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Cardinale Cordes: lo Stato deve tener conto della religione

Presentando l’XI Congresso Cattolici e Vita Pubblica

MADRID, mercoledì, 18 novembre 2009 (ZENIT.org).- Il Cardinale Paul Josef Cordes ha affermato che lo Stato deve tener conto della religione presentando, questo martedì a Madrid, l’XI Congresso Cattolici e Vita Pubblica, sul tema “La politica, al servizio del bene comune”.

Il Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum” ha dichiarato che lo Stato “vive di fattori che egli stesso non può garantire”, motivo per il quale, nel corso della storia, “tutti gli Stati hanno riconosciuto la ragione morale a partire da tradizioni religiose precedenti”.

Ciò non significa che si richieda allo Stato “un’obbedienza irrazionale nei confronti degli imperativi ecclesiali, né il salto alla cieca nelle acque della fede”, ha spiegato.

La religione, tuttavia, non è “superflua, né si può eliminare facilmente dall’ordinamento sano di una collettività”, ha reso noto il servizio di comunicazione dell’Università San Pablo CEU, che accoglierà il Congresso dal 20 al 22 novembre.

Secondo il Cardinale Cordes, è importante “evitare sia di fare dello Stato un assoluto religioso che l’appropriazione dell’ordine politico giusto per una comunità di fede”.

Dall’altro lato, il porporato ha sottolineato la “fermezza spagnola” nel difendere la vita espressa nella manifestazione del 17 ottobre scorso a Madrid, auspicando che questa disposizione a lottare “possa risvegliare” persone di altri Paesi “perché l’Europa non perda il momento della sua salvezza”.

Le sessioni del Congresso potranno essere seguite via internet sulla pagina web dell’Università San Pablo CEU.

E’ previsto l’intervento di personalità di spicco della sfera pubblica, tra cui il Primo Ministro della Repubblica Slovacca, Jan Carnogursky; il presidente del Comitato italiano di Bioetica, Francisco D’Agostino; l’ex Presidente della Repubblica portoghese Ramalho Eanes; gli eurodeputati Marcelino Oreja e Mario Mauro; il direttore de “L’Osservatore Romano”, Giovanni Maria Vian.

Affronteranno questioni come la partecipazione dei cattolici alla democrazia spagnola, l’etica e il mercato, la rigenerazione della democrazia, il diritto alla libertà religiosa, l’obiezione di coscienza davanti a leggi ingiuste, la solidarietà e il bene comune, le politiche familiari, l’ideologia di genere e la nuova economia di fronte alla crisi attuale.

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