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Migrants

Migrants (Wikimedia Commons)

Cosa direbbe Sant’Antonio sul tema dei migranti e dei profughi?

Al via i “Tredici martedì” con Sant’Antonio, video-meditazioni dei frati della Basilica di Padova per proporre nuove opere di misericordia attualizzate alla nostra epoca

Accogliere chi scappa dalla guerra: un tema quanto mai attuale per la video-meditazione di ieri del percorso dei “Tredici martedì con sant’Antonio”, attraverso cui i frati della basilica del Santo a Padova propongono le nuove opere di misericordia attualizzate alla nostra epoca.

“Chissà cosa direbbe sant’Antonio sul tema dei migranti e dei profughi, un tema che è scottante ed esplosivo nella nostra realtà di oggi?”, si domanda padre Antonio Ramina. E la risposta è immediata: “Avrebbe sottolineato l’importanza della persona e della vita, che vanno difese prima di tutto, prima di ogni legge o interesse”.

Sant’Antonio – spiega Ramina – dimostrò sempre una “grande concretezza quando si trattava di passare dalla Parola di Dio alla vita, seppe essere diretto ed efficace senza avere il timore di suscitare la disapprovazione dei suoi ascoltatori, magari parlando del povero e del misero da accudire”.

Oggi, aggiunge, “ci farebbe riflettere innanzitutto sulle persone concrete, in carne e ossa, quando si presentano a noi valgono di più e vengono prima dei nostri principi, delle nostre leggi, dei nostri ragionamenti e valutazioni. Se c’è una vita da salvare, innanzitutto si salva quella vita”.

Padre Ramina ricorda inoltre che il Santo nei Sermoni scrisse che talvolta tutti ci sentiamo forestieri, anche quando siamo a casa nostra, se non siamo capaci di vivere relazioni pacifiche e armoniose. “Ecco quindi che accogliendo concretamente lo straniero, non sarà soltanto il profugo a sentirsi più a casa ma anche noi, mettendo in gioco risorse che non sapevamo di avere e instaurando rapporti di cui non ci credevamo capaci”.

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