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Cristiani perseguitati, se ne parla all’Europarlamento

Si è tenuto ieri a Bruxelles un convegno sul tema organizzato dal vice-presidente Tajani. Schulz: “Anche nel nostro continente i cristiani non sono sicuri”

150 milioni. Tanti sono i cristiani perseguitati nel mondo a motivo della loro fede. La triste realtà è emersa anche a Bruxelles, nel corso di una conferenza organizzata dal vice-presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. “Ogni mese nel mondo vengono assaltate e distrutte 200 chiese e luoghi di culto. Ogni giorno e in ogni regione del pianeta, si registrano nuovi casi di persecuzione nei confronti dei cristiani”, ha spiegato Tajani. Che ha aggiunto: “Nessun’altra comunità religiosa è oggetto di odio, violenza e aggressione sistematica quanto quella dei cristiani”.

Secondo i dati diffusi dalla Ong Open Doors, dalla Siria sono fuggite 700mila persone in 4 anni, mentre il 70% dei cristiani ha lasciato l’Iraq dal 2003. In un solo anno sono 4344 i fedeli uccisi e 1062 le chiese bruciate. In Corea del Nord circa 70mila persone sono in carcere per la loro fede in Cristo, mentre in Pakistan ogni anno 700 donne sono vittime di conversioni forzate.

“L’identificazione dei cristiani con l’Occidente è sicuramente la principale” causa delle persecuzioni, ha commentato Tajani. Ma non solo. Il vice-presidente dell’Europarlamento rileva che spesso sono i valori espressi dal cristianesimo a originare le violenze da parte di chi li rifiuta. “Questi valori sfidano regimi dittatoriali, come nel caso della Nord Corea, o sistemi politici autoritari”. Di qui la necessità che l’Occidente “rompa il silenzio sulla persecuzione dei cristiani nel mondo”.

 

Al convegno hanno preso parte anche Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, l’arcivescovo di Sarajevo, card. Vinko Puljic, l’attivista per i diritti umani del Pakistan Paul Bhatti, Alganesh Fessaha, presidente dell’ong Gandhi (India), padre Musa Yaramis, iracheno, e rappresentante della Chiesa caldea in Belgio, ed Helen Berhane, donna eritrea che per la sua fede cristiana è stata torturata e rinchiusa in un container per 30 mesi.

“Ci dobbiamo scuotere – ha detto il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz – anche nel nostro continente i cristiani non sono sicuri”. Il Parlamento Europeo ha già approvato alcune risoluzioni di condanna contro la persecuzione dei cristiani.

 

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