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Come collocare l’evangeliario sull’altare

Alcuni appoggiano sopra il corporale, altri ad un lato dell’altare, altri ancora lo appoggiano in verticale, in modo che stia in piedi, visibile da tutta l’assemblea

Nella sua rubrica di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde alla domanda da parte di un lettore dall’Italia.

Qual è l’esatta collocazione dell’Evangeliario sull’altare? Ho visto alcuni che lo lasciano appoggiato sopra il corporale, altri ad un lato dell’altare, ed altri diaconi che invece lo appoggiano in verticale, in modo che stia in piedi, visibile da tutta l’assemblea. Esistono norme a riguardo? — D. E., Torino

L’utilizzo di un Evangeliario decorato è diventato di nuovo comune nella liturgia cattolica in seguito alle riforme del Concilio Vaticano II. L’Evangeliario è da sempre considerato un simbolo di Cristo, assieme all’altare e alla croce. Perciò gli sono stati accordati una speciale venerazione e degli onori liturgici. Dal V secolo in poi è stato collocato sull’altare, baciato, e letto da uno speciale ambone accompagnato da candele ed incenso. E’ stato collocato su un trono per presiedere più di un concilio ecclesiastico, ed usato nella consacrazione di vescovi e nel prestare di giuramenti solenni di ogni tipo.

I libri dei Vangeli vennero trascritti con grandissima cura, spesso con lettere in oro e argento, e rilegati con preziose cerniere. Sant’Ambrogio (340-397) ricorda la copertura in oro di una copia presente a Milano. Infatti, nel duomo di Milano viene conservata tutt’ora una copertina in avorio squisitamente intarsiata proveniente da un Evangeliario del V secolo. Di questi volumi ne esistono numerosi altri esempi successivi, fino al XII secolo.

Al termine di questo periodo, l’esteso utilizzo del messale completo, che conteneva in un unico volume tutto quello che era necessario per celebrare la Messa, incluse le letture, rese l’uso di un Evangeliario separato sempre più obsoleto.

La maggior parte delle Chiese orientali non ha mai perso l’abitudine di usare un Evangeliario. Per esempio, nella tradizione bizantina l’Evangeliario è normalmente collocato al centro dell’altare. Tra i riti iniziali della Divina Liturgia c’è la “piccola entrata” in cui il sacerdote prende l’Evangeliario dall’altare e lo porge al diacono. Il diacono, o qualora non vi fosse, un sacerdote, procede attorno l’altare in senso antiorario e poi attraverso la navata della chiesa, prima di ritornare all’ingresso dell’iconostasi. Fra le altre valenze, questo simboleggia anche Cristo che cammina tra la sua gente.

Di conseguenza la restaurazione dell’uso dell’Evangeliario nella Chiesa Latina può offrire una grande varietà di significati e di opportunità catechetiche.

Tornando alla precisa domanda, suggerirei innanzitutto di non metterlo sopra il corporale perché quest’ultimo non andrebbe aperto a questo punto della Messa. Può venir collocato al centro dell’altare allo stesso posto dove più tardi verrà aperto il corporale, durante la Liturgia dell’Eucaristia.

Le norme attuali non sono molto precise. L’Ordinamento Generale del Messale Romano dice:

“122. Arrivati all’altare, il sacerdote e i ministri fanno un inchino profondo. La croce con l’immagine di Cristo crocifisso se portata in processione viene collocata presso l’altare perché sia la croce dell’altare, che deve essere una soltanto, altrimenti si metta in disparte in un luogo degno. I candelabri invece si mettano sull’altare o accanto ad esso; è bene che l’Evangeliario sia collocato sull’altare.

“172. Il diacono precede il sacerdote nella processione verso l’altare portando l’Evangeliario un po’ elevato; altrimenti incede al suo fianco.

“173. Il diacono, se porta l’Evangeliario, quando è giunto all’altare, vi si accosta, omettendo la reverenza. Quindi, deposto l’Evangeliario sull’altare, insieme con il sacerdote venera l’altare con il bacio.

“D) COMPITI DEL LETTORE

“194. Nella processione all’altare, in assenza del diacono, il lettore, indossata una veste approvata, può portare l’Evangeliario un po’ elevato; in tal caso procede davanti al sacerdote; altrimenti, incede con gli altri ministri.

“195. Giunto all’altare, fa’ con gli altri un profondo inchino. Se porta l’Evangeliario, accede all’altare e ve lo depone. Quindi va ad occupare il suo posto in presbiterio con gli altri ministri.”

Gli altri documenti riportano più o meno lo stesso. Di conseguenza, quello che scrivo adesso rientra nella sfera dell’opinione e non va considerato come autorevole.

Innanzitutto, l’ambiguità è probabilmente deliberata in quanto permette svariate soluzioni pratiche basate sulla logistica di ogni particolar presbiterio, la presenza o meno di un diacono, o persino le particolari esigenze della singola cerimonia.

Detto ciò, credo che abbiamo basi abbastanza solide per affermare che, soprattutto, la pratica che ha prevalso negli ultimi cinquant’anni è quella di collocare l’Evangeliario, in orizzontale, al centro dell’altare più o meno nel punto dove più tardi verrà dispiegato il corporale. Questa è la soluzione che più è in linea con la pratica precedente, almeno per quanto ne sappiamo, ed è usanza in praticamente tutte le Messe papali dalla riforma postconciliare.

Questa pratica è inoltre richiesta ogni volta che la croce d’altare è collocata al centro dell’altare, rivolta al celebrante.

Se la croce d’altare è posta altrove, il volume va messo orizzontalmente al centro della parte frontale dell’altare, qualora la logistica renda necessaria questa soluzione.

Non ritengo che collocare il libro verticalmente sull’altare, cosa che per altro non ho mai visto, costituisca una valida pratica liturgica. Non vi è alcuna tradizione a supporto, e diventerebbe un motivo di distrazione, facendo da terzo fulcro dell’attenzione durante i riti iniziali e la Liturgia della Parola, quando invece la concentrazione andrebbe rivolta prima al posto del celebrante e poi all’ambone, durante le letture. Il buon senso liturgico riserverebbe di richiamare l’attenzione sull’Evangeliario solo nei momenti in cui sta per essere proclamato.

[Traduzione dall’inglese a cura di Maria Irene De Maeyer]

***

I lettori possono inviare domande all’indirizzo liturgia.zenit@zenit.org. Si chiede gentilmente di menzionare la parola “Liturgia” nel campo dell’oggetto. Il testo dovrebbe includere le iniziali, il nome della città e stato, provincia o nazione. Padre McNamara potrà rispondere solo ad una piccola selezione delle numerosissime domande che ci pervengono.

 

About Edward McNamara

Padre Edward McNamara, L.C., è professore di Teologia e direttore spirituale

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