Dona Adesso

Crisi della famiglia e mentalità normalizzante, alleati della pedofilia

La denuncia di don Fortunato Di Noto, Presidente dell’Associazione “Meter”

di Mirko Testa

ROMA, venerdì, 20 novembre 2009 (ZENIT.org).- La lobby pedofila si sta insinuando sempre più nelle crepe delle famiglie in crisi e trova terreno fertile in una “strisciante mentalità” che definisce normale l’attrazione verso i bambini.

E’ il grido di allarme lanciato da don Fortunato Di Noto, Presidente di “Meter”, un’associazione pionieristica nella lotta alla pedofilia che lavora in prima fila nella tutela del bambino ed ha la sua sede nazionale ad Avola, in provincia di Siracusa.

“La cosa più pericolosa è l’esistenza di un profondo sottostrato, molto consolidato, in tutto il mondo – ha detto il sacerdote in una intervista a ZENIT -. La pedofilia non è più solo legata al debosciato di turno ma è quasi diventata un fenomeno culturale che sta prendendo sempre più piede”.

Quello che emerge, ha aggiunto il prete sicialiano, è spesso il volto di “una società che ci vuole far vedere che il bambino non come tale, quindi come una persona che sta sviluppando la sua personalità, ma come un adulto, con desideri ed esigenze sessuali che devono essere soddisfatti”.

Don Di Noto parla dell’esistenza di una vera e propria “Cupola pedo-criminale” con un giro d’affari di oltre 13 miliardi di euro, e che usa i social network come Facebook per propagandare il proprio “credo” e commerciare il materiale pedopornografico.

Un “mercato impiantato sull’innocenza” che si è allargato anche alle pubblicazioni, ai giocattoli e agli articoli di bigiotteria, afferma il sacerdote costretto a volte ad essere scortato dagli agenti della Digos per le ripetute minacce di morte di cui è stato fatto oggetto.

E i dati gli danno ragione: da gennaio a ottobre 2009, l’associazione Meter, ha già fatto iscrivere 1.410 notizie di reato – a fronte delle 340 dello scorso anno – presso la Procura Distrettuale di Catania a seguito del lavoro svolto dal Compartimento “Sicilia Orientale” di Catania, per un totale di circa 10.000 segnalazioni di portali, siti, comunità su social network pedofile e pedopornografiche.

Un dramma che coinvolge minori vittime della pornografia e dello sfruttamento sessuale, il cui numero si aggira sui 200.000 l’anno.

A questa piaga si è aggiunto di recente anche il nuovo filone della infantofilia scoperto e denunciato per la prima volta da Meter nel 2002, che coinvolge bambini in tenerissima età, da pochi giorni a due anni.

Secondo il Rapporto presentato da Meter, il 16 settembre scorso, al Consiglio sui diritti umani dell’Onu, sono più di 750.000 i “predatori” sessuali a caccia di bambini connessi a internet in modo continuativo.

“Meter – sostiene don Di Noto -, negli ultimi 7 anni di attività sociale a tutela dell’infanzia, ha segnalato ufficialmente alla Polizia Postale Italiana e alle Polizie di diversi paesi nel mondo 53.290 siti pedopornografici, aprendo filoni di indagini che hanno portato a migliaia di indagati e arrestati, e in alcuni casi anche alla individuazione delle vittime di nazionalità italiana”.

La nuova frontiera, tuttavia, sembre essere diventata quella dei film pedopornografici in cui a recitare sono i minori, guidati sul “set” da degli adulti, che in questo modo riescono a sottrarsi alla giustizia, data la non imputabilità dell’età per bambini che fanno sesso tra loro.

Per questa ragione, il 22 settembre scorso, a Roma, nel corso di una audizione presso la Commissione Bicamerale per l’Infanzia, presieduta dall’on. Alessandra Mussolini, don Di Noto ha chiesto l’adozione di una proposta di legge – formulata dall’associazione Meter e appoggiata con entusiasmo da 160 deputati dei diversi schieramenti – per contrastare “coloro che, servendosi di qualunque mezzo, compreso quello telematico, legittimano pubblicamente, diffondono giudizi atti a legittimare, istigano o effettuano apologia”.

“Il problema – spiega il sacerdote – è che nel pacchetto di legge che dovrebbe essere varato non è stato incluso il contrasto alla pedofilia ‘pseudoculturale’”.

Alla radice del proliferare di questa piaga sociale, il sacerdote individua “una profonda emergenza educativa, una crisi sostanziale che coinvolge le famiglie. E nel momento in cui la famiglia è in crisi educativa, economica, di relazioni, con genitori assenti, questo fa emergere un vuoto che i pedofili, parliamoci chiaro, nessuno me ne voglia, vanno a riempire”.

“E’ vero, anche, che i media, come la tv o internet stesso, non ci vengono incontro e a volte innescano dei meccanismi di disadattamento enormi”, ha detto.

“Per questo – ha osservato – noi come Chiesa dobbiamo forse appropriarci con molta serenità di questo strumento di comunicazione che è Internet ma non soltanto divenendo dei testimoni digitali”.

Studiato all’Università di Pechino, in Cina, in un corso di lingua inglese in cui si affronta il tema della pedofilia, don Di Noto rifugge i toni celebrativi e si schermisce dicendo: “Sono solo un discreto e normale uomo che fa il parroco e più che al Paradiso punto allo scantinato del Cielo”.

Tuttavia gli esordi non sono stati del tutto incoraggianti. Don Di Noto racconta, infatti, che nei primi anni ’90, quando aveva cominciato a occuparsene e pochi avevano familiarità con Internet, veniva visto anche all’interno della gerarchia della Chiesa come un “disturbatore” e un “provocatore”.

“Ma era vero – afferma –: disturbavo le coscienze dorimienti perchè c’era il grido dei bambini che incontravo lacerati; provocavo, alla luce dello Spirito Santo, che mi interpellava a dare viva voce alla prossimità che la Chiesa doveva, da tempo e spesso non l’ha fatto, per le vittime dell’abuso sessuale”.

“La profezia è normale che venga vista sempre malevolmente – replica –. Ma io ho sempre considerato Internet come una terra di missione”.

Oggi l’associazione Meter conta su una “famiglia” – così ama definirla – di oltre 300 volonari, con 9 sportelli operativi in Sicilia, alcuni dei quali voluti espressamente dai Vescovi locali, come parte del loro piano di azione pastorale incentrata sui bambini. Numerosi anche i referenti volontari sparsi su tutto il suolo italiano e che fanno capo spesso alle parrocchie.

Meter ha anche messo in piedi una “rete di comunione” con progetti in Brasile, Romania e Paraguay, dove per esempio ai bambini di strada, sprovvisti di documenti e quindi di una identità, viene dato un sostegno concreto attraverso avvocati, psicologi, medici, educatori e operatori.

L’associazione sopravvive grazie ai soldi privati, spesso aiutata dalla “generosità di molti bambini, che rinunciano alle loro paghette”, mentre la Regione Sicilia contribuisce con circa un centinaio di migliaia di euro.

Promotrice di leggi contro la pedofilia on-line in Italia e all’estero, Meter ha dato un contributo alla nuova formulazione di una normativa in materia varata dal Giappone.

Per quanto riguarda l’approccio della Chiesa al problema della pedofilia, don Di Noto sottolinea che “la Chiesa è madre e accoglie tutti i peccatori (che vogliono e desiderano convertirsi) e coloro che subiscono soprusi. Anche il perdono è per i pedofili, ma devono compiere atti di seria e vera e autentica conversione”.

“Ho incontrato tante, molte vittime, bambini lacerati, annientati – afferma –. Ho raccolto anche dei sacerdoti che hanno chiesto aiuto: ho sempre chiesto loro che chi compie questi atti non può rimanere a vivere pienamente il ministero. Gesù Cristo non lo permetterebbe, ne sono più che convinto”.

“Le violenze, gli abusi compiuti da un pastore sono gravi – spiega –, sono la manifestazione elaborata e consapevole del male e non da una occasione, perchè non c’è mai un’occasione per violare l’innocenza”.

Tuttavia, precisa, “non possiamo agire solo per l’emergenza. Solo quando accade l’irreparabile, la missione della Chiesa è annunciare l’Amore di Dio a tutti, e rendersi opera di salvezza e di speranza”.

“I Vescovi, pastori e padri di figli a cui hanno rubato la dignità e l’innocenza devono assumersi un impegno: nominerei in tutte le diocesi del mondo, iniziando dall’Italia, il Vicario episcopale dei bambini. Un segno dell’amore di Gesù Cristo attraverso il Vescovo e i pastori”.

In più, il sacerdote ha chiesto di promuovere la presenza in tutte le diocesi dello Sportello Meter.

“Noi, il sottoscritto è a servizio dei bambini, i prediletti del Signore, i figli prediletti della Chiesa. Sempre”, ha quindi concluso.

[Per maggiori informazioni: www.associazionemeter.org]

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