieduto la Santa Messa a Jasna Gora per i fedeli della sua Arcidiocesi.

Nella sua omelia, il presule ha sottolineato il ruolo che svolge nel mondo la città di Czestochowa, in quanto città della Madonna Nera. Depo ha rivolto particolare attenzione ai problemi della famiglia nella società di oggi. Ha aggiunto che i genitori hanno il diritto di insegnare ai bambini l’amore e la vita.
Il Metropolita di Czestochowa ha criticato le iniziative del Ministero della Pubblica Istruzione che vuole introdurre l’educazione sessuale già per i bambini dai 4 anni di età.

Il tesoro più prezioso di Jasna Gòra è il quadro miracoloso della Madonna. Il complesso del monastero e del santuario, che sorge sull’altura di Jasna Góra fu fondato dai Monaci Paolini ai quali, nel 1382, il principe Vladislao di Opole aveva donato la collina insieme a una piccola chiesa. Il quadro avrebbe anche protetto il santuario dall’assalto dell’esercito svedese nel 1655.

Il 18 novembre 1655, l’armata del generale Müller, costituita da tremila uomini, raggiunse Jasna Gora, esigendo l’immediata resa del santuario. Il priore di Jasna Góra, padre Agostino Kordecki, decise di continuare la difesa del sacro luogo, con soli 170 soldati, 20 nobili e 70 monaci. Il combattimento, durato 40 giorni, si concluse con la vittoria dei polacchi, il che venne attribuito non unicamente alla bravura dei soldati, né alla solidità della fortificazione ma alla tutela della stessa Madre di Dio, protettrice di quel luogo.

Il 1 aprile 1656 ebbe luogo un evento molto importante per i polacchi: il re Giovanni Casimiro consacrò tutto il paese alla protezione della Madre di Dio, proclamandola Patrona e Regina delle terre del suo Regno. I voti furono ripetuti il 26 agosto 1956 dal primate polacco Stefan Wyszyński, imprigionato dai comunisti.

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