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Carlo Costalli: “Superare la dittatura del Pil”

Il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori propone l’economia civile come una delle forme mature di riformismo sociale

Disuguaglianza in crescita e grandi migrazioni, capitale che si concentra in poche mani e un’altrettanto impetuosa crescita dell’economia civile… Giovanni Maria Mastai Ferretti si sarebbe ritrovato nel clima convulso dei nostri giorni, quanto meno per come l’ha tratteggiato Leonardo Becchetti oggi a Senigallia.

La città natale di papa Pio IX ospita in questi giorni il Seminario nazionale del Movimento cristiano lavoratori che esplora il magistero sociale di papa Francesco e le sue ricadute nel quadro economico e politico italiano e internazionale.

«Superare la dittatura del Pil» è la parola d’ordine lanciata in apertura di dibattito dal presidente del Mcl Carlo Costalli, che ha affidato la relazione fondamentale all’alfiere del Bes.

Becchetti per prima cosa ha ammesso che il nuovo indicatore, con cui sarà valutato il Documento economico finanziario, ha vinto la sfida con il Pil in Italia, ma adesso dovrà dimostrare tutta la sua efficacia, così come si dovrà portare a compimento la battaglia contro l’azzardo.

La relazione dell’economista si è articolata sulla necessità di sostituire l’attuale modello economico globale, che ha definito “a due mani” e che si fonda sul binomio Stato-Mercato, con un modello a quattro mani, che integra il ruolo della cittadinanza attica e delle imprese socialmente responsabili, capaci di reinterpretare il ruolo del profitto e la sua distribuzione tra tutti gli stakeholder che creano Bes.

Per Becchetti «la globalizzazione non è negativa perchè i paesi poveri crescono più rapidamente dei paesi ricchi» mentre è negativo il ritardo della democrazia, esemplarmente spiegato con quest’esempio: «l’1% degli americani finanzia il 40% delle spese elettorali al Senato Usa».

Guardando al futuro, lo studioso ha sostenuto la ricetta dell’economia civile e ha auspicato politiche di investimento pubblico, in particolare sul fronte dell’efficientamento energetico e dell’istruzione. Un affondo che Costalli ha commentato così: «l’economia civile è una delle forme mature del nostro riformismo sociale».

Dopo Becchetti, hanno preso la parola Piero Ragazzini, segretario confederale Cisl e Francesco Seghezzi di Adapt. Al seminario è intervenuto anche il vescovo di Senigallia, monsignor Francesco Manenti.

 

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