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Fidel Castro - Foto: Vanrad (Wikimedia Commons - CC BY-SA 3.0)

Cuba in lutto per Fidel Castro. Le ceneri in pellegrinaggio nei luoghi della rivoluzione

Migliaia di persone in fila a Plaza de la Revolución, a L’Avana, per omaggiare il ‘lider maximo’. I funerali il 4 dicembre. I vescovi: “Affidiamo Castro a Gesù e alla Vergine della Carità del Cobre il futuro della Patria”

Sono iniziati ieri, a Cuba, i nove giorni di lutto nazionale per la morte di Fidel Castro, l’ex presidente cubano morto venerdì sera a 90 anni. Celebrazioni e commemorazioni accompagneranno la dipartita del “lider maximo” fino al funerale, in programma il prossimo 4 dicembre con tutti gli onori di Stato, a Santiago de Cuba, da dove il giovane di Sierra Maestra era partito nel 1959 per mettere in atto la rivoluzione che cambiò la storia dell’isola caraibica e dell’intero Continente.

Nel Paese le principali attività sono ferme e le bandiere a mezz’asta; intanto migliaia di persone – provenienti anche da paesi limitrofi come Venezuela, Bolivia, Ecuador, Cile e Uruguay – si sono messe in fila tra ieri e oggi a L’Avana nella ‘Plaza de la Revolución’, per poter sfilare davanti al Memoriale José Martí dove campeggia un maxi poster in bianco e nero del leader che imbraccia un fucile durante la rivoluzione alla Biblioteca nazionale. La piazza, dalla quale Castro pronunciò la maggior parte dei suoi storici discorsi, è circondata da militari in alta uniforme in picchetto d’onore e affollata da centinaia di giornalisti che hanno raggiunto Cuba in questi giorni.

Domani all’alba partirà invece il ‘pellegrinaggio’ verso Santiago de Cuba con le ceneri di Fidel raccolte in un’anfora che verrà esposta all’inizio delle commemorazioni. Sarà il percorso contrario a quello compiuto dal rivoluzionario cubano a gennaio del 1959, da Santiago a L’Avana, noto come la “Carovana della libertà” dopo il trionfo dei guerriglieri contro la dittatura di Fulgencio Batista. Domenica 4 dicembre, poi, le ceneri di Castro saranno inumate nel cimitero di Santa Ifigenia a Santiago, dove riposano i resti di José Martí, considerato l’eroe nazionale di Cuba.

Alle esequie non saranno presenti Barack Obama e neppure Joe Biden, come reso noto dal portavoce della Casa Bianca, spiegando che un annuncio sarà fatto nell’ipotesi dell’invio di una delegazione. Anche il presidente Vladimir Putin ha comunicato che non si recherà a Cuba il 4 dicembre e che a guidare la delegazione russa sarà il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin.

La figura di Castro, dopo decenni, continua a dividere l’opinione pubblica. Da alcuni è considerato un eroe del socialismo che ha portato nel suo Paese giustizia, istruzione, assistenza sanitaria gratuita, altri lo bollano come un “dittatore” che ha provocato un numero infinito di morti tra quelli contrari al regime, oltre al disagio economico nella sua gente – che risente ancora delle conseguenze – e un esodo di cubani verso la Florida in cerca di una vita migliore.

Sul fronte esterno si susseguono, infatti, le polemiche. “Tendiamo la mano dell’amicizia al popolo cubano. La storia giudicherà l’enorme impatto di questa singolare figura sulla gente e sul mondo attorno a lui”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, alcune ore dopo l’annuncio della morte del lider. Ben diversa la reazione del presidente eletto, Donald Trump, che in una nota, ha assicurato che farà di tutto per contribuire alla “libertà e alla prosperità” del popolo cubano, dopo la morte di “questo dittatore brutale, che ha oppresso il suo popolo”.

La Chiesa cubana ha inviato, invece, un messaggio di cordoglio alla famiglia e alle autorità del Paese. Nel testo, firmato dalla segreteria della Conferenza Episcopale, si legge: “Dalla nostra fede raccomandiamo il dr. Fidel Castro a Gesù Cristo, volto misericordioso di Dio Padre, al Signore della vita e della storia e, al tempo stesso, chiediamo al Signore Gesù che nulla turbi la convivenza tra noi cubani. Affidiamo alla protezione della Vergine della Carità del Cobre, nostra Madre e Patrona, il futuro della Patria perché Lei ci protegga e ci animi a lavorare insieme per realizzare il sogno per il quale José Martí offrì la sua vita: ‘Una Patria con tutti e per il bene di tutti'”.

 

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