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Comunione ai divorziati risposati sì o no? Il Sinodo continua a discuterne

Numerosi i temi emersi dai 43 interventi dei Padri tra sabato e oggi. Circa la Relazione finale, data ‘per dispersa’, padre Lombardi chiarisce: “Ci sarà, ma sarà il Papa a decidere cosa farne”

Comunione sì o comunione no? Nonostante le raccomandazioni di Papa Francesco a non fare del tema ai sacramenti ai divorziati risposati il centro delle discussioni sinodali, i Padri continuano a dibattere sulla complicata questione. Lo hanno fatto durante le sedute di sabato pomeriggio e di questa mattina, durante le quali si sono susseguiti 43 interventi dedicati alla terza parte dell’Instrumentum Laboris, quella, cioè, che raccoglie i temi più caldi.

A riferirlo è padre Federico Lombardi insieme ai suoi collaboratori nelle diverse lingue, durante il consueto briefing in Sala Stampa vaticana sui lavori dell’assise. In particolare, il gesuita tedesco Bernd Hagenkord ha confermato che in Aula “si è discusso su come concordare verità e misericordia”, quindi l’attenzione è tornata su “divorziati risposati e accesso a sacramenti”. Alcuni Padri, ha spiegato il gesuita, “hanno citato la dottrina per dire che un tale accesso così non è possibile”, altri hanno invece proposto “soluzioni pastorali o più precisamente cammini pastorali verso possibili soluzioni”.

“Alcuni interventi, pochi ma precisi – ha integrato Lombardi – erano su una posizione negativa; però bisogna ricordare che questo era sempre nel contesto di un’attenzione della Chiesa per tutte le persone che si trovano in situazioni difficili e che bisogna trovare anche i modi di fare sentire loro l’integrazione nella vita della Chiesa e la vicinanza della Chiesa”.

Peraltro, ha evidenziato il direttore della Sala Stampa, “non c’è assoluta fissità degli insegnamenti della Chiesa e della teologia a proposito delle questioni del matrimonio e dei sacramenti riguardo al matrimonio”, ossia “una coscienza storica dei cambiamenti che ci sono stati nel corso dei secoli sui temi di cui stiamo parlando, di carattere disciplinare o dottrinale”.

Padre Hagenkord ha dunque elencato alcuni sprazzi dei temi emersi nei diversi interventi: una “disciplina flessibile” che “è ciò che Gesù Cristo chiede a noi”; essere “profeti di verità”; la “verità di oggi è essere misericordiosi”; dire la “verità in situazioni pastorali”.

Per quanto appaia il contrario, l’assemblea tuttavia “non è estremizzata”, bensì “in discussione”, ha chiarito padre Thomas Rosica, responsabile della divulgazione di notizie in lingua inglese. Citando le parole di alcuni Padri, Rosica ha precisato che “i due poli – cambiare tutto o non cambiare nulla – non sono un’opzione”, mentre scopo del Sinodo è di avere una “creatività pastorale”. Anche perché – ha aggiunto, citando ancora interventi dei Padri sinodali – “non funziona più” proporre dualismi come “peccato e peccatore”, “pubblico e privato”,  ma bisogna trovare “nuove vie”.

E il discorso vale non solo per i divorziati risposati, ma per numerosi altri temi. Come: la preparazione “remota, prossima e immediata” dei giovani al matrimonio (qualcuno ha parlato di “noviziato del fidanzamento”), la sessualità umana, le violenze domestiche, i matrimoni “misti”, soprattutto nei Paesi a maggioranza islamica. Ancora: il ruolo della coscienza, la possibilità di un itinerario catechistico simile alla iniziazione cristiana, il sostegno alle famiglie prima e dopo le nozze, una pastorale per le diverse tipologie di famiglie, come ad esempio quelle “divise” dalle migrazioni. Anche un cenno, da parte di “pochissimi”, sulla riforma del processo per la nullità matrimoniale “nel senso di proporre un tempo per una verifica successiva della pratica che si sarà sperimentata”.

Sottolineate durante l’assemblea, inoltre, la necessità di recuperare la pastoralità del Concilio Vaticano II e una critica verso le organizzazioni internazionali che “spendono 8,1 miliardi di dollari per programmi di contraccezione destinati ai paesi in via di sviluppo” e neanche un euro per svolgere un’attività di promozione dei metodi naturali. Tutti questi temi verranno ripresi e approfonditi, a partire da questo pomeriggio, nei lavori di gruppo nei 13 Circuli minores, le cui relazioni saranno pubblicate entro mercoledì.

Prima di avviare la conferenza stampa, padre Lombardi ha voluto chiarire due questioni. Una è la famigerata lettera di 13 cardinali a Papa Francesco sulla metodologia del Sinodo: caso divenuto subito un giallo con la smentita di quattro porporati. L’altra sulla Relatio synodi, il documento finale che verrà redatto a conclusione delle tre settimane, riguardo al quale il card. Louis Antonio Tagle di Manila, nel briefing di venerdì 9 ottobre, aveva detto: “Non è scontato che ci sia”.

“Ho letto che la Relatio finalis è sparito dalla circolazione – ha esordito padre Lombardi – ma quello che ha detto Tagle e ho detto anche io rispondendo a una domanda, va interpretato secondo le parole che il segretario generale, il cardinale Baldisseri, ha già spiegato”. Pertanto “la Relatio ci sarà, non è scomparsa da nessuna parte. Però, quello che noi oggi non sappiamo con precisione è che cosa decide di farne il Papa, cioè se sabato sera ci dice – come l’anno scorso – ‘pubblicatela subito’ oppure ai Padri sinodali dice: ‘Grazie, me la prendo, me la tengo e farò una mia Esortazione apostolica’. O ancora: ‘Me la prendo, ci riflettiamo e poi la pubblichiamo tra qualche giorno’”. Bisogna aspettare, quindi, al 24 ottobre.

In Sala Stampa, hanno offerto la loro testimonianza due coppie di coniugi presenti al Sinodo come Uditori: i brasiliani De Rezende e gli indiani Bajaj, esempio quest’ultimo di matrimonio misto: lei cattolica, lui indù.

About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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