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“Ci vuole umiltà per annunciare il Vangelo, non parole sapienti!”

Il Papa torna a Santa Marta dopo l’estate e nell’omelia ricorda che nel Vangelo si riceve Gesù. Per questo è importante averne uno in tasca e sfogliarlo durante il giorno

Torna in gran forma Francesco nella Casa Santa Marta, dopo la lunga pausa estiva. Con la sua semplice profondità velata da un pizzico di ironia, il Papa riprende il lavoro di riassetto e pulizia delle coscienze dei cristiani svolto quotidianamente dall’altare della Cappellina.

Oggi, al centro della sua riflessione c’è l’annuncio del Vangelo: un’azione essenziale per chiunque si dica cristiano, che prevede tuttavia alcune precise modalità di applicazione. Anzitutto – afferma il Santo Padre, commentando le letture del giorno – non si annuncia il Vangelo per convincere con parole sapienti ma si annuncia con umiltà.

Lo spiega benissimo San Paolo ricordando ai Corinzi che il suo “stile” di proclamazione della Parola di Dio non è basato su discorsi persuasivi dettati dalla sapienza o dall’intelletto. L’Apostolo – ricorda Francesco – infatti dice: “Ma, io non sono andato da voi per convincervi con argomenti, con parole, anche con belle figure … No. Io sono andato in altro modo, con un altro stile. Sono andato sulla manifestazione dello Spirito e della Sua potenza. Perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”.

La Parola di Dio, dunque, “è una cosa diversa” – rimarca il Santo Padre – una cosa che “non è uguale a una parola umana, a una parola sapiente, a una parola scientifica, a una parola filosofica … no: è un’altra cosa. Viene in un altro modo”. Viene, cioè, da Gesù stesso e solo chi ha un cuore aperto la accoglie.

Esempio lampante di questa riflessione è l’episodio narrato dal Vangelo di Luca di oggi, dove Gesù commenta le Scritture nella Sinagoga di Nazareth. I suoi conterranei – spiega il Pontefice – inizialmente, lo ammirano per le sue parole ma poi s’infuriano e cercano addirittura di ucciderlo. Passano quindi “da una parte all’altra”, proprio “perché la Parola di Dio è una cosa diversa rispetto alla parola umana”.

E proprio perché “la Parola di Dio è Gesù stesso”, essa “è motivo di scandalo”. Perché Gesù scandalizza. La Croce di Cristo scandalizza. Eppure è proprio quella “la forza della Parola di Dio”, afferma Bergoglio, “Gesù Cristo, il Signore”.

Quindi, parafrasando, se vogliamo ricevere Gesù Cristo dobbiamo andarlo a cercare nel Vangelo. “La Chiesa ci dice che Gesù è presente nella Scrittura, nella Sua Parola”, sottolinea il Papa. Non a caso – e l’invito è ormai divenuto pressante – “è importante leggere durante la giornata un passo del Vangelo”. Ma non “per imparare” una lezioncina, attenzione; bensì “per trovare Gesù, perché Gesù è proprio nella Sua Parola, nel Suo Vangelo. Ogni volta che io leggo il Vangelo, trovo Gesù”.

Tuttavia, precisa il Santo Padre, non basta solo sfogliare quattro pagine per ricevere il Signore: è necessario anche porsi davanti alla Parola di Dio “con il cuore aperto, con il cuore umile, con lo spirito delle Beatitudini”. Perché Gesù è venuto così: “in umiltà”, “in povertà”, Egli “è venuto con l’unzione dello Spirito Santo”.

“Lui è forza – aggiunge il Pontefice – è Parola di Dio perché è unto dallo Spirito Santo. Anche noi, se vogliamo ascoltare e ricevere la Parola di Dio, dobbiamo pregare lo Spirito Santo e chiedere questa unzione del cuore, che è l’unzione delle Beatitudini. Un cuore come è il cuore delle Beatitudini”:

Allora, in questo primo giorno di settembre, ci farà bene – conclude il Papa – domandarci: “Ma, come ricevo, io, la Parola di Dio? Come una cosa interessante? ‘Ah, il prete oggi ha predicato questo … ma che interessante! Che saggio, questo prete!’. O la ricevo così, semplicemente perché è Gesù vivo, la Sua Parola?”.

E ancora: “Sono capace (attenti alla domanda!) di comprare un piccolo Vangelo (costa poco, eh?) e portarlo in tasca, portarlo in borsa e quando posso, durante la giornata, leggere un passo, per trovare Gesù lì?”.


About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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