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Cisgiordania: due palestinesi proteggono una poliziotta israeliana

Il bel gesto si è consumato durante scontri presso l’insediamento ebraico di Esh Kodesh, che avevano richiesto l’intervento delle forze dell’ordine israeliane

Mentre proseguono le violenze, in Cisgiordania c’è anche spazio per gesti nobili. Presso l’insediamento ebraico di Esh Kodesh ieri sono scoppiati nuovi disordini. Per evitare lo scontro tra alcuni contadini palestinesi e un gruppo di coloni che volevano impedire l’accesso a un’area da loro occupata illegalmente, è intervenuta la polizia israeliana, accolta tuttavia da una fitta sassaiola da parte dei coloni.

A quel punto – come testimonia questa foto scattata da Shaul Golan, fotoreporter del quotidiano Yedioth Ahronoth – due palestinesi hanno fatto scudo a una spaventatissima poliziotta israeliana e l’hanno scortata fino a un luogo sicuro. Come riporta l’Osservatore Romano, uno dei due palestinesi, Zakaria Sadah, si è avvicinato alla giovane agente per proteggerla con le mani alzate, urlando ai soldati israeliani di non sparare. “Gridavo: non aprite il fuoco, io la proteggerò”, ha poi dichiarato l’uomo.

Golan, l’autore della foto, ha al giornale israeliano Times of Israel che “in tutto quel caos ho visto quella poliziotta. Era molto spaventata. Era rimasta da sola e quelli che sono considerati suoi nemici la stavano proteggendo. Ho capito subito che era un momento speciale”. Sui social network non sono mancati commenti di altri palestinesi che hanno accusato Zakaria Sadah di essere un “traditore”. Racconta lui stesso: “Scrivono cose contro di me perché ho protetto una poliziotta, come se fossimo dei ‘traditori’. Dall’altra parte ci sono i coloni che mi aggrediscono. Così ti senti sotto attacco da entrambe le parti. Ma continuerò per la mia strada, non mi importa cosa dice la gente. Per me una persona è una persona e la vita di una persona è importante. Difendo sia la vita della poliziotta che quelle dei palestinesi: sono tutte importanti per me e continuerò il mio attivismo pacifico”.

Gli scontri sono avvenuti nelle ore successive alla morte di un bambino palestinese di 18 mesi a causa di un incendio appiccato in una casa di Douma, in Cisgiordania, probabilmente da nazionalisti israeliani.

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