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Chi sono le nuove porpore volute da Francesco

Cenni biografici, profili e curiosità dei futuri cardinali nominati da Bergoglio nel Concistoro del prossimo 14 febbraio

Alcuni parlano di una manovra per indirizzare il prossimo Conclave, ‘indebolendo’ determinate correnti (come ad esempio quella italiana, ‘romana’ nella fattispecie, da sempre più numerosa). Altri plaudono invece alla libertà con cui ancora una volta, per il suo secondo Concistoro, Bergoglio abbia scavalcato ogni prassi secolare e non scritta di legare automaticamente il cardinalato ad alcune sedi, decidendo invece di conferire la porpora a zone del mondo dove un cardinale non si era neanche mai visto.

Di fatto, tutti sono rimasti spiazzati dall’elenco di cardinali pronunciato dal Pontefice durante l’Angelus di domenica. Se l’anno scorso, infatti, ci si stupiva a vedere un porporato venire da Haiti, quest’anno sembra incredibile veder comparire nella lista del futuro Concistoro diocesi come Tonga, Hanoi, Cabo Verde, Morelia. A maggior ragione se sullo stesso foglio non si ritrovano sedi come Venezia, Torino, Madrid e Bruxelles in Europa, o Chicago e Philadelphia negli Stati Uniti, guidate ancora da ‘semplici’ vescovi. Tantomeno compaiono i nomi di alcuni capi di Dicastero o eminenti uomini di Curia.

Insomma, per Francesco il vero cardinale è il ‘pastore con l’odore delle pecore’, piuttosto che il ‘principe’ o il ‘senatore’ della Chiesa. Quelli che vengono da zone del mondo segnate da povertà e violenza, lontani dalla Curia di Roma e vicini invece a quelle “periferie” dove, secondo il Pontefice, la Chiesa dovrebbe far fiorire la sua missione. Di questi pastori, Bergoglio ne ha eletti circa 18 su 20.

Di seguito alcuni cenni biografici dei nuovi cardinali.

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Mons. Dominique Mamberti

L’unico ‘curiale’ dell’elenco dei 15 cardinali elettori. Arcivescovo titolare di Sagona, Mamberti è dallo scorso 8 novembre prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, dopo l’uscita di scena del cardinale ultraconservatore Raymond Leo Burke. Nato a Marrakech nel 1952, il presule è entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° marzo 1986, prestando servizio presso le Rappresentanze Pontificie in Algeria e Cile, alla Missione Permanente all’Onu a New York e in Libano e infine presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Nominato Nunzio in Sudan, nel 2002, e delegato apostolico in Somalia, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 3 luglio 2002. Il 19 febbraio 2004 è stato nominato anche Nunzio in Eritrea. Il 15 settembre 2006 Benedetto XVI lo ha poi eletto Segretario per i Rapporti con gli Stati, incarico svolto fino ad alcuni mesi fa.

Mons. Manuel José Macario do Nascimento Clemente 

È Patriarca di Lisboa (Portogallo), dove è nato e vissuto, studiandovi da seminarista e lavorandovi con diversi incarichi. Presso l’Università Cattolica portoghese, Clemente ha invece conseguito il Dottorato in Teologia, diventandone poi docente. In seguito è stato vicerettore e rettore del Seminario Maggiore. Il 6 novembre 1999, è stato nominato da Giovanni Paolo II titolare di Pinhel ed ausiliare di Lisboa. Benedetto XVI lo ha poi nominato vescovo di Porto nel 2007, mentre Francesco gli ha conferito, nel 2013, il titolo di Patriarca di Lisboa. Dal 19 giugno 2013 è presidente della Conferenza Episcopale Portoghese.   

Mons. Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M. 

Arcivescovo di Addis Abeba, in Etiopia, Souraphiel è stato eletto Delegato all’Assemblea Generale dei Lazzaristi in Roma nel 1980. Durante questo periodo si è laureato in Sociologia presso la Gregoriana, ritornando poi nella diocesi africana di cui, nel 1999, Wojtyla lo nominò Arcivescovo. Presidente dei vescovi di Etiopia ed Eritrea, del Consiglio della Chiesa Etiopica e, dal luglio 2014, dell’A.M.E.C.E.A. (Association of Member Episcopal Conferences in Eastern Africa), il futuro cardinale ha partecipato al recente Sinodo di ottobre. 

Mons. John Atcherley Dew

Viene dalla Oceania l’arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda), in passato già sede cardinalizia. Dopo diversi incarichi come parroco, viceparroco, missionario e formatore di seminaristi, il 1° aprile 1995 Dew viene nominato vescovo titolare di Privata ed ausiliare di Wellington, di cui è divenuto Metropolita nel 2005. Dal 1° aprile dello stesso anno è anche Ordinario Militare per la Nuova Zelanda; mentre dal 2012 presidente della Conferenza Episcopale, incarico per cui ha partecipato anche lui al recente Sinodo, dove è stato Relatore del circolo minore inglese “A”. Sembra che proprio nell’assise di ottobre, Dew abbia espresso tesi progressiste a favore soprattutto di temi come sacramenti a divorziati risposati e unioni tra persone omosessuali.

Mons. Edoardo Menichelli

Sulla stessa linea di  Dew, anche l’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Menichelli, per tutti “Don Edoardo”, uno dei due italiani tra i cardinali elettori, invitato dal Pontefice al Sinodo in cui poi è stato eletto moderatore dal circolo minore in lingua italiana. Nato a Serripola di San Severino Marche (Macerata), studente a Roma, presso la Lateranense, ex arcivescovo di Chieti-Vasto, Menichelli ha svolto alcuni incarichi nella Curia romana: dal 1968 fino al 1991, come Officiale presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; dal 1992 al 1994, come collaboratore presso la Congregazione per le Chiese, divenendo il “pupillo” dell’allora Prefetto, il cardinale Achille Silvestrini, che lo volle suo Segretario particolare. Attento ai giovani e alle fasce deboli della società, il presule è oggi assistente ecclesiastico nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.

 
Mons. Pierre Nguyen van Nohn

L’arcivescovo di Hanoi è la prima delle nomine attinte dal Papa nelle ‘periferie’ dell’Asia. In particolare, la sua porpora potrebbe essere una spinta per le relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Vietnam, progredite già quest’estate dopo il V Gruppo di Lavoro tra i due stati svoltosi proprio ad Hanoi. Vescovo coadiutore di Ðà Lat dal ’91, van Nohn è stato eletto nel 2007 presidente della Conferenza Episcopale vietnamita, incarico mantenuto per sei anni. Nel 2010 Benedetto XVI lo ha nominato coadiutore dell’arcidiocesi di Hanoi, della quale è divenuto arcivescovo dopo solo poche settimane.

Mons. Alberto Suarez Inda

Arcivescovo di Morelia, in una terra ferita come lo Stato di Michoacá, Suárez ha compiuto gli studi ecclesiastici presso l’Università Gregoriana in Urbe. Ordinato sacerdote l’8 agosto 1964, è stato nominato vescovo di Tacámbaro nel 1985. Fu Giovanni Paolo II a nominarlo poi arcivescovo metropolita di Morelia, il 20 gennaio 1995.

Mons. Charles Maung Bo, S.D.B. 

L’arcivescovo di Yangon, in Myanmar, è il primo dei due salesiani tra i nuovi cardinali (l’altro è mons. Sturla Berhouet, arcivescovo di Montevideo). Con loro i figli di Don Bosco nel Collegio Cardinalizio diventano 5 su 125. Ordinato sacerdote nel 1976, Bo è stato nominato primo vescovo di Lashio per poi ricevere l’ordinazione episcopale su volontà di Wojtyla per la diocesi di Pathein, nel 1996. Dal 2003 è arcivescovo metropolita di Yangon; nel periodo 2000-2006 è stato invece presidente della Conferenza Episcopale del Myanmar.

Mons. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij  

L’arcivescovo di Bangkok si distingue per essere presidente dei Vescovi “Amici dei Focolari”. Ha studiato a Roma all’Urbaniana (1970-1976) per poi specializzarsi alla Gregoriana (1982-83). Dopo la parentesi nella Capitale è rientrato in patria, dove ha svolto l’incarico di rettore del Seminario intermedio Holy Family, a Nakhon Ratchasima; è stato anche sotto-segretario della Conferenza Episcopale e rettore del Seminario Maggiore Nazionale Lux Mundi a Sampran. Nel 2007, Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Nakhon Sawan. Dal 2009 è metropolita di Bangkok e vice presidente della Conferenza Episcopale della Thailandia.

Mons. Francesco Montenegro 

Conosciuto come il “Vescovo dei migranti”, ‘don Franco’, come lo chiamano i ragazzi che accompagna spesso in campi scuola e attività pastorali, è arcivescovo di Agrigento, una figura pastorale a tutto tondo. Lo si ricorda al fianco di Bergoglio durante la sua prima visita pastorale in Italia nell’isola di Lampedusa, l’8 luglio 2013. Durante quel breve ma significativo viaggio tra gli immigrati sopravvissuti ai diversi sbarchi, confidò al Santo Padre: “Mi preoccupa e mi fa soffrire vedere come non tutti i cristiani abbiano il cuore aperto e mi addolora il fatto che anche tra gli operatori pastorali vi siano quelli che restano indifferenti o reputano il rimpatrio la soluzione al problema dell’immigrazione”. Nato a Messina, il presule ha fatto carriera nella Caritas, prima come direttore di quella diocesana a fine anni ‘80, poi delegato Regionale e rappresentante regionale alla Caritas nazionale. Dal maggio 2003 al maggio 2008, è stato poi presidente della Caritas Italiana. Ratzinger lo ha nominato arcivescovo metropolita di Agrigento, il 23 febbraio 2008. Nella CEI, dal 2013 è presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e presidente della Fondazione “Migrantes”.

Mons. Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B. 

Secondo salesiano delle nuove porpore, l’arcivescovo di Montevideo ha svolto diversi incarichi proprio nella sua Congregazione in Uruguay, tra cui quello di Ispettore. Poco dopo è stato eletto presidente della Conferenza dei Religiosi dell’Uruguay, ruolo svolto fino al 10 dicembre 2011 quando Benedetto XVI lo ha nominato vescovo titolare di Felbes e ausiliare di Montevideo. L’11 febbraio 2014, Papa Francesco lo ha promosso metropolita di Montevideo. All’interno della Conferenza Episcopale uruguaiana ha ricevuto gli incarichi di responsabile del Dipartimento Missioni e Laici.

 
Mons. Ricardo Blázquez Pérez

Dalla Spagna ci si aspettava la tradizionale nomina dell’arcivescovo di Madrid, mons. Osoro da poco eletto al posto di Rouco Varela. Invece Francesco ha voluto ‘premiare’ la piccola diocesi di Valladolid, conferendo la porpora a Blázquez Pérez, peraltro da circa un anno presidente della Conferenza Episcopale spagnola. Figura molto apprezzata nel suo paese, il futuro cardinale è autore di numerose pubblicazioni di Teologia (è stato professore e decano di Teologia nella Pontificia Università di Salamanca) e ha collaborato alla stesura di molti documenti della Conferenza Episcopale. Vescovo di Germa di Galazia ed ausiliare di Santiago di Compostela, nel 1995 è stato nominato vescovo di Bilbao. Cinque anni dopo Benedetto XVI lo ha promosso metropolita di Valladolid. Molto vicino al Cammino Neocatecumenale, ha partecipato ad entrambi gli ultimi due Sinodi: quello dell’ottobre 2012 sulla nuova evangelizzazione e sulla famiglia dell’ottobre 2014.

Mons. José Luis Lacunza Maestrojuan, O.A.R.

È agostiniano invece il vescovo di David (Panamá), membro dell’Ordine agostiniani Recolletti. È stato ordinato sacerdote il 13 luglio 1969 a Pamplona e circa due anni dopo è stato inviato in Panamá, dove ha svolto gli incarichi di rettore del Colego San Agustín, rettore dell’Università Santa María la Antigua e presidente della Federazione delle Scuole Cattoliche. Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di Chitré nel ’94, per poi passare alla diocesi di David. È stato presidente della Conferenza Episcopale del Panama per due mandati (2000-2004 e 2007-2013).

 
Mons. Arlindo Gomes Furtado

Dal 2009 vescovo di Santiago de Cabo Verde (Arcipelago di Capo Verde) su nomina di Benedetto XVI, mons. Gomes è uno delle novità assolute del prossimo Concistoro. Ordinato sacerdote nel 1976, ha alle spalle studi di Sacra Scrittura a Roma. Nel 2003 Papa Wojtyla lo ha voluto come primo vescovo della neoeretta diocesi di Mindelo.

Mons. Soane Patita Paini Mafi

Si è subito distinto come il cardinale più giovane del Concistoro di febbraio e dell’intero Collegio Cardinalizio. È nato infatti il 19 dicembre 1961, a Nuku’alofa, sull’isola di Tongatapu. Il vescovo di Tonga colpisce pure per la provenienza: le Isole di Tonga, zona remota del Pacifico sud occidentale che non ha mai avuto un cardinale. Dal 2010 presidente della Conferenza Episcopale dell’Oceano Pacifico, anche lui era presente al Sinodo sulla famiglia.

Tra le nuove nomine, ci sono poi cinque vescovi emeriti nominati per il loro servizio “di carità” in Curia, nel servizio diplomatico o nelle diocesi locali. Tra questi c’è l’arcivescovo Jesus Pimiento Rodriguez, emerito di Manizales, il più anziano del Collegio cardinalizio. Ha preso parte alle Conferenze generali dell’Episcopato Latinoamericano (CELALM) di Medellín, Puebla e Santo Domingo.

La lista segue con mons. Luigi de Magistris, pro-penitenziere maggiore emerito, che sfiorò diverse volte la berretta rossa già durante il pontificato di Giovanni Paolo II; mons. Karl-Josef Rauber, ex nunzio in Uganda, Svizzera e Lichtenstein e.a.; mons. Luis Hector Villalba, emerito di Tucuman (Buenos Aires) ed ex vicepresidente della Conferenza Episcopale argentina proprio quando era guidata dall’allora cardinale Bergoglio. Tra i cinque anche l’africano Julio Duarte Langa, vescovo emerito di Xai Xai, in Mozambico, diocesi che guidò per 28 anni, divenendone emerito il 24 giugno 2004.

About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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