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“Continuate a venire”. L’invito ai pellegrini giunge dalla Terra Santa

Mons. Andreatta, vice presidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, spiega che i pellegrini sono una “componente essenziale” per la pace

“Qui c’è una grande serenità e una grande tranquillità, nell’ambito dell’accoglienza dei pellegrini”. Con queste parole rilasciate alla Radio vaticana mons. Liberio Andreatta, vice presidente e amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, cerca di rassicurare i fedeli circa la tranquillità che si respira lungo gli itinerari di pellegrinaggio in Terra Santa.

Parlando dei pellegrini attualmente presenti in Terra Santa, mons. Andreatta assicura che sono “sereni, tranquilli e stanno percorrendo tutto l’itinerario del pellegrinaggio, accolti con entusiasmo e con amore”. Molti abitanti della Terra Santa non mancano occasione per ringraziarli, manifestando così il “grande desiderio affinché i pellegrini si rendano solidali e partecipi in questo momento di sofferenza e solitudine”.

I pellegrini, secondo mons. Andreatta, rappresentano un popolo a tutti gli effetti della Terra Santa, ove “esistono e sussistono tre popoli, che danno vita, danno speranza e soprattutto rendono una testimonianza straordinaria delle pagine della Bibbia e del Vangelo della vita di Gesù”. Il presule li identifica nel “popolo israeliano”, nel “popolo palestinese” e, appunto, nel “popolo dei pellegrini”.

“Il popolo dei pellegrini ha pieno titolo, sia giuridico sia di fede sia – direi – proprio di componente essenziale, mancando questa, è come un tavolo che non può reggere su due gambe, è la terza gamba che crea dialogo, confronto – accolti da ambedue – che crea la normalizzazione, favorisce la pace, dona una serenità, la solidarietà”, spiega mons. Andreatta. Conclude pertanto che “mai come ora questo popolo ha bisogno che i pellegrini non siano assenti, proprio per sostenere la pace, come la terza gamba di un tavolo per stare in piedi”.

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