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Reliquie di San Stanislao, Cracovia - ZENIT MF

Cracovia celebra la solennità di San Stanislao, patrono della Polonia

Migliaia di fedeli ieri a Cracovia per la Messa celebrata dall’arcivescovo Gądecki e la tradizionale processione delle reliquie del vescovo martire

Migliaia di fedeli polacchi hanno partecipato ieri, domenica 8 maggio, alla solennità di San Stanislao, patrono dell’arcidiocesi di Cracovia e della Polonia. La Santa Messa è stata presieduta dall’arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza Episcopale Polacca (Cep) e l’omelia pronunciata dall’arcivescovo  Wojciech Polak, primate della Polonia.

I festeggiamenti di quest’anno in onore del vescovo martire hanno visto la partecipazione di tutto l’episcopato polacco rappresentando un atto di ringraziamento per il dono della fede in Polonia, nel 1050° anniversario del Battesimo del paese. Alla solennità hanno preso parte anche i rappresentanti delle episcopati di altri paesi, come Stati Uniti e Africa.

All’inizio della Santa Messa, il cardinale Stanislaw Dziwisz, metropolita di Cracovia, ha ricordato le parole di San Giovanni Paolo II: “Il martirio di San Stanislao ha confermato la chiamata della nazione, e dovrebbe partorire nei polacchi uno speciale senso di responsabilità per la Chiesa”.

Nella sua omelia, l’arcivescovo Polak ha ricordato invece il 1050° anniversario del Battesimo della Polonia. “Da 966 anni – ha detto – siamo, come nazione, i partecipanti alla storia della salvezza… La grazia del Battesimo ci trasforma costantemente”. Come San Stanisłao – ha aggiunto il presule – “in nome della libertà interiore dobbiamo chiaramente stare dalla parte dei deboli e degli abusati, delle vittime dell’ingiustizia e della rabbia frenetica”.

Dopo la celebrazione si è svolta la processione con le reliquie del Santo, una tradizione, questa, risalente al Medioevo, esattamente dopo la canonizzazione del vescovo nel 1253.

San Stanislao nacque a Szczepanów, nei pressi di Cracovia, il 26 luglio 1030. Fu ordinato presbitero dall’arcivescovo di Cracovia Lamberto Zula, che gli affidò la comunità di Czembocz dove si guadagnò la fama di pastore onesto e zelante. Fu poi nominato canonico del capitolo metropolitano, predicatore della cattedrale e vicario diocesano generale. Nel 1072,  alla morte di Zula, Stanislao venne designato quale suo successore, ma accettò l’elezione solo dopo la richiesta di Papa Alessandro II.

Come vescovo di Cracovia entrò in aperto contrasto con il re Boleslao II l’Ardito, secondo gli Acta perché ne aveva pubblicamente denunciato la vita dissoluta. Venne perciò fatto assassinare dal sovrano mentre celebrava la Messa nella chiesa di San Michele, l’11 aprile 1079.

Il suo corpo fu mutilato e dato in pasto ai cani dagli emissari di Boleslao; venne in seguito recuperato dai canonici e sepolto in San Michele per poi essere traslato nella cattedrale del Wawel di Cracovia (1088). Canonizzato da Innocenzo IV ad Assisi nel 1253, San Stanislao è patrono della Polonia.

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