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Cardinale Lacunza: “Ancora non ci credo!”

Il nuovo porporato panamense invita a vivere la fede in modo da rendere più credibile il Vangelo

Sabato scorso l’Aula Paolo VI del Vaticano è diventata uno spazio privilegiato dove migliaia di fedeli hanno avuto la possibilità di salutare i cardinali creati da papa Francesco nell’ultimo Concistoro e congratularsi con loro.

Abbracci, canti tradizionali e bandiere di tutto il mondo hanno accolto i nuovi cardinali. Tra questi ultimi c’era José Luis Lacunza Maestrojuan, nato in Spagna, ma da molti anni a servizio della Chiesa di Panama. Il vescovo di David è quindi diventato il primo cardinale di Panama.

Prima di salutare i fedeli in fila per congratularsi con lui, il cardinale Lacunza ha spiegato con i giornalisti presenti il proprio punto di vista sulla realtà della Chiesa nel suo Paese e ha raccontato le emozioni provate alla sua nomina.

“So che dovrò servire il Papa e fare quello che il Papa chiede. Ancora non so in concreto che tipo di servizio mi chiederà. In termini generali, possiamo dire che il cardinale è un consigliere del Papa, però normalmente tutto questo si traduce in alcune attività specifiche che il Papa richiede: partecipare ad una Congregazione, a qualche tipo di lavoro pastorale…”, ha aggiunto il porporato panamense.

Alla domanda sull’importanza della Chiesa in America Latina in occasione della recentemente annunciata beatificazione di monsignor Romero, il nuovo porporato ha affermato: “Penso che sarà un momento culminante della vita della Chiesa di El Salvador e dell’America Latina perché sarà un riconoscimento alla vita pastorale di un uomo che ha dato se stesso al servizio dei poveri e, proprio in ragione di questo servizio, è stato crudelmente ucciso. Penso che Romero sia stato un martire che ha dato la vita per la fede, che sia un testimone che può aiutare tutti i latinoamericani ad avere più coraggio nel vivere e nel difendere la nostra fede”.

Lo stesso Lacunza ha anche ricordato che ci sono sacerdoti e laici catechisti, delegati della Parola: “Molte persone in America Latina e in America Centrale sono morte per aver difeso o testimoniato la propria fede. Speriamo che un giorno si possa conoscerli tutti”.

“Non ci credo ancora”, ha scherzato il porporato con riferimento alla sua nomina cardinalizia, annunciata da papa Francesco lo scorso 4 gennaio. “Non so perché il Papa lo ha fatto, ma l’ho accettato e farò del mio meglio per aiutarlo”.

Parlando delle sfide che si profilano per la Chiesa di Panama, il nuovo porporato ha spiegato che “sono più o meno le stesse sfide che si affrontano in qualsiasi altro luogo”. Papa Francesco, ha osservato, è determinato a governare la Chiesa con uno stile più vicino, più accessibile, più misericordioso e credo che questo ci interpelli tutti. “Dobbiamo essere in grado di vivere la nostra fede con questo nuovo stile per rendere il Vangelo più credibile”, ha aggiunto il cardinale Lacunza.

Infine, quando gli viene chiesto quale sia la situazione alle periferie della Chiesa di Panama, il porporato ha dichiarato che nella sua diocesi, vi è una popolazione di circa centomila indigeni.

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