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Centrafrica: violenze a Bangui. Presidente Samba rientra d’urgenza da New York

Il Consiglio di sicurezza Onu esprime “profonda preoccupazione” per la situazione e ha rivolto un appello “per l’immediata fine delle violenze” 

Ad un mese dal viaggio di Papa Francesco in Africa, la capitale centrafricana Bangui è sommersa di violenza. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre, si sono verificati infatti saccheggi di abitazioni e negozi, oltre a colpi di arma da fuoco e barricate in diversi quartieri eretti da gruppi di manifestanti, nonostante il coprifuoco notturno decretato dal Governo dopo le violenze del fine settimana dopo che oltre 500 carcerati sono riusciti a fuggire da una prigione

Secondo quando dichiarato da fonti ospedaliere all’Afp, sono circa 42 i morti nel corso degli scontri con i caschi blu della missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centroafricana (Minusca) incaricata di proteggere il palazzo presidenziale, dove i dimostranti si erano diretti reclamando le dimissioni della presidente di transizione, Catherine Samba Panza. Il capo di Stato ha lasciato con urgenza l’Assemblea Generale dell’Onu per rientrare in patria a causa dell’aggravarsi degli scontri e ha domandato alle forze internazionali di proteggere i civili e fermare sobillatori e violenti che istigano allo scontro. 

In un comunicato trasmesso a Libreville, la missione dell’Onu ha negato di aver aperto il fuoco contro i manifestanti sostenendo di essere preoccupata per l’ondata di violenze. Una riunione sulla situazione nella Repubblica Centroafricana era prevista per giovedì a margine dell’Assemblea. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha espresso peraltro “profonda preoccupazione” per la situazione a Bangui – che ora mette in crisi una possibile tappa del Pontefice – e ha rivolto un appello “per l’immediata fine delle violenze”. Lo stesso Consiglio ha poi ribadito “il sostegno alle autorità di transizione” e ha chiesto di tenere elezioni presidenziali e legislative libere e trasparenti “entro il 2015”.

 

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