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Cristiana Pegoraro: creatività di una grande pianista

Un libro multimediale per un viaggio affascinante tra poesia e musica

Ithaka è un’isola greca del mar Ionio, mitica patria di Ulisse e meta leggendaria del poema omerico. Ithaka è anche il titolo di un silloge di poesie a firma di Cristiana Pegoraro: un libro multimediale, in lingua italiana con testo inglese a fronte, dove la materia poetica è ordinata in undici quadri e ogni quadro è ricreato in musica attraverso le interpretazioni al pianoforte dell’autrice. Undici brani musicali, composti dalla stessa Pegoraro e registrati su un CD allegato al libro, che costituiscono una vera e propria “colonna sonora” del testo letterario.

Cristiana Pegoraro può annoverarsi tra gli artisti italiani più noti a livello internazionale. Unica donna al mondo ad aver eseguito l’integrale delle 32 sonate per pianoforte di Beethoven; prima pianista italiana ad aver tenuto concerti di musica classica in Bahrein, Yemen ed Oman; nel 1996 è stata definita dal New York Times “un’artista del più alto calibro”; nel 2008 ha tenuto un concerto nella Sala dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York di fronte ad ambasciatori e diplomatici di 192 paesi. Viene ritenuta dalla critica fra i migliori interpreti di musica sudamericana; è testimonial dell’Unicef e di altre importanti organizzazioni umanitarie. Dal 2012 è direttore artistico del Narnia Festival, una grande kermesse di arte, musica e cultura che si svolge annualmente in Umbria e che propone spettacoli di artisti di fama mondiale nella suggestiva cornice dei siti archeologici di Narni.

Cristiana Pegoraro è una grande pianista, sa bene che la musica è un universo pressoché infinito di suoni che poggiano sulle leggi del pentagramma (o di altri più sfumati sistemi di notazione, tipici di altre culture). Così è la vita, che offre una gamma di possibilità altrettanto estese, che tuttavia riconducono ad alcune verità di fondo che sono alla radice dell’esperienza:

 

Secondi,
uno dopo l’altro
si susseguono nella vita
senza rigore logico,
eppure con ordine,
scanditi dal ritmo
delle nostre emozioni

 

La raccolta poetica Ithaka è anche e soprattutto (come lascia intuire il titolo) il racconto di un viaggio: un viaggio in versi che alterna il valore di metafora alle confessioni di vita vissuta, dove al sentimento d’amore è riservato il centro della trama:

 

Nel silenzio della notte
mi hai donato
l’emozione
impalpabile e tenera
di un abbraccio infinito.

 

La metafora del viaggio è ricreata dall’autrice in una configurazione eterea, fatta di slanci onirici e tenere attese, cedimenti nostalgici e proiezioni evocative:

 

Navigo
silenziosa e invisibile
nel mare
dei ricordi…
Sulla nave fantasma
della vita
convivono
gli spettri
del mio passato
e i segreti
del mio futuro.

 

Il mare, vero e proprio tessuto connettivo del libro (i cui suoni sono ricreati dai delicati fraseggi al pianoforte), non è quello delle onde rabbiose o delle correnti che contrastano la rotta. I venti ruggenti delle tempeste giungono sopiti, mediati da un’onda lunga di marea che accarezza dolcemente la costa:

 

Nella caletta,
l’acqua del mare
sembra dipinta
con i pastelli di un bambino.
Una vecchia dal vestito nero
e il volto segnato dal vento
è assorta nel ricordo
di storie antiche.

 

È un viaggio dell’anima quello di Cristiana, dove le angosce esistenziali, purtuttavia presenti, sono stemperate da una ricerca di consapevolezza e di senso:

 

Lezioni dell’anima…
si susseguono senza tempo
una dopo l’altra.
Per ora sono quelle di questa vita.
Le altre verranno poi,
durante tutta l’eternità.

 

Al di là delle punte di dramma che rattristano i destini individuali, l’itinerario che separa la partenza e l’approdo rivela una continuità portatrice di senso, mostrando una più chiara significanza degli eventi, una più nitida coscienza del limite e, al tempo stesso, l’intima unità che lega i diversi momenti del percorso.

 

Ho visto ginestre
nate per caso
nel verde diverso e simmetrico
dei campi,
montagne sbiadite dal sole,
cipressi antichi…
Ho alzato gli occhi
fin dove il mare
si perde nel cielo:
una nave
spariva silenziosa
all’orizzonte
portandosi dietro
tutti i suoi segreti.
Accanto a me
un gabbiano
aveva affidato all’onda
i suoi pensieri
e si lasciava dondolare tranquillo
consapevole
della sua immortalità.

 

Cristiana Pegoraro è un’artista a tutto tondo. Oltre ad essere un’interprete acclamata, ha pubblicato cinque album di composizioni originali: A Musical Journey, Ithaka, La mia Umbria, Volo di note, Piano di volo. Fra le sue colonne sonore per film e documentari, possiamo ricordare il video Per chi suona la sirena, presentato all’Onu l’11 Settembre 2004 in memoria delle vittime dell’attentato alle Twin Towers. In campo letterario, oltre alla raccolta Ithaka per i tipi dell’editore Palomar, ha curato per lo stesso editore una collana di favole per bambini tratte dalle opere liriche italiane. La sua vocazione interdisciplinare affiora anche nell’organizzazione del Narnia Festival, che unisce in efficace sinergia un ricco programma di eventi: spettacoli serali, corsi intensivi per cantanti, progetti di formazione linguistico-culturale, iniziative ludico-didattiche dedicate ai bambini, workshop di tango e flamenco, visite guidate per scoprire le meraviglie dell’Umbria.

Anche da queste brevi note artistico-biografiche emerge che, nell’itinerario creativo ed umano di Cristiana Pegoraro, due viaggi s’incrociano e a volte si confondono: quello della passione e quello della conoscenza. Ad ogni quadro poetico di Ithaka corrisponde un commento al pianoforte: la lettura e l’ascolto congiunto dei brani – poetici e musicali – costituisce un approccio emozionante alla fruizione dell’opera.

L’esperienza soggettiva degli stati d’animo e dei sentimenti (amore, aspettative, illusioni…) e l’esperienza universale della conoscenza (la saggezza, il sapere…) si avvalgono dei due grandi catalizzatori della musica e della poesia, disvelando al lettore che la vita non è mai statica, ma estatica. E il bellissimo componimento che conclude il volume rappresenta il loro naturale punto di fusione:

 

Voleremo insieme
in un cielo senza limiti,
dove il sole
benedirà
le nostre azioni
e la luna
accompagnerà
i nostri sogni
fino alla fine
del tempo.

 

***

 

I poeti interessati a pubblicare le loro opere nella rubrica di poesia di ZENIT, possono inviare i testi all’indirizzo email: poesia@zenit.org

I testi dovranno essere accompagnati dai dati personali dell’autore (nome, cognome, data di nascita, città di residenza) e da una breve nota biografica.

Le opere da pubblicare saranno scelte a cura della Redazione, privilegiando la qualità espressiva e la coerenza con la linea editoriale della testata.

Inviando le loro opere alla Redazione di Zenit, gli autori acconsentono implicitamente alla pubblicazione sulla testata senza nulla a pretendere a titolo di diritto d’autore.

Qualora i componimenti poetici fossero troppo lunghi per l’integrale pubblicazione, ZENIT si riserva di pubblicarne un estratto.

 

 

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