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Consolare gli afflitti: la quarta opera di Misericordia spirituale

La consolazione degli afflitti va applicata in ogni ambito della società e della Chiesa, perché tutti sperimentano delusioni e fallimenti nella vita, e tutti desiderano essere consolati da Dio

La nostra società è caratterizzata da un crescente senso di solitudine che abbraccia varie categorie di persone. I giovani sono lasciati soli nella loro crescita umana; gli anziani troppe volte dimenticati dai figli e dai parenti; mariti e mogli vivono la relazione coniugale interessandosi poco dei bisogni dell’altro, e così via… Un velo di solitudine esistenziale sembra avvolgere tutta l’umanità, creando una barriera di disinteresse verso i bisogni autentici delle persone. Questa situazione determina una afflizione che urge essere consolata.

La quarta opera di misericordia spirituale è infatti quella di consolare gli afflitti. Il verbo consolare racchiude la più grave malattia morale dei nostri tempi e nello stesso fornisce la medicina per alleviare questa patologia. Il verbo consolare ha nella sua radice la parola “solo”, la quale indica non solo una situazione di isolamento fisico, ma anche un senso di abbandono e di disagio esistenziale.

Il verbo consolare contiene anche il prefisso “con”, il quale indica compagnia, accompagnamento ed unione. Allora tale verbo esprime il senso della missione cristiana. Chinarsi sulle solitudini dell’anima per offrire la nostra amicizia, avvicinarsi a colui che è stato abbandonato per condividere la sua afflizione, fermarsi per ascoltare il grido di dolore di chi è stato emarginato dalla società.

L’uomo è capace di consolare quando è stato consolato da Dio. L’autore della consolazione è lo Spirito Santo, chiamato dai Vangeli “il Paraclito”, che viene riversato nei nostri cuori per sanare alla radice la solitudine dell’uomo davanti alle sue mancate risposte sul senso della vita e della storia.

Il Consolatore divino è colui che scruta la solitudine dell’anima ed offre la sua vicinanza, il suo conforto, il suo perdono. Lo Spirito Santo consola il cuore dell’uomo agendo come un provvido avvocato, il quale è sempre pronto a difendere dagli attacchi dell’accusatore, e sempre disponibile ad offrire parole ed ispirare comportamenti per uscire da situazioni di pericolo. Lo Spirito Santo offre il calore umano, rimanendo vicino anche quando tutte le vicende della storia sembrano avverse, quando pensiamo di essere giunti ad un fallimento totale di una esperienza, quando riteniamo impossibile riallacciare una relazione.

La consolazione ha come destinatari gli afflitti. Molteplici sono le forme di afflizioni che raggiungono la vita degli uomini, a cominciare dall’angoscia, uno stato d’animo che produce una grande desolazione esistenziale. L’angoscia della perdita di una persona cara, l’angoscia della precarietà del posto di lavoro, l’angoscia di arrivare alla fine del mese con uno stipendio misero, l’angoscia dell’arrivo improvviso di una calamità naturale, l’angoscia di perdere la vita davanti alle guerre o gli attentati terroristici. L’angoscia è il vertice più alto dell’afflizione, perché provoca scoraggiamento, sconforto e desolazione.

Esiste anche un altro tipo di afflizione che fa soffrire molto l’uomo: la persecuzione. Il nostro tempo è caratterizzato da una persecuzione manifesta ed una persecuzione silenziosa. Gli abitanti di tanti paesi, governati da regimi autarchici e dittatoriali, soffrono la persecuzione politica e civile; tanti rifugiati cercano accoglienza in altri Paesi con governi più liberali e democratici, per cercare condizioni di vita rispettose della dignità della persona.

Un’altra forma di persecuzione è quella religiosa. Molti gruppi estremisti e fondamentalisti usano la religione per compiere atroci atti violenza e mascherare i loro interessi economici e politici. Tanti cristiani si vedono costretti ad abbandonare le loro terre, le loro case, i loro parenti ed il loro lavoro, perché perseguitati per il loro credo religioso. Quanta afflizione produce la persecuzione religiosa!

Vi è, infine, un terzo tipo di afflizione nascosta: l’attacco alla libertà individuale. Oggi assistiamo alla diffusione di una globalizzazione del pensiero, il quale vuole uniformare le coscienze adattandole a nuovi generi di consumo o di abitudini. Quante situazioni concrete generano afflizioni verso i cristiani e verso uomini di buona volontà, che difendono i principi etici e morali sulla vita e sulla famiglia naturale. Coloro che propagandano il diritto alla libertà di pensare ed agire senza condizionamenti esterni, coloro che si appellano ad un certo laicismo indipendentista, sono i primi che impediscono la libertà di pensiero ed espressione verso coloro che la pensano in maniera cosiddetta tradizionale.

Consolare gli afflitti è una opera di misericordia da praticare verso tutti gli ambiti della società e della Chiesa. Quanti inganni affliggono il cuore degli uomini. La vita di ogni essere umano è afflitta da varie situazioni che ognuno vorrebbe eliminare. La consolazione rappresenta, dunque, quel balsamo naturale capace di dare profumo a quell’aria di chiuso, di avvicinare a Dio coloro che hanno dimenticato di avere un Padre del cielo, di curare quelle ferite dello spirito con parole ricche di misericordia, di riscaldare quelle zone d’ombra del cuore che rendono la vita infelice.

La consolazione dell’afflitto viene compiuta con le parole ma soprattutto con la vicinanza. È vero che l’afflizione è una sofferenza interiore, ma è altrettanto vero che i gesti di misericordia, fatti attraverso il nostro corpo, raggiungono l’animo delle persone. Un sorriso, un abbraccio ed una carezza sono gesti esteriori capaci di arrivare al cuore degli uomini. Il sorriso è un forte gesto di accoglienza, perché spalanca le porte del nostro cuore a colui che abbiamo di fronte.

L’abbraccio è il più grande segno di inclusione sociale e spirituale. Esso indica la volontà di rimanere insieme e desiderare di proseguire quell’amicizia o quella relazione. La carezza è un segno di grande intimità, perché coinvolge il volto di quella persona che grida di essere consolata da qualcuno.

La consolazione degli afflitti è quell’opera di misericordia che può essere applicata in uno spazio senza confini, perché tutti sperimentiamo delusioni e fallimenti nella vita, e tutti desideriamo essere consolati da Dio e da uomini disposti a riconoscere nella persona sofferente il volto misericordioso di Dio.

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