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Colombia, domani si firma la pace. Il card. Parolin presiede la “Preghiera per la riconciliazione”

La firma degli Accordi tra Governo e Farc avverrà a Cartagena de Indias. Il prossimo 2 ottobre sarà la popolazione a pronunciarsi con un referendum

Si terrà domani in Colombia, nella città coloniale di Cartagena de Indias, sulla piazza antistante il tempio dedicato a San Pietro Claver, la firma degli Accordi di pace tra Governo colombiano la ormai ex guerriglia delle Farc. Un passo storico che pone fine ad una sanguinosa guerra civile che ha provocato centinaia di migliaia di morti.
Protagonisti dell’evento saranno il presidente Manuel Santos e il leader delle Farc Timoleón Jiménez (Timochenko), circondati da oltre 2.500 ospiti venuti da tutto il mondo per assistere a questo traguardo raggiunto lo scorso 24 agosto a La Habana, dopo quattro anni di negoziazioni delicate e complesse. Parlando davanti all’Assemblea dell’ONU, nei giorni scorsi, il presidente Santos ha dichiarato infatti con soddisfazione: “Stiamo per chiudere la pagina della guerra e passare al capitolo della pace”.
Alla cerimonia sarà presente anche il cardinale Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, in rappresentanza della Santa Sede che ha contribuito al processo di pace; il porporato –  informa il sito Il Sismografo – presiederà e guiderà una “Preghiera per la riconciliazione di tutti i colombiani” che si terrà contemporaneamente in tutte le chiese del Paese.
Saranno poi numerosi gli altri eventi simbolici che si registreranno nella giornata di domani. Tra questi un omaggio alle Forze Armate e alla Polizia che i questi 52 anni di guerra hanno pagato un altissimo prezzo. Il prossimo 2 ottobre toccherà poi all’intero popolo colombiano pronunciarsi liberamente attraverso un “si” o un “no” referendario.
A tal proposito, in un’intervista rilasciata la scorsa settimana all’agenzia Sir, mons. Luis Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja e presidente dell’Episcopato colombiano, ha spiegato: “La Colombia ha sofferto 53 anni di guerra, ora siamo molto vicini alla pace. O meglio: siamo molto vicini a mettere fine alla guerra. Questo momento costituisce una gioia e una grazia grande. Per raggiungere il traguardo manca solo un passo: il referendum del 2 ottobre. La Colombia è di fronte ad un appuntamento con la storia, ad uno spartiacque tra il prima della pace e il dopo. Il Paese può iniziare a cambiare, a risolvere i suoi problemi”.
“Noi – ha aggiunto Castro Quiroga – vogliamo invitare tutti i cittadini colombiani a riflettere, a capire meglio, perché prendano coscienza sull’importanza di questo cammino di pace. È un discernimento importantissimo. Se noi dicessimo come votare, magari molti ci ascolterebbero, ma senza riflettere, senza capire. Noi invitiamo i colombiani ad andare a votare e speriamo in un voto ‘in coscienza’. E siamo ottimisti che il popolo capirà la posta in gioco.”

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