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View of the Vatican basilica from a roof near saint Peter square in Rome

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Congregazione dei Santi: card. Amato inaugura “Studium” del Dicastero

L’evento, lunedì 9 gennaio, nella Pontificia Università Urbaniana

Dieci canonizzazioni e quattordici beatificazioni sono state celebrate lungo tutto il 2016. I santi canonizzati appartengono a otto diverse nazioni: Albania, Argentina, Francia, Italia, Polonia, Messico, Spagna, Svezia. A presentare queste cifre è stato il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, nella prolusione inaugurale dello Studium del Dicastero. L’evento – riferisce L’Osservatore Romano – si è svolto lunedì pomeriggio, 9 gennaio, nell’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana.

Tra i dieci santi — ha ricordato il porporato — troviamo un vescovo (Manuel González García) e quattro sacerdoti (Gabriel Brochero, Giovanni Papczyński, Lodovico Pavoni, Alfonso Maria Fusco), dei quali tre sono fondatori di congregazioni religiose. Abbiamo poi il martire francese Salomon Leclercq e tre suore: madre Teresa di Calcutta ed Elisabeth Hesselblad, entrambe fondatrici di congregazioni, e la carmelitana Elisabetta della Trinità. C’è, infine, un laico, il giovanissimo martire messicano José Sánchez del Río.

Le quattordici beatificazioni sono state celebrate in sette diverse nazioni: Albania, Argentina, Francia, Germania, Italia, Kazakhstan e Laos. I martiri beatificati sono stati complessivamente sessantanove, tra sacerdoti, consacrati e laici. Mentre i confessori sono stati sette, quattro donne e tre uomini.

Nel suo intervento, dedicato al tema ‘La santità e la sua laboriosa procedura ecclesiale’, il cardinale ha sottolineato come le canonizzazioni e le beatificazioni siano “il frutto del lungo lavoro accurato e faticoso dei postulatori in stretta collaborazione con la Congregazione delle cause dei santi”. Entrambe hanno “i loro fondamenti nelle positiones, e cioè nei dossier relativi alle virtù, al martirio e ai miracoli”.

A questo proposito, nel decennio 2006-2016 sono state consegnate in Congregazione 351 positiones, provenienti da ogni parte della Chiesa.  Di queste, 293 contengono i dossier sulle virtù e 58 sui martíri. In questi ultimi anni, ha ricordato il cardinale, si sono elaborate anche sei positiones che riguardano le canonizzazioni equipollenti di Ildegarda di Bingen (2012), Angela da Foligno (2013), Pietro Favre (2013), Maria dell’Incarnazione, al secolo Marie Guyart (2014), José de Anchieta (2014), François de Laval (2014). Infine ce ne sono state tre relative alla proclamazione di tre dottori della Chiesa: Giovanni d’Ávila (2010); Ildegarda di Bingen (2012) e Gregorio di Narek (2014).

Da queste “aride statistiche – ha sottolineato il cardinale – scaturisce impetuosa e abbondante, come acqua fresca in un’oasi del deserto, la linfa vitale della santità, che irrompe nel mondo per fecondarlo di bene”, diventando anche “promozione umana, come dimostra l’apostolato dei missionari nelle zone più disagiate della terra”. La Chiesa infatti, ha concluso, “insegna che non solo i sacerdoti e i consacrati, ma tutti i battezzati sono chiamati alla santità”.

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