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“Croce di Carne”: la poesia sopravvissuta al martirio

Il libro di poesie pensate e memorizzate nei campi di lavoro albanesi. Visar Zhiti testimone eroico di come la poesia supera l’orrore e alimenta sogno e speranza.

Quanto sangue

versato su questa terra,

ma non abbiamo ancora creato

il sole di sangue

Ascolta, amico mio,

poche parole trepidanti:

un altro sole nascerà

dal nostro sangue

a forma di cuore

Per questa poesia, intitolata “L’altro sole”, il poeta albanese Visar Zhiti venne denunciato e condannato ai lavori forzati. Secondo l’accusa l’unico sole era quello del socialismo albanese, e parlare di un altro sole era proibito, in quanto significava fare propaganda per un sistema politico diverso.

Nel 1979, per questi e altri versi, i giudici albanesi accusarono Visar Zhiti di “agitazione e propaganda contro lo Stato” e lo condannarono a 13 anni di carcere da scontare nel terribili campi di lavoro di Spac, di Qafé Bari, Kukes. I versi di Zhiti vennero definiti dai giudici “intimisti e decadenti”, con massimo disprezzo.

Nell’inferno di una dittatura che condannava ai lavori forzati chi scriveva poesie, dove era vietato ridere e piangere, giocare, sognare, sperare, dove il buio aveva cancellato anche le ombre, Zhiti riuscì a sopravvivere immaginando la libertà e volando sulle ali della poesia.

La sua mente ed il suo cuore sono tesi quotidianamente a pensare e memorizzare versi. Provava anche a scriverli ma rischiava grosso: possedere carta e penna era vietato, se il carceriere durante le perquisizioni gli avesse trovato delle poesie, avrebbe rischiato la fucilazione. I compagni, condannati all’inferno insieme a lui, gli suggerivano: “Scrivi le poesie, le impareremo a memoria. Potresti essere fucilato, almeno salveremo le poesie…”.

Così Visar è sopravvissuto all’orrore continuando a sognare e alimentare la speranza della libertà. Poesie mute perché proibite, ma memorizzate e trasmesse durante le ore dei lavori forzati, consegnate alla memoria degli altri intellettuali, anch’essi prigionieri. Solo grazie alla scrittura Zhiti resistette alla tentazione della disperazione e del suicidio. “Solo la poesia era la vita, la speranza di unirsi al mondo”, dirà in seguito.

Le composizioni che Zhiti pensò in carcere sono state pubblicate ora in “Croce di Carne” (edizioni Oxiana), un libro bellissimo uscito nel settembre del 1997, attualmente introvabile. Nella presentazione al volume, Elio Miracco, professore straordinario di Lingua e letteratura albanese presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza, tra i maggiori albanisti mondiali, ha domandato: “Fra tanti tormenti e tante mostruosità, se si pensa agli isolamenti, al lavoro in miniera, alla rieducazione attraverso la lettura e rilettura delle opere del dittatore, cosa mantiene in vita il poeta?”

“La letteratura – ha risposto Miracco – quale testimonianza dell’uomo per riaffermare la propria umanità e dignità, il sogno di chi vedendo le speranze uccise lotta con le parole, con i versi, con i silenzi e le ribellioni per seminare libertà, consapevole di comporre a futura memoria, ma certo di preparare un mondo migliore alle nuove generazioni”. “Poeta eroico – aggiunge Miracco – con l’eroismo della poesia nella grande illusione di cambiare il mondo, oggi è libero di additare le mete sognate”

In una poesia titolata “L’epilogo” scriveva Visar:

La vita è più breve della speranza

E tuttavia scrivo poesie

Senza avere lettori

Forse nemmeno il vento della notte legge le stelle

Probabilmente anche lo scoglio sulla riva del mare

Non viene toccato dalla furia dell’onda

E tuttavia scrivo poesie

Che mi hanno annientato la vita. Tanti anni

Il corpo fasciato dal filo spinato

Lacerata la carne scorrono torrenti di vita

Come i torrenti di sangue

Fino ai miei piedi

Ma l’anima, no l’anima

solo una briciola, tolsi

dagli squarci del corpo

e l’ho indirizzata

All’amore

Alla poesia

Ora vivo con briciole d’anima

Minute

Come api smarrite

E pensare

Anche le iscrizioni dei sepolcri

Hanno lettori

Allora la poesia supera ogni speranza

Per i tempi che viviamo e per la testimonianza eroica di Zhiti, oggi ambasciatore dell’Albania presso la Santa Sede e coordinatore delle manifestazioni per la canonizzazione di Madre Teresa e la memoria dei martiri albanesi, il suo libro “Croce di carne” dovrebbe essere ripubblicato e distribuito a livello mondiale.

 

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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