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Caroline Roux

Caroline Roux (https://www.facebook.com/Alliance-VITA-292127754145164/timeline/)

“Combattere contro la Gpa come si fa contro la schiavitù”

Caroline Roux, delegata generale di “Alliance Vita”, racconta dell’Assise contro la maternità surrogata di Parigi e invoca un impegno internazionale per fermare questa pratica

L’assise sull’abolizione universale dell’utero in affitto, fa ancora parlare di sé. In quest’intervista Caroline Roux, delegata generale aggiunta di Alliance Vita e direttrice di VITA International, già coordinatrice francesce dell’Inizativa popolare Europea Uno di Noi, ci racconta le sue impressioni. Alliance vita è impegnata  da tempo e molto attivamente nella lotta contro la gestazione per altri (Gpa). Sul sito è possibile consultare un dossier completo delle sue attività.

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Cosa potrebbe fare l’associazionismo per aiutare le istituzioni a fermare la Gpa in Europa?

Numerosi gruppi di associazioni si sono creati recentemente per chiedere l’interdizione universale della gestazione per altri. No Maternity Traffic, di cui Alliance VITA è un membro attivo, raggruppa delle associazioni di differenti Paesi europei che agiscono per il rispetto dell’infanzia, delle donne, della dignità e dei diritti dell’uomo. Più di 100mila cittadini europei hanno già firmato la petizione ufficiale che chiede al Consiglio d’Europa di impegnarsi per l’interdizione effettiva della Gpa. Invitiamo tutti quelli che si oppongono a questa pratica a firmarla sul sito www.nomaternitytraffic.eu. È urgente perché il Consiglio d’Europa sta esaminando un rapporto, preparato da una senatrice belga, ginecologa, accusata attualmente di conflitto di interessi: lei stessa infatti pratica la Gpa e si è appena scoperto che aveva dei legami con un’industria in India che pratica la Gpa commerciale. Le associazioni e i cittadini dovrebbero far sentire la loro voce perché il dibattito non sia indebolito su una questione così cruciale per la dignità della donna e del bambino.

 Quale strategia globale sarebbe necessaria per l’abolizione universale della Gpa?

Abbiamo bisogno di un impegno a livello di Stati nazionali affinché una iniziativa europea e mondiale sia intrapresa: una convenzione internazionale come quella che vieta la clonazione umana o il traffico di esseri umani. Ridurre le donne a essere delle “portatrici” è una pratica indegna che deve essere trattata con la stessa severità con cui si tratta la lotta contro la tratta degli esseri umani o la schiavitù. Il Parlamento Europeo ha da poco votato una risoluzione, il 17 dicembre scorso, che condanna la pratica della gestazione per altri in tutte le sue forme. È già un buon passo. Oggi alcuni vorrebbero far credere che può esistere  una Gpa “altruista”, cioè che delle donne prestano il loro corpo senza remunerazione. La Gpa non potrà mai essere etica perché strumentalizza donne e bambini, oggetti di un contratto. La sofferenza di alcune coppie di fronte alla sterilità non dovrebbe mascherare che la Gpa pone delle questioni cruciali a livello dei diritti umani e che tutti i mezzi non sono accettabili.

Qual è stata la sua impressione sull’Assise del 2 febbraio all’Assemblea Nazionale di Parigi?

Organizzata da vari movimenti femministi nazionali e internazionali sotto forma di due tavole rotonde, questo avvenimento aveva come obiettivo di mobilitare gli eletti di sinistra, in maggioranza al parlamento francese, affinché prendessero coscienza della gravità dei problemi per agire con urgenza. È molto importante che tutte le correnti politiche investano su questa questione. Molti relatori francesi e stranieri hanno fatto l’analogia con la prostituzione, spiegando chiaramente che non c’è gestazione per altri “etica”. Nello stesso tempo è stata denunciata la maniera in cui la Gpa si inscrive in un’“economia” riproduttiva, all’origine di un business che conta ad oggi miliardi di dollari.

Le Assise si sono chiuse con l’invito a firmare una carta che chiede di agire con fermezza per fare abolire questa pratica a livello internazionale, specialmente promuovendo la redazione, l’adozione e la messa in opera efficace di una convenzione internazionale di abolizione della maternità di sostituzione. Numerosi parlamentari di sinistra presenti l’hanno firmata. Speriamo che questo inciti il governo francese a investire in una concertazione internazionale, come ha promesso da più di un anno.

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