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Father Federico Lombardi during the Briefing over the Meeting of the Council of Cardinals (C9)

Foto © ZENIT

Conferenza Stampa per presentare le iniziative della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI

Intervento di P. Federico Lombardi, S.I.

Alle ore 11 di questa mattina [20 settembre 2018], presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo una Conferenza Stampa per presentare le prossime iniziative della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI:
a) La Seconda edizione del Premio “Ragione Aperta”, in collaborazione con la Universidad Francisco de Vitoria (Madrid), il 24 settembre 2018, presso la sede dell’Accademia delle Scienze, in Vaticano;
b) La Ottava edizione del “Premio Ratzinger” (con l’annuncio dei Premiati), il 17 novembre 2018, in Vaticano;
c) L’Ottavo Simposio internazionale, sul tema: “Diritti fondamentali e conflitti fra diritti”, in collaborazione con la Libera Università Maria Santissima Assunta (Roma), il 15-16 novembre 2018, a Roma.

Intervengono alla Conferenza Stampa l’Em.mo Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e membro del Comitato scientifico della Fondazione; P. Federico Lombardi, S.I., Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione; il Prof. Giuseppe Dalla Torre, già Rettore magnifico della Libera Università Maria Santissima Assunta (Roma); e il Dr. Max Bonilla, Responsabile delle Relazioni esterne della Universidad Francisco de Vitoria (Madrid).

Riportiamo di seguito l’intervento che P. Federico Lombardi, S.I., pronuncia nel corso della conferenza stampa:

Intervento di P. Federico Lombardi, S.I.

Lo scopo di questa Conferenza Stampa è di presentare le tre principali attività della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI nel corso di questo autunno 2018. Ringrazio il Card. Ravasi, che presiede questa conferenza nella duplice qualità di Presidente del Consiglio della Cultura e di membro del Comitato scientifico della Fondazione Ratzinger. Ricordo che la Fondazione è stata istituita nel 2010 con la finalità di promuovere studi e pubblicazioni sull’opera e sul pensiero di J. Ratzinger-Benedetto XVI, e più in generale di promuovere studi teologici e nelle discipline connesse. Le iniziative concrete indicate dallo Statuto sono principalmente in tre direzioni:
1. premi per studiosi e lavori meritevoli;
2. convegni e incontri di studio e pubblicazioni;
3.borse di studio per dottorandi.

Nel corso dell’anno passato, ricordo in particolare il Convegno sul tema dell’Enciclica Laudato si’ in collaborazione con l’Università Cattolica del Costa Rica (30.11 – 2.12 2017) e le diverse altre pubblicazioni di articoli, interviste, ecc. in occasione del 5° anniversario della conclusione del Pontificato di Benedetto XVI. Ora abbiamo davanti a noi un autunno denso di iniziative che presentiamo appunto quest’oggi, insieme ad alcuni protagonisti delle due iniziative svolte in collaborazione, cioè il dr Max Bonilla in rappresentanza del Rettore dell’Università Francisco de Vitoria (Madrid), prof. Daniel Sada, e il prof. Giuseppe Dalla Torre, già Rettore della Università LUMSA, in rappresentanza del Rettore, prof. Francesco Bonini, che è impegnato fuori Roma. Li ringrazio di essere presenti.

La prima iniziativa, il Premio “Ragione aperta”, è nata dalla collaborazione con la Università spagnola Francisco de Vitoria, insieme alla quale la Fondazione aveva già organizzato uno dei suoi importanti Convegni annuali, quello svoltosi a Madrid nel 2015 sul tema “La preghiera, forza che trasforma il mondo”, in occasione del V Centenario della nascita di Santa Teresa d’Avila. Questa iniziativa ora non è più una novità, poiché quest’anno si tratta della seconda edizione del Premio, che è intitolato “Ragione aperta” perché ispirato a un’idea centrale nel pensiero di Ratzinger. Egli insiste infatti sulla necessità di avere una visione ampia e aperta della ragione e del suo esercizio nella ricerca della verità e della risposta alle domande fondamentali sull’umanità e sul suo destino. Questa idea è fondamentale per il dialogo fra la Chiesa e la cultura moderna, e fra le scienze e la filosofia e la teologia e quindi anche un’idea fondamentale per il modo di pensare l’università e la sua funzione.

L’iniziativa per questo Premio era venuta appunto dall’Università Francisco de Vitoria e la nostra Fondazione vi ha aderito volentieri. Come forse ricorderete, la cerimonia di premiazione della prima edizione si era svolta a Roma, il 27 settembre di un anno fa, presso l’Accademia delle Scienze, e data la buona riuscita, procederemo anche quest’anno in modo analogo. I lavori pervenuti entro il mese di aprile 2018 all’attenzione della Giuria internazionale – redatti in inglese o in spagnolo – sono stati oltre 170, provenienti da più di 100 università di molti differenti Paesi. Vari e molto diversi gli argomenti dei lavori: scienze giuridiche, economiche e sociali; scienze della comunicazione; scienze fisiche, biologiche, ambientali, biomediche e della salute; ingegneria e architettura; scienze umanistiche, filosofia e teologia.

Quattro i lavori vincitori scelti dalla Giuria, riunitasi a Madrid il 18 e 19 luglio scorsi: due nella sezione “Ricerca” e due nella sezione “Docenza”. I vincitori per la ricerca sono: Javier Sánchez Cañizares, dell’Università di Navarra (Spagna), con un lavoro intitolato Universo singular – una riflessione sulle singolarità che si osservano nella storia dell’universo alla luce dei risultati delle ricerche cosmologiche e fisiche odierne -, e Juan Arana, dell’Università di Siviglia (Spagna), per l’opera La conciencia inexplicada. Ensayo sobre los limites de la comprensión naturalista: una convincente e avvincente difesa della singolarità della coscienza umana di fronte ai diversi tentativi di darne una spiegazione riduzionistica (tramite le neuroscienze, l’intelligenza artificiale, ecc.).

I vincitori per la docenza sono: Gonzalo Génova e Maria del Rosario González, dell’Università Carlos III di Madrid e dell’Università Complutense, per il corso di Etica para ingenieros: Entre la supervivencia y la dignidad: con metodo pedagogico molto partecipativo si aiutano i giovani ingegneri in formazione a interrogarsi e riflettere sulle loro responsabilità etiche nel costruire e trasformare il mondo. Mentre John C. Cavadini, James Martin, Patricia Bellm e Christopher T. Baglow, dell’Università Notre Dame (Indiana, USA), hanno sviluppato un ampio programma di formazione per i docenti di scuole medie: Catholic Educators to engage the Dialogue between Science and Religion: giustamente il dialogo fra scienza e religione non è da esercitare solo a livello universitario o accademico, ma anche – nei modi appropriati – nelle tappe precedenti dell’educazione.

Come lo scorso anno sono state attribuite anche due menzioni speciali di merito. Riguardano l’importante opera nel campo della storia della cultura, di Brad Gregory, dell’Università di Notre Dame: The Unintended Reformation: How a Religious Revolution secularized Society e lo studio di David Wilkinson, dell’Università di Durham (Regno Unito) su Science, Religion and the Search for Extra-terrestrial Intelligence. Lascerò la parola per una presentazione un poco più ampia al rappresentante del Rettore magnifico dell’Università Francisco de Vitoria, dr Max Bonilla. Permettetemi però di osservare due cose importanti:
1) La seconda edizione ha riscontrato un numero complessivo di candidature inferiore alla precedente ma di livello più elevato: i candidati si sono resi conto della qualità richiesta ai loro lavori. Questo lo consideriamo positivo.
2) La possibilità effettiva di promuovere un collegamento e una rete fra i numerosissimi ricercatori che si sono manifestati interessati all’idea dell’esercizio della “Ragione aperta”, e quindi il progetto di continuare, non solo con nuove edizioni del Premio, ma anche con lo sviluppo di piattaforme di dialogo fra i partecipanti, come avviene ad esempio con il Convegno di studio che si svolge contestualmente alla premiazione, con professori e ricercatori in dialogo con i premiati, che illustrano e discutono le loro opere. Quindi siete invitati lunedì 24 settembre pomeriggio all’Accademia delle Scienze, dove potrete conoscere personalmente i vincitori e comprendere anche più profondamente lo spirito e il senso di questo nuovo Premio.

La seconda importante iniziativa è il già noto Premio Ratzinger, che giunge alla sua VIII edizione. I premiati vengono proposti al Papa Francesco dal Comitato scientifico (costituito da 5 membri: i Cardd. Amato, Koch, Ravasi, Ladaria e dal Vescovo di Regensburg, mons. Rudolf Voderholzer).

Quest’anno i premiati sono due, come perlopiù era avvenuto nelle edizioni precedenti (solo eccezionalmente, due volte, erano stati tre). Essi sono dunque: Marianne Schlosser (nata nel 1959 a Donauwörth, Baviera). Teologa cattolica. Professore ordinario di Teologia della spiritualità nella facoltà di Teologia cattolica dell’Università di Vienna dal 2004. Profonda conoscitrice della teologia e della spiritualità della Patristica e del Basso Medioevo, con particolare attenzione agli Ordini mendicanti, ha tradotto in tedesco gran parte dell’opera di San Bonaventura ed è stata curatrice del Volume II dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger su L’idea di Rivelazione e la Teologia della storia di Bonaventura. Nel 2014 è stata nominata dal Papa Francesco membro della Commissione teologica internazionale.

Mario Botta (nato nel 1943 a Mendrisio, Svizzera). Architetto di fama internazionale. Ha realizzato numerosi interventi e progetti e partecipato a molti concorsi. La sua architettura è influenzata da Le Corbusier, Carlo Scarpa e Louis Kahn. Ha lavorato in molte tipologie edilizie: abitazioni, scuole, biblioteche, musei, banche, ma anche in particolare a diversi importanti edifici di culto, fra cui si possono ricordare la Chiesa di San Giovanni Battista a Mogno, la Cattedrale di Evry, presso Parigi, la Concattedrale del Santo Volto a Torino. E’ autore di una delle cappelle esposte nel “padiglione” della santa Sede nell’Isola di San Giorgio, alla Biennale di architettura in corso a Venezia.

Faccio osservare due caratteristiche della scelta di quest’anno. Per la seconda volta il Premio è attribuito a una donna, a riprova del qualificato e crescente contributo femminile nel campo delle scienze teologiche (nel 2014 il Premio era stato assegnato alla Prof.ssa Anne-Marie Pelletier). Inoltre si continua la linea inaugurata lo scorso anno di comprendere anche le arti fra le attività dei premiati: mentre lo scorso anno era stato insignito del Premio un musicista, quest’anno è la volta di un noto architetto. Per una presentazione più approfondita lascio la parola al Cardinale Ravasi. Il conferimento del Premio è previsto per il 17 novembre, giorno successivo alla conclusione del Simposio internazionale di studio, che costituisce appunto la terza importante iniziativa di cui dobbiamo ora parlare.

La terza importante iniziativa è l’VIII Congresso internazionale di studio, che quest’anno viene organizzato a Roma, insieme alla Università LUMSA nel mese di novembre (15 e 16). Il titolo è impegnativo: “Diritti fondamentali e conflitti fra diritti” e intende onorare due importanti ricorrenze: il 70° anniversario dell’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e il 20° anniversario del conferimento della laurea honoris causa all’allora cardinale Joseph Ratzinger da parte della LUMSA per “il fondamentale contributo da lui dato nel corso dei suoi studi alla fondazione del diritto”.

La tematica scelta per il Simposio è sentita come particolarmente importante oggi dal Papa emerito, che vi ha dedicato non pochi interventi e riflessioni e che ha assai apprezzato tale scelta. Gli argomenti trattati sono di grande attualità: la libertà religiosa, il diritto naturale, la laicità positiva nel pensiero di J.Ratzinger, la genesi e l’applicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, la moltiplicazione dei diritti e il pericolo della distruzione dell’idea di diritto, la posizione della Chiesa nel dibattito sui diritti umani, ecc. I Relatori sono molto autorevoli e provengono da diverse aree culturali. Non solo dal mondo culturale romano e italiano (proff. Dalla Torre, Ska, Cartabia, Baratta), ma anche dagli Stati Uniti (proff. George, Glendon, Weiler), dalla Germania (prof. Zehnpfennig), dall’Argentina (prof. Massini). Presiedono e introducono personalità ecclesiastiche e accademiche molto autorevoli. Intervengono con contributi preparati per la discussione diversi altri professori, oltre ai partecipanti. La Relazione conclusiva sarà svolta dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.

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