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“Cristiani e Indù, promuoviamo insieme l’ecologia umana”

Il messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per la festa di Deepavali 

“Che le vostre celebrazioni in ogni parte del mondo siano per voi un’esperienza di felicità ed armonia nelle vostre famiglie e comunità”. Questo l’augurio che il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso rivolge a tutti gli indù per la festa di Diwali, conosciuta come Deepavali ossia “fila di lampade ad olio”. Simbolicamente fondata su un’antica mitologia, la festa rappresenta la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male. La celebrazione vera e propria dura tre giorni segnando l’inizio di un nuovo anno, la riconciliazione familiare, specialmente tra fratelli e sorelle, e l’adorazione a Dio. Quest’anno la festa sarà celebrata da molti indù l’11 novembre.

Nel Messaggio, sul tema: “Cristiani e Indù: Promuoviamo insieme l’ecologia umana”, il Dicastero rappresentato dal presidente, il card. Jean Louis Tauran, e il segretario, Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, ricordano la Laudato Si’ di Papa Francesco, in cui il Pontefice “ha affrontato di recente la crisi ecologica ambientale e umana, che minaccia il nostro pianeta”. Con gli indù condivide quindi “la necessità di promuovere l’ecologia umana e riscoprire i legami esistenti nel creato”, sottolineando che “l’ecologia umana affronta la relazione e la responsabilità degli esseri umani nei confronti della terra e dell’attenzione alle ‘virtù ecologiche'”.

Tra queste, si può enumerare “l’uso sostenibile delle risorse della terra mediante l’adozione di politiche, nazionali e internazionali, rispettose dei nessi e dell’interdipendenza tra esseri umani e natura. Si tratta di questioni importanti non solo oggi per la salute della nostra Terra, che è la casa della famiglia umana, ma pure per le generazioni future”, si legge nel testo.

“L’egoismo umano – afferma il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso – evidente nelle tendenze consumistiche ed edonistiche di alcuni individui e gruppi, nutre un insaziabile desiderio di fare da “padrone” e ‘conquistare’ piuttosto che da ‘guardiani’ e ‘custodi’ della natura. Tutti – prosegue – siamo chiamati, a prescindere dalla credenza religiosa o dall’identità nazionale, a vivere con maggiore responsabilità nei confronti della natura, a curare relazioni vitali e, soprattutto, a riorganizzare il nostro stile di vita e le strutture economiche in funzione delle sfide ecologiche che dobbiamo affrontare”.

La tradizione indù sottolinea infatti “l’unità della natura, dell’umanità e del divino”, e “la fede cristiana insegna che il mondo creato è un dono dato da Dio a tutti gli esseri umani”. Dunque “come custodi del mondo creato, siamo chiamati a prendercene cura in modo responsabile e deciso”. C’è dunque “un nesso inscindibile tra la nostra armonia con il creato e la pace reciproca”, è scritto nel Messaggio. “Se la pace deve prevalere nel mondo, dobbiamo, insieme e come singoli, adoperarci consapevolmente alla cura della natura, alla difesa dei poveri, alla costruzione di una rete di rispetto e di fraternità”.

“La promozione dell’ecologia umana esige formazione ed educazione ad ogni livello, nella consapevolezza e nella responsabilità ecologica e nella custodia sapiente delle risorse della Terra, cominciando dalla famiglia”, prosegue il documento, in cui si afferma che “spetta alle strutture dell’educazione e del governo la responsabilità di formare cittadini dotati di una idonea comprensione dell’ecologia umana e della sua relazione con il futuro dell’umanità e con il creato”.

“Uniti dalla nostra umanità e dalla reciproca responsabilità, come pure dai valori e dalle convinzioni che condividiamo, possiamo noi, indù e cristiani, insieme con le persone di tutte le altre tradizioni religiose e di buona volontà, nutrire una cultura che promuova l’ecologia umana”, evidenzia il Dicastero per il Dialogo interreligioso. E conclude esortando a “pregare per un’ecologia sana e contribuire alla consapevolezza delle varie possibili maniere di prendersi cura del creato” che – afferma – “è un’impresa davvero nobile”.

In conclusione del Messaggio, si ricorda l’annuale “Giornata di Preghiera per la Cura del Creato” istituita dal Papa che si celebra il 1° settembre, con l’auspicio “che questa iniziativa contribuisca a far crescere in tutti la consapevolezza del bisogno di essere buoni custodi del creato e, in tal modo, di promuovere un’autentica ecologia umana”.

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