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Tullio Chiminazzo (Facebook)

Chiminazzo: “Non si può scindere l’etica dall’economia”

L’economista presta il suo nuovo libro al Festival della Dottrina sociale della Chiesa

Tullio Chiminazzo ha presentato il suo ultimo lavoro editoriale, Etica ed economia. Verso il nuovo umanesimo economico al Festival della Dottrina sociale. All’incontro hanno preso parte diversi imprenditori del settore finanziario, operanti in Italia ed all’estero. Il libro nasce dalle esperienze dell’autore, economista d’impresa e fondatore del Movimento Mondiale delle scuole di Etica ed Economia.

Chiminazzo è stato ideatore di numerosi progetti di economia reale e nel corso della sua carriera ha avuto modo di applicare con successo i principi della dottrina sociale della Chiesa. Grazie alla sua lunga esperienza nell’area nord est dell’Italia ha potuto integrare la conoscenza teorica ed esperienza tangibile, con una visione dinamica della solidarietà internazionale. Le iniziative messe in piedi da Tullio Chiminazzo sono accomunate dalla volontà una visione dinamica della solidarietà internazionale con il fine di ridurre il divario fra nord e sud del mondo e quello fra ricchi e poveri.

Evitare le esclusioni per superare le disuguaglianze descrive le origini del Movimento fondato da Tullio Chiminazzo e gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato. Vengono ripercorse le intuizioni del movimento, che si riferisce a due discipline distinte: l’economia, orientata alla crescita e l’Etica ed Economia, orientata allo sviluppo. I progetti e le attività, realizzati in oltre venticinque anni di attività, vengono descritti in maniera tale da invitare il lettore ad esprimere un giudizio in merito alla missione delle Scuole di Etica ed Economia. La lettura dei 17 obiettivi dell’Onu, della Carta dell’Expo di Milano e del Decalogo per un’economia sostenibile di Santa Cruz introduce al confronto con i contenuti del manifesto del XXI secolo. L’idea espressa nel libro è che “il vero si costruisce assieme, tra mille errori, e la strada si fa camminando”. Le encicliche Centesimus Annus di Papa Giovanni Paolo II e Laudato Si’ di Papa Francesco sono riportare nei loro tratti salienti e sono intervallate da brevi riflessioni dell’autore. Le sofferenze dei poveri, degli ultimi e degli esclusi sono affrontate in una prospettiva anticipata dalla dottrina sociale della Chiesa con l’enciclica Rerum Novarum, pubblicata da Papa Leone XIII nel 1891, fino ai giorni nostri con Papa Francesco.

Nell’ultimo capitolo del libro, invece, Chiminazzo affronta la seguente tesi: l’affermazione che non esiste economia senza etica né efficienza senza solidarietà. L’impresa quindi va intesa come luogo ideale di produzione di ricchezza, non solo privata ma anche sociale. Il bene comune è l’orizzonte che ricomprende tutto, in un processo culturale e di ridimensionamento dell’umano. La solidarietà, spiegata per far capire dove si differenzia dalla beneficenza, assume una dimensione nuova e propone un nuovo scenario verso l’umanesimo economico. In questo modo si afferma la diffusione di una nuova disciplina “Etica ed economia”, che secondo Tullio Chiminazzo andrebbe insegnata nelle scuole per iniziare a formare da oggi le generazioni di domani. Per essere capaci di costruire un vero sviluppo, integrale e sostenibile, e per economizzare nella condivisione anziché sprecare nella divisione.

Nel corso dell’incontro, l’autore ha evidenziato la necessità di abbandonare le divisioni fra etica ed economia, che secondo l’autore “rappresentano il frutto avvelenato di sterili contrapposizioni ideologiche”, e sull’importanza di non escludere i poveri dalla società. Tullio Chiminazzo ha definito “una follia umana” la tentazione di escludere dall’economia le fasce sociali più deboli, difendendo l’economia dell’inclusione che ha definito come “l’unica strada verso un futuro possibile è quella dell’economia dell’inclusione, di cui ha parlato in più di un’occasione il Santo Padre”. Infine, egli ha concluso la presentazione dichiarando: “L’inclusione non è solo un dovere umano ma è l’unica strada per una piena realizzazione della globalizzazione”.

 

 

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