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Chiesa colombiana rivolge un appello di pace a Governo e Farc

Riunione dei vescovi per discutere dell’unità nazionale, dopo il referendum che ha sancito l’opposizione degli elettori ad un accordo

In Colombia è ancora lontana la riconciliazione nazionale tra Governo e guerriglia delle Farc, nonostante gli accordi stipulati. Lo dimostra il referendum del 2 ottobre, che ha sancito come il 50,23% degli elettori sia contrario. Ampia anche l’astensione: oltre il 60% dei colombiani non si è infatti recato alle urne.

In questo clima, interviene la Chiesa. In una riunione straordinaria dei vescovi colombiani sul tema dell’unità nazionale, è stato diffuso un testo in cui si comunica: “Condividiamo con tutti i colombiani l’anelito affinché si raggiunga presto un accordo definitivo con le Farc; abbiamo il desiderio che si metta fine al conflitto armato che ha insanguinato la nostra terra, così come ad ogni fattore che ha generato e ancora genera ingiustizia e violenza”.

Si ribadisce poi l’impegno della Chiesa cattolica a lavorare per la pace. “Ascoltiamo il grido e siamo vicini alle speranze delle vittime, dei contadini e delle diverse etnie che hanno subito le conseguenze del conflitto nelle diverse regioni del Paese”, dicono i presuli. Di qui l’appello a Governo e Farc “di conservare indefinitamente la fine delle ostilità”.

I vescovi precisano di essere lontani da “ogni legame di partito” e invitato le istituzioni a lavorare per diversi obiettivi nel contesto dell’unità nazionale: la difesa della vita e della famiglia, l’educazione, la partecipazione politica, la solidità della democrazia e delle istituzioni, la lotta al narcotraffico, alla corruzione, l’impegno a superare le crisi del sistema sanitario, del sistema giudiziario, l’iniquità sociale e l’ideologia di genere.

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