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Consegnato nelle mani degli uomini

Meditazione della Parola di Dio di sabato 24 settembre 2016 – XXV settimana del Tempo Ordinario

Lettura

Nel testo di Qoèlet, i giovani sono invitati a godere di ciò che la giovinezza offre, ma senza dimenticarsi di Dio, il Creatore, che giudicherà le loro azioni. Il contesto in cui Gesù annuncia per la seconda volta il destino che lo attende a Gerusalemme è particolare: ha, infatti, appena guarito un fanciullo posseduto da uno spirito e la folla presente è stupita di fronte alla grandezza di Dio.

Meditazione

Anche i discepoli sono stupiti davanti alla grandezza di Dio, e ammirati da tutte le cose che Gesù fa: capiamo, dunque, la difficoltà che essi hanno nel tenere insieme la grandezza delle opere di Gesù con il fatto che egli sia consegnato nelle mani degli uomini. Il problema, dunque, non è non capire, ma avere paura di interrogare Gesù sull’argomento. Potremmo provare a metterci al posto dei discepoli e chiederci: “perché ho paura di parlare con Gesù di ciò che non ho capito? Cosa mi impedisce di mettere davanti a lui i miei dubbi?”. L’altra cosa che possiamo fare è immaginare che i discepoli esprimano i loro dubbi a Gesù, e ascoltare la sua risposta. Se, nel nostro immaginare Gesù che risponde ai dubbi dei suoi discepoli, lo abbiamo sentito smascherare un “colpevole”, allora, anche per noi l’evento della croce è ancora un mistero di cui non abbiamo gustato in pienezza il senso. Il Risorto stesso, infatti, alla fine del Vangelo svela il senso di quell’evento dicendo: «il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati» (Lc 24,46-47). Il desiderio del Signore è che a tutti gli uomini e le donne sia data la possibilità di cambiare vita e di ricevere il perdono dei peccati. Perché questo desiderio diventi realtà per ogni uomo e per sempre, è necessario che Gesù vinca quel nemico che ha la forza di farci mettere in dubbio l’amore fedele e viscerale che Dio ha per noi: la morte. Gesù non muore perché degli uomini malvagi lo uccidono e gli tolgono la vita, ma perché, come dice nel Vangelo di Giovanni, egli la dona, perché niente e nessuno possa impedirgli di regalarci una vita piena e abbondante (Gv 10,10.18).

Preghiera

«Saziaci al mattino con il tuo amore: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni» (Sal 90,14): ringrazio il Signore perché con la sua morte e risurrezione ha eliminato ciò che mi impediva di esultare e gioire tutti i giorni.

Azione

Proverò a dare nome a ciò che mi è difficile mettere davanti a Gesù.

Meditazione a cura di Marzia Blarasin, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  

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