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Congo: nuove minacce a sacerdoti e religiose

A causare le violenze, la Lettera Pastorale in cui i vescovi si oppongono alla proposta di revisione costituzionale

Parroci minacciati e un convento di suore devastato domenica 12 ottobre a Lodja, 750 km a nord di Mbuji-Mayi, capoluogo del Kasai orientale, nella Repubblica Democratica del Congo a causa della Lettera Pastorale della Conferenza Episcopale che critica la proposta di revisione costituzionale che permetterebbe al Presidente in carica, Joseph Kabila, di presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato.

Il primo episodio, secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, si è verificato presso la parrocchia Saint-Desiré. Dopo aver letto il messaggio, il parroco è stato ingiuriato e minacciato da alcuni giovani che partecipavano alla Messa. Il sacerdote è riuscito a mettersi in salvo grazie all’intervento di un poliziotto che lo ha protetto, evitando che subisse violenze fisiche.
Successivamente, nella parrocchia Sainte-Thérése de Nganga, il parroco dopo la Messa nel corso della quale aveva letto il messaggio dei Vescovi, è stato minacciato sempre da un gruppo di giovani.

Nella stessa domenica alcuni ragazzi hanno assalito il convento delle suore francescane. Una suora è rimasta ferita dai vetri di una finestra frantumata dagli assalitori. Questi gravi episodi giungono dopo il tentativo di un sedicente gruppo di “giovani cattolici” di presentare alla Nunziatura di Kinshasa una petizione di protesta a Papa Francesco per l’asserita “interferenza dei vescovi congolesi nella politica nazionale”. I vescovi hanno smentito che questi ragazzi appartengano a organizzazioni della Chiesa

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